Liala (Amalia Liana Negretti Odescalchi)

Piccole mani colme d’addio


Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Olga Morando nella parte di Damiana – Magda Gonnella nella parte di Lena – Mario Padovan nella parte di Umbro. Regia di Luciano Pedrocchi – Fotografia di Piero Petricciuole – Trucco di Emo Guidi – Produzione Bolero film. Un bosco d'autunno. Era un grigio e piovoso pomeriggio d’autunno… Le case sembravano oppresse dal cielo di piombo… Gli alberi erano già quasi spogli: un desolato spettacolo… Ma c’è più tristezza negli occhi della giovane donna che percorre i viali del parco, per giungere allo studio del dottor Sivieri: il famoso ginecologo. Una donna in abiti da infermiera si rivolge a una ragazza in un salotto. Roberta Flores, l’assistente, la introduce in un salottino… Roberta Flores- Dovrà attendere qualche minuto, signora. Vuole dirmi il suo nome? Lena D’Aral- Lo dirò al dottore: non mi conosce. Scusi se mi presento senza aver fissato un appuntamento, ma debbo proprio vedere il dottor Sivieri, subito. La ragazza, Lena, si avvicina alla finestra. Rimasta sola, la giovane si avvicina ai vetri che la pioggia tormenta col suo picchiettio. La luce della finestra rischiara la bellezza strana di lei, e le sue pupille, colme di sconfinata ansia, ci appaiono fisse sulle gocce d’acqua che scivolano sui vetri, come lacrime… Vignetta senza immagini. Qual è il tuo nome, povera creatura che sembri attendere una crudele notizia?. Immaginiamo di udire la sua voce armoniosa che risponde: “Mi chiamo Lena D’aral e sono cavallerizza al circo Makros. Ogni sera duemila persone mi applaudono…” Dicendo queste parole una luce di fierezza rischiarerebbe i suoi occhi… Ma subito su quel volto tornerebbe lo smarrimento… Lena si mostra triste. Quella stanza, che le appare fredda e ostile, ha conosciuto cento e cento palpiti femminili. Ma si trattava quasi sempre di ansie gioiose… Lena D'Aral- Dio, fa che non sia vero! Lena abbassa lo sguardo. Le sembra di udire le voci di quelle donne felici, di vedere i loro occhi brillare di gioia all’annuncio sublime. È un coro che sussurra alle sue orecchie, facendola fremere… Lena D’Aral- Aiutami, Dio misericordioso… Vignetta senza immagini. Nel salottino attiguo, un’altra donna è in attesa. Bionda, delicata, elegantissima, essa appare assai diversa da Lena D’aral, ma egualmente affascinante. I suoi occhi, come gli occhi di Lena, sono pieni di timore, ma il dramma che si nasconde in lei è diverso, è opposto a quello della cavallerizza del Circo Makros. Lena è seduta sul divano. Lena D’Aral- E se anche questa volta mi fossi cullata in speranze infondate… Se il medico dovesse disilludermi ancora?... Lena si mostra pensierosa. Lena- No, no, perché mai debbo sempre dubitare? Forse tra poco mi diranno che sono mamma ed io sarò la donna più felice del mondo! Lena si alza. Lena D’Aral- Sono cinque anni che attendo questo momento, cinque interminabili anni di speranze distrutte! Lena si avvicina alla porta. Passeggiando, ella si è accostata alla porta che comunica con lo studio. Un pianto disperato giunge alle sue orecchie. Lena resta in piedi. Lena D’Aral- La maternità nasconde spesso segreti drammatici, dolori che non si possono lenire… Lena è seduta di fronte al dottor Sivieri. È Lena che piange, dopo aver udito il responso del medico. Lena D’Aral- Non è vero! Mi dica che non è vero! Dottor Sivieri- Mi dispiace, ma non ci può essere alcun dubbio. Lena distoglie lo sguardo dal dottor Sivieri. Il dottor Sivieri ha abbastanza anni e esperienza per comprendere, senza bisogno di indagare, la precaria situazione di Lena. Dottor Sivieri- Lei non è sposata, immagino. Lena D’Aral- No… Il dottor Sivieri si rivolge a Lena. Dottor Sivieri- Non c’è modo di indurre il padre del bambino a fare il suo dovere? Lena D’Aral- Non mi sposerà mai… mi ha abbandonata… non saprei nemmeno dove trovarlo. Lena risponde al dottore. Dottor Sivieri- Non si scoraggi. Ora dovrà riunire tutte le sue energie e prepararsi all’evento che l’attende. Pensi che un figlio è una creatura di Dio, anche se nasce in queste condizioni. Lena D’Aral- Non posso avere un bambino… Lena si alza in piedi di fronte al dottore. Lena D’Aral- Se mio fratello lo sapesse mi ucciderebbe e ucciderebbe anche il padre di questo innocente, raggiungendolo ovunque egli fosse… E poi io debbo lavorare per vivere e non posso mettermi a riposo… Lena appoggia una mano sulla scrivania. Lena D’Aral- Mi aiuti, dottore. Lei può liberarmi da questo fardello che io non posso portare… Mi salverà la vita ed eviterà una tragedia… la supplico, la supplico! Dottor Sivieri-Si calmi signorina. Io sono qui per aiutarla. Vignetta senza immagini. Il medico dà disposizioni a Roberta Flores, la sua assistente perché prepari tutto come per un intervento… Il dottor Sivieri si rivolge all'assistente Flores. Roberta Flores- Madottore io non credevo che lei si prestasse… intende veramente… Dottor Sivieri- So come comportarmi in simili casi: vada pure. L'assitente Flores guarda il dottor Sivieri e Lena. Roberta Flores- È tutto pronto, dottore Dottor Sivieri- Si accomodi di , signorina: tra mezz’ora sarà liberata dalle sue paure. Spero soltanto che dopo non piangerà e che non avrà a pentirsene per tutta la vita. Lena- Pentirmene? Ma non comprende che per me non c’è altra soluzione? Il dottor Sivieri è in piedi accanto alla libreria. Dottor Sivieri- Dicono tutti così, ma poi, specialmente col passar degli anni, maledicono il momento in cui hanno voluto distruggere in loro quel dono sublime della maternità. Lei è terrorizzata se pensa al suo avvenire, ma non può negare che nel suo cuore c’è già amore per il germoglio che Iddio le ha dato. Lena risponde al dottor Sivieri distogliendo lo sguardo; Roberta Flores è ancora nella stanza. Dottor Sivieri- Ci pensiè una nuova vita che lei porta, la vita di un bimbo che potrebbe essere la sua gioia… Non ha il diritto di distruggere questa vita. Lena D’Aral- Non parli così… mi sembra quasi… di essere una assassina. Vignetta senza immagini. Ed ecco che, salutare e benedetta, giunge la crisi di pianto. Il suo pianto, questa volta, è quasi un sollievo, una liberazione. Lena e il dottore dialogano senza guardarsi. Lena D’Aral- Terrò il mio bambino. E che Iddio mi aiuti! Dottor Sivieri- Non si pentirà di questa decisione. Vignetta senza immagini. Lena D’Aral, dopo le toccanti, paterne parole del medico, sembra aver ritrovato un po’ di serenità. La sua condizione è tremenda, il suo avvenire è oscuro, ma la nuova decisione che si è maturata nel suo animo le darà coraggio e abnegazione, per affrontare le avversità che l’attendono. Lena è in piedi tra il dottore e l'assistente. Dottor Sivieri- Se avrà bisogno di qualcosa non si faccia scrupoli e venga da me. Lena D’Aral- Grazie, dottore. Roberta Flores- L’accompagno. Il dottore alla scrivania parla con l'assistente. Poco dopo… Dottor Sivieri- Lei è qui da poco, signorina, e non sa come mi comporto in simili casi: se avessi negato bruscamente il mio aiuto a quella poveretta, sarebbe uscita di qui per andare a cadere magari fra le mani di qualche megera. Invece, dopo aver conquistato la sua fiducia, ho potuto persuaderla. Roberta Flores- Lei, dottore, doveva aver già intuito che si trattava di una donna dai sentimenti materni… L'assistente risponde al dottore. Dottor Sivieri- Lena D’Aral è certamente una brava ragazza; ma qualche volta anche una brava ragazza può perdere la testa: un consiglio cattivo, il timore della vendetta dei parenti, l’ossessione di non poter più lavorare possono spingerla sulla falsa strada. Ma sono convinto che questo non sarà il caso di Lena. Roberta Flores- La signora Damiana Lys aspetta, dottore. Se permette la faccio entrare. Vignetta senza immagini. Al termine della visita, la bionda Damiana, che, col cuore in gola, non ha staccato gli occhi dal viso del dottore, sperando di scorgervi un cenno di assenso, intuisce la dura e spietata verità… Damiana Lys è seduta di fronte al dottor Sivieri. Damiana Lys- Mi sono sbagliata, vero? Eppure credevo, speravo… Damiana Lys- I suoi sintomi sono dovuti a qualche disfunzione. Le darò le ricette necessarie. Bambini, per ora, niente. Me ne dispiace, signora Lys. Damiana Lys distoglie lo sguardo dal dottor Sivieri. Sapeva che avrebbe udito quelle parole, che al suo orecchio suonano come una condanna, ma, sebbene si fosse quasi preparata, la verità le appare troppo crudele, troppo ingiusta! Damiana Lys- Iddio è spietato con me! Perché non posso avere bambini? Io non desidero altro… Dottor Sivieri- Non deve abbattersi. Alcuni coniugi hanno atteso più di cinque anni. Damiana Lys risponde tristemente. Damiana Lys- E se non potessi avere figli? Oh, se questo fosse vero credo che preferirei morire! Come invidio tutte le donne, anche le più sciagurate, che possono provare la gioia di essere mamma! Io darei tutto, TUTTO PER UN BIMBO... Damiana, in piedi, si rivolge al dottor Sivieri. Damiana Lys- Mi dia una speranza, dottore. Se c’è qualche operazione da tentare, anche dolorosa e pericolosa, io la tenterò. Debbo avere un bambino… Non posso rassegnarmi a vivere in una casa vuota, senza udire mai la voce dolce di una piccola creatura mia. Dottor Sivieri- Lei è giovane, signora Lys. Deve ancora sperare… Vignetta senza immagini. Ecco, da una parte, Lena D’Aral, spaventata dall’idea di essere madre, dall’altra Damiana Lys, che darebbe tutto ciò che possiede pur di avere un figlio. Oggi, dopo il responso del medico, le due donne aprono un nuovo capitolo nella loro esistenza. Se potessero, forse si scambierebbero volentieri la parte che il destino ha loro riserbata Damiana Lys cammina in un bosco. Ha smesso di piovere: Damiana si avvia verso casa, a piedi, rimandando la macchina che attendeva all’uscita. Pensa al marito, al suo adorato Giorgio, che l’attende ansioso. Ha quasi paura d’incontrarlo perché sa che egli le chiederà subito un “sì” o un “no”… Damiana Lys si ferma pensierosa nel bosco. Damiana Lys- Anch’egli, come me, ha pregatoha speratoPovero, caro Giorgio, povero amore mio! Dovrò deluderti ancora… Vignetta senza immagini. Nella lussuosa casa di Giorgio e Damiana Lys si è radunato un gruppo di eleganti invitati per una piccola festa. “Come sarebbe stato bello – medita Damiana mentre nella sua stanza si cambia d’abito – annunciare a Giorgio, ai parenti, agli amici più intimi che aspettavo un bambino!” Damiana Lys vestita da sera siede davanti allo specchio. Damiana immagina la scena, cullandosi nell’illusione… Damiana Lys- Giorgio mi avrebbe sorriso, stringendomi forte tra le sue braccia e poi, per tutta la sera, non si sarebbe staccato un attimo dal mio fianco… Damiana Lys vestita da sera siede davanti allo specchio pensierosa. Damiana Lys- Di tanto in tanto avrei sentito il suo sguardo riconoscente accarezzarmi il viso… oh, come sarebbe stato bello! Damiana Lys vestita da sera è in piedi davanti allo specchio pensierosa. Damiana Lys- E invece… non mi rimane che il sogno! La realtà è ben diversa. Ho paura di affrontare Giorgio, di deluderlo ancora. Mi sento quasi…colpevole… Ma c’è forse amarezza più dolorosa che vedere sul volto di chi si ama l’ombra della delusione? Vignetta senza immagini. Ha cercato di attardarsi più a lungo possibile, indossando quel nuovo abito che fa apparire ancora più fulgida la sua fresca bellezza. Ora, però, deve proprio scendere: Giorgio avrà fatto gli onori di casa in sua assenza, ma spetta a lei portare la nota armoniosa e il tono perfetto tra gli invitati della festa. Damiana Lys scende le scale; un uomo elegante l'attende. Giorgio, com’ella pensava, l’attende ai piedi dello scalone. Egli non la stringerà tra le braccia! Il suo sguardo si farà estraneo, quasi ostile… È questo che temi, povera Damiana! Damiana si appoggia al corrimano. Damiana Lys- I suoi occhi brillano di speranza e di ammirazione, come se io fossi la sua regina… Vignetta senza immagini. Non può dirgli nulla, ma le lacrime parlano per lei e il marito comprende… Giorgio si rivolge a Damiana. Giorgio- Una nuova speranza perduta! Non abbiamo fortuna, Damiana! Damiana Lys- Perdonami! Perdonami! Giorgio stringe Damiana, che distoglie lo sguardo. Questa sua invocazione rivela all’amato la sua angoscia... Ed ecco che, come un caldo rifugio, le braccia di Giorgio si aprono per accoglierla. Giorgio- Perdonarti, amore mio? Che colpa hai tu se la sorte, non ci aiuta? No, tesoro, angelo mio, non devi piangere. Siamo giovani, possiamo aspettare, e ci amiamo tanto che l’attesa non ci sembrerà penosa. Giorgio parla con un uomo elegante; Damiana è pensierosa. Quante volte Giorgio le ha parlato così? Ormai quelle parole carezzevoli, pur avendo conservato la loro dolcezza, hanno perduto il loro incanto e non hanno più il potere di rasserenarla. Damiana Lys- Cerca di consolarmi perché non vuole farmi soffrire… Mi vuol bene, ma forse col tempo si staccherà da una donna che non sa dargli figli… Giorgio parla con Damiana; nel salone ci sono molti ospiti. Sebbene Giorgio, mostrandosi affezionato e premuroso come sempre, cerchi in ogni modo di allontanare dalla sua bella sposa ogni pensiero triste, Damiana non riesce a esser gaia, tra gli ospiti. Forse ella non ha mai amato quella vita, ma ora più che mai si sente sola, tra estranei… Giorgio- Sei stanca, cara? Vuoi andare a riposare? Damiana Lys- No, Giorgio. Non posso abbandonare gli ospiti. Gerardo Sant'Elia parla con Damiana. Gerardo Sant’Elia le si avvicina, cerimonioso: Damiana sa già che dovrà ascoltare frasi vuote, complimenti banali… Gerardo Sant'Elia- Perché mai è così triste, Damiana? Non è soddisfatta di essere la regina di questa bella festa? Damiana Lys- Lei mi chiede sempre le stesse cose, Gerardo. Damiana risponde a Gerardo Sant'Elia. Gerardo Sant'Elia- È vero. Ma non è colpa mia se ogni volta che ci incontriamo io la vedo mesta e silenziosa. Sembra quasi che non sia felice… Damiana Lys- Mi scusi, Gerardo… È arrivata la mamma di Giorgio e debbo andare a salutarla. Vignetta senza immagini. Giorgio ha accompagnato la mamma in un salottino separato. Sulla soglia Damiana si arresta indecisa, avendo raccolto qualche parola che la vecchia signora Lys non avrebbe certo pronunciato se ella fosse stata presente. Damiana si avvicina alla porta. Damiana Lys- Sua madre sta parlando di me. Non sa perdonarmi di non aver avuto figli. Giorgio parla con la madre in un salotto. Madre di Giorgio- Ieri ho incontrato la tua prima fidanzata, la contessina Carla Rivelli. Ah, se tu non avessi mai incontrato Damiana! Carla è sposata e ha due bellissimi bambini… Avrebbero potuto essere i miei nipotini!... Giorgio- Basta, mamma! Non ammetto questi discorsi: tu vorresti turbare il mio amore per Damiana. Giorgio in piedi parla con la madre in un salotto. Madre di Giorgio- Ma non pensi all’avvenire della nostra famiglia, a tutto quello che ha creato il lavoro di tuo padre, e del padre di tuo padre?... A chi rimarrà tutto questo se tu non avrai eredi? Giorgio- Queste, per me, sono ragioni secondarie. Damiana e io vorremmo un figlio per amarlo ed essere amati da lui, non per le fabbriche e l’eredità! La nostra sofferenza è certo più atroce della tua… Giorgio risponde alla madre. Madre di Giorgio- Mi fa tanta pena vederti così turbato, figlio mio! La vita senza figli non ha scopo! Giorgio- Lo so, e anche Damiana lo sa. Non serve che tu me lo ricordi, mamma Damiana è accanto alla porta per ascoltare. Giorgio- …comunque non vorrei avere un figlio se non fosse figlio di Damiana. Damiana Lys- Mi ama, povero Giorgio. Damiana resta accanto alla porta pensierosa. Damiana Lys- Se non mi amasse tanto sento che lo perderei… Sua madre non si lascia scappare una sola occasione per compiangerlo di essere mio marito. Vignetta senza immagini. Giorgio l’ama. Ma l’amerà sempre? Forse ora l’ama perché sono giovani, ma la delusione di non aver avuto un figlio da lei diventerà sempre più grave e dolorosa per lui, finché li separerà Damiana si guarda allo specchio. Sono parole che Damiana si dice al termine della festa, davanti allo specchio, l’inesorabile confidente di ogni donna… Damiana Lys- Sono bella davvero? Sono bella abbastanza perché Giorgio mi ami anche se non potrò diventare mamma? Damiana si guarda allo specchio lasciando cadere la vestaglia. Presa da una paura improvvisa ella lascia cadere la vestaglia, interrogando con ansia la sua immagine… Damiana si guarda allo specchio pensierosa. Damiana Lys- Mi sembra quasi che qualcosa si sia inaridito in me. Mi sento vecchia, inutile… E non ho che ventiquattro anni… Vignetta senza immagini. L’AMORE NON BASTA! Anche l’amore, senza il suo frutto più sublime, perde di significato e di sapore, e gli amanti più appassionati, senza figli, sembrano imbruttire nella loro solitudine. Giorgio raggiunge Damiana nella loro stanza. La scuote la presenza di Giorgio che, dopo aver salutato tutti gli amici sale a darle la buona notte… Giorgio- Si può? Damiana Lys- Entra, caro Vignetta senza immagini. Il bacio di Giorgio è caldo e dolcissimo, come sempre. Damiana, chiudendo gli occhi e abbandonandosi tra quelle braccia adorate, sente nel cuore una pace antica e agognata, come nei primi tempi del loro matrimonio, quando nessuna ombra oscurava il loro idillio… Giorgio abbraccia Damiana. Ma è stato un breve sogno, un’illusione divina. Se si guardano negli occhi leggono l’uno nell’altra il medesimo tormento. Giorgio- Vedrai, Damiana, noi avremo un bambino! LO SENTO, ne sono sicuro. Damiana Lys- Che Iddio ti ascolti, amore! Damiana si accosta a un crocifisso. Ma rimasta sola, di nuovo è assalita dai più dubbiosi pensieri e la sua mente si agita senza pace… Dolore di non essere mamma, paura di perdere l’amore del marito… Ed ella rivolge a Dio una preghiera appassionata, che scaturisce come un grido dal tormento della sua anima! Vignetta senza immagini. A un tratto, come uno stridulo richiamo della brutale realtà, suona insistente il telefono… Damiana risponde al telefono. Damiana Lys- Sì, qui è la signora Lys… con chi parlo? Mi dica il suo nome, prego! Una donna con un cappello parla a un telefono pubblico. Roberta Flores- Mi conoscerà quando sarà giunto il momento. Per ora voglio soltanto sapere quanto sarebbe disposta a sborsare se io le procurassi un figlio. Una donna con un cappello parla a un telefono pubblico, accanto a un pannello di fotografie. Roberta Flores- Non si meravigli: so che lei desidera da anni un bambino e non può averlo… Ho pensato di offrirle una creatura che potrebbe far passare per sua… ANCHE AGLI OCCHI DI SUO MARITO. Ma se la cosa non le interessa non insisto… Damiana Lys è al telefono. Damiana Lys- No, aspetti, non interrompa la comunicazione. Io sono così stupita… così sconvoltaLei mi offre un bambino come… come se fosse un oggetto di baratto… suo figlio, forse… Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Vignetta senza immagini. Quella voce, dapprima, l’aveva spaventata. Le era sembrato quasi che ogni più geloso sentimento fosse esposto agli sguardi indiscreti di tutti… poi la voce non le era apparsa più estranea. Sì, le pareva una voce amica, che ripetesse pensieri suoi, venendo incontro alle sue più segrete speranze. Ma, istintivamente si ribellava a quella lusinga… Roberta Flores parla al telefono. Se potesse scorgere il viso della misteriosa interlocutrice, Damiana sarebbe assai meno stupita: Roberta Flores, l’assistente del dottor Sivieri… Vignetta senza immagini. …era presente alla visita di Damiana e ha udito le disperate e amare parole della giovane sposa. Roberta Flores parla al telefono. Roberta Flores- Si tratta del figlio di una giovane che conosco, che non è sposata e non può fare la mamma: una situazione tragica ma abbastanza comune. Il bimbo diventerà SUO, se vuole. Lena D'Aral parla al telefono. Lena D'Aral- Ma è assurdo! Come potrei far passare per mio il bimbo di un’altra… Roberta Flores- Suo marito viaggia spesso: lei può trovare il modo di allontanarsi da lui e dagli altri per qualche mese e… Del resto non si preoccupi: col danaro si riesce a tutto. Lena D'Aral si porta una mano al cuore. Lena D'Aral- No, non voglio nemmeno ascoltarla… Se accettassi… dovrei mentire… Non potrei mentire fino a questo punto… Roberta Flores- Capisco il suo turbamento, ma lei non farebbe niente di riprovevole. Il suo è uno scopo nobile e generoso e fa male a rifiutare, visto che questo è il solo modo che lei ha di diventare mamma Roberta Flores parla al telefono. Roberta Flores- Comunque per ora non voglio insistere: Ci pensi con calma… io le ritelefonerò al più presto. Buona notte, signora Lys. Vignetta senza immagini. Uno scatto e poi il silenzio: Damiana è di nuovo sola con se stessa. Non ha sognato: quella era la voce di una creatura vera, che le proponeva qualcosa di concreto, seppure inverosimile e inaccettabile… Damiana Lys resta pensierosa con la cornetta in mano. Damiana Lys- Se fosse possibile!... E dovrei nascondere la verità anche al mio Giorgio? No, non voglio farlo. Tra noi non ci sono mai stati segreti… Damiana Lys si appoggia a una sedia. Damiana Lys- Ma non vorrebbe mai adottare il figlio di un’altra donna. L’ha detto anche a sua madre che vuole un figlio da me, una creatura mia e sua soltanto, nata dal nostro amore… Damiana Lys resta in piedi in mezzo alla stanza. Damiana Lys- E se io non potrò aver figli? Dovremo rinunciare per sempre ad essere felici? Quella donna ha detto la verità, forse: quello che lei mi ha offerto è il solo modo che io ho per diventare mamma. Damiana Lys resta in piedi in mezzo alla stanza; dietro di lei un quadro che raffigura una maternità. Damiana Lys- Che cosa risponderò quando il telefono squillerà ancora? Dio, aiutami, illuminami. Io voglio solo vivere con il mio Giorgio e vederlo felice… Farei male a ingannarlo con una pietosa menzogna… o invece sarebbe un bene…? In fondo, egli amerebbe il bambino, lo educherebbe e alleverebbe con affetto, facendolo assomigliare a se stesso… Vignetta senza immagini. Trascorre una notte tormentosa e tutto il giorno seguente: Damiana è ancora indecisa ma tuttavia già legata alla soluzione che le è stata proposta: ella attende di essere chiamata ma il suo telefono tace… Frattanto Roberta Flores per accertarsi che “l’affare” sia sicuro, si presenta al circo Makros… Roberta Flores entra in un carrozzone. Roberta bussa al carrozzone della cavallerizza: le apre un giovane bruno, sui trent’anni, che somiglia molto alla cavallerizza… Roberta Flores- Cerco Lena D’Aral. Umbro- Lena! Ci sono visite per te! Roberta Flores si trova di fronte a Lena D'Aral. Scorgendo Roberta e subito riconoscendola, Lena impallidisce di colpo. Roberta Flores- Buongiorno, signorina. Umbro- Cerca di sbrigarti, Lena. Io ti aspetto sulla pista per provare il nuovo numero. Lena d'Aral-- Sì, Umbro, non tarderò molto. Lena D'Aral si rivolge a Roberta Flores. Non appena il giovane si è allontanato Lena D'Aral- Umbro è mio fratello! Che cosa gli avrei risposto se mi avesse chiesto chi era lei? Non capisce che succederebbe una tragedia se egli sapesse la verità…? Roberta Flores risponde a Lena D'Aral. Lena D'Aral- Perché è venuta qui? Che cosa vuole da me il dottore? Roberta Flores- Non mi ha mandato il dottore. Sono qui perché volevo parlarle. Vignetta senza immagini. Alla ragazza timorosa e diffidente, Roberta espone senz’altro il suo progetto, credendo di non incontrare resistenza, ma si accorge che la sua precipitazione è un errore e il suo giudizio su Lena D’Aral molto avventato. Roberta Flores si siede, Lena D'Aral rimane in piedi. Lena D'Aral- E lei crede che io ceda il mio bimbo a un’altra donna? Si sbaglia: non intendo affatto vendere la mia creatura. Roberta Flores- Ma se lei era disposta a… Roberta Flores risponde a Lena D'Aral. Lena D'Aral- No! Avevo perduto la testa, ma il dottore mi ha fatto riflettere… E poi, scusi, perché lei si interessa al mio caso? Roberta Flores- Sarò molto franca: ho bisogno di denaro, signorina. Ieri poco dopo la sua visita, il dottore ha ricevuto una lettera dalla clinica dove lavoravo come ostetrica, prima di impiegarmi presso di lui. Ho avuto qualche noia in passato, e il dottor Sivieri... mi ha licenziata Roberta e Lena D'Aral proseguono la conversazione. Roberta Flores- La signora che prenderebbe il bambino è ricchissima, mi spiego? Potrebbe privarsi senza accorgersene di una somma che né lei né io abbiamo mai vista. Lena D'Aral- Le ripeto che non voglio mettere al mondo una creatura allo scopo di barattarla per denaro! Roberta resta in piedi alloe spalle di Lena D'Aral. Roberta Flores- E pure la paura che ha di suo fratello dovrebbe farla riflettere: che succederà quando si saprà la verità? Lena D'Aral- Non oso pensarvi. Attendo gli avvenimenti con fatalismo, rassegnata al peggio. Anche nella disgrazia, non si può far tacere il cuore. Io mi sento diversa, da quando aspetto un figlio. Roberta Flores, in piedi, e Lena D'Aral proseguono la conversazione. Roberta Flores- E quando non potrà più lavorare e guadagnare? Conosco la durezza della vostra vita e posso ben dirle che lei prepara un destino poco piacevole al bambino che nascerà Pensi che potrebbe invece vivere tra gli agi, ricco e felice… e lei potrebbe continuare la sua vita, nascondendo a suo fratello e agli altri la sua disavventura… Lena D'Aral- È mio figlio… È figlio di un uomo che ho amato Non mi separerò da lui… succeda quel che vuol succedere. Roberta Flores, in piedi, e Lena D'Aral guardano fuori. Grida concitate che provengono dall’esterno attirano l’attenzione delle due donne. Qualcosa di straordinario deve essere accaduto, poco dopo… Roberta Flores- Che succede? Entra un ragazzo con un giornale. …entra precipitosamente un compagno di Lena agitando un giornale… Ragazzo- LA GUERRA! È scoppiata la guerra! Lena d'Aral- La guerra: mio Dio che sciagura! Roberta Flores, in piedi, e Lena D'Aral, che distoglie lo sguardo, proseguono la conversazione. Lena d'Aral- Che ne sarà di noi? Roberta Flores- Vivremo peggio, questo è certo. La nostra vita sarà nelle mani del caso, più di quanto non accadesse prima. Vignetta senza immagini. In casa Lys, Damiana e Giorgio non hanno nemmeno il tempo di riflettere sulle conseguenze di quella notizia che già la guerra, inesorabile e spietata, giunge a separarli. Giorgio riceve una comunicazione urgente dal Ministero della Marina. Giorgio stringe la mano di Damiana. Giorgio- Il Ministero ha pensato bene di promuovermi tenente di vascello… Dovrò presentarmi al Comando Marina di Napoli, dopodomani, per essere subito imbarcato. Damiana Lys- No! Non voglio che tu mi lasci! Non posso vivere senza di te! Giorgio e Damiana si abbracciano. Giorgio- Anch’io soffro al pensiero di lasciarti… Ma purtroppo dovremo rassegnarci, cara Damiana Lys- Non andartene, Giorgio! Tu sei mio, solo mio! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Giorgio e Damiana camminano per mano in un salone con statue e candelabri. Giorgio- Fra poco dovremo separarci, cara. Devo presentarmi a Napoli entro questa sera. Damiana Lys- Oh! Questa casa sarà un deserto, senza di te! Giorgio e Damiana si abbracciano. Damiana Lys- Non posso separarmi da te, ora, così! E poi voglio vedere almeno la nave sulla quale ti imbarcherai, per evocarla col pensiero, in ogni momento! Giorgio- Come vuoi, amore: mi accompagnerai fino a Napoli. Vignetta senza immagini. Nei giorni seguenti alla dichiarazione di guerra, migliaia di spose, di madri, di figlie accompagnarono gli uomini che partivano. Per molte di esse quello doveva essere l’ultimo addio. Altre, più fortunate, dopo il lungo calvario dell’attesa, avrebbero riabbracciato lo sposo, il figlio, il fratello. Damiana prega appoggiata a una balaustra; Giorgio è in piedi dietro di lei. Sono a Napoli. L’indomani, al primo sole, Giorgio sarà strappato a Damiana. Ella sente il bisogno di invocare la protezione del Cielo sull’uomo della sua vita. Damiana osserva un ex voto. Mentre prega, la commovente dicitura di un ex voto colpisce la sua attenzione… L'ex voto è posto sotto un candelabro. Grazie Madonna per avermi dato un figlio dopo dieci anni di preghiera e di attesa. Damiana prega in ginocchio; Giorgio è in piedi dietro di lei. La giovane sposa sente rinnovarsi nel suo intimo la speranza perduta e si protende verso la Vergine che stringe tra le braccia il Divino bambino e che le appare come una sorella e una madre… Damiana LysTu… che hai esaudito quella povera donna… concedi un figlio anche a me, Madre di Dio! Damiana stringe le mani in preghiera; Giorgio è in piedi dietro di lei. Ha avuto come un’illuminazione sovrannaturale, nella pace mistica del luogo sacro dove l’anima si eleva, monda di ogni turbamento terreno. Damiana Lys- Madre di Dio, solo Tu puoi aiutarmi. Dammi una creatura che rischiari la mia vita, allevi i miei dolori, renda gioioso ogni sacrificio. Fa che una piccola, dolce voce mi chiamimamma”! Vignetta senza immagini. Escono dalla chiesetta cara al loro cuore: è la stessa dove cinque anni prima, sostando a Napoli in viaggio di nozze, erano entrati insieme, col cuore colmo di dolci speranze. Di fronte a loro si spalanca lo stupendo scenario del Golfo di Napoli. Damiana e Giorgio camminano sottobraccio in chiesa. Damiana Lys- Odio quella nave che ti porterà lontano da me, ma devo anche adorarla, perché ti protegga e ti riporti sano e salvo. Giorgio- Basta con i pensieri tristi, ora. Non ti senti estasiata davanti a questo stupendo spettacolo? Golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo. Il Golfo, vasto e radioso di sole, evoca per loro con straziante evidenza, i giorni felici della luna di miele. Cinque anni sono passati e ora l’incubo della guerra incombe su tutto. E tutto, anche in loro è cambiato: eppure si amano come il primo giorno! Giorgio stringe a sé Damiana. Damiana Lys- Sei stato felice in questi cinque anni, Giorgio? Giorgio- E me lo chiedi, tesoro? Quando sarò lontano e solo nei momenti più tristi e tremendi, il ricordo del nostro amore mi darà forza, mi aiuterà a superare lo sconforto. Vignetta senza immagini. Damiana vorrebbe chiedere ancora: “Sei stato felice anche se non abbiamo avuto bambini?” Ma la domanda muore sulle sue labbra. È ancora quel pensiero che l’assale e il dubbio ossessionante che il marito le nasconda la sua delusione e possa, col tempo e la lontananza staccarsi da lei. Dopo il distacco, tra la folla, Damiana rimane a lungo sul molo, agitando la mano in un estremo saluto. Damiana alza la mano in segno di saluto. Levati gli ormeggi, la nave si allontana… l’ultima cosa che Damiana ricorderà sarà il suo nome, fuso in lettere dorate sulla poppa: DIAZ. Damiana Lys- Arrivederci, amore mio “Arrivederci”? La nave Diaz è in mare aperto. La nave superba è già in mare aperto e affronta baldanzosa le onde, impaziente di misurare la sua forza contro la furia degli elementi e contro il nemico che l’attende nell’immensità delle acque… DIAZ Vignetta senza immagini. Durante il viaggio di ritorno a bordo dell’auto che Giorgio le aveva regalato per il suo compleanno, quel posto vuoto acanto a lei le fa sentire la sua disperata solitudine, le suscita un bisogno prepotente di affetto e di conforto. Ma Giorgio è lontano. Quando lo rivedrà? Dovrà attendere dei mesi… o degli anni? Damiana guarda fuori dal finestrino. La preghiera che ha rivolto alla Vergine, forse per una suggestione momentanea, le ha dato un benefico senso di sicurezza. Ma ora nella solitudine, mentre si avvia incontro a un avvenire oscuro, Damiana sente come spenta in se ogni fiducia. Damiana Lys- Ho pregato per anni senza essere ascoltata, perché dovrei sentirmi certa adesso della benevolenza del Cielo? Damiana, triste, guarda fuori dal finestrino. In quel momento matura in lei la decisione: darà un figlio a Giorgio. Damiana Lys- Se per me non c’è altro modo di essere madre che facendo mio il bimbo di un’altra, ebbene… sarà così! Vignetta senza immagini. Roberta Flores, benché Lena D’Aral abbia vibrato un duro colpo alle sue speranze di concludere l’affare, non intende abbandonare la partita. La professione di ostetrica non ha più alcun avvenire per lei e la donna si trova nella necessità di mettere a partito quella che ella considera una buona carta da giocare. Damiana Lys risponde al telefono. Telefonando a Damiana, ella ha la piacevole sorpresa di trovare la giovane sposa disposta ad ascoltarla e non ha quindi più difficoltà a rivelarsi. Damiana Lys- Lei dunque era l’assistente del dottor Sivieri! Sì, ora riconosco la sua voce. Sarò in casa alle cinque del pomeriggio. Roberta Flores attende in un salone Alle cinque, puntualissima, Roberta siede in uno degli accoglienti divani del salone di casa Lys. “Caspita – mormora tra sé la donna – qui c’è veramente odor di milioni in ogni angolo”. Damiana Lys e Roberta Flores conversano in salotto. Roberta è soddisfatta di non essersi sbagliata e sta sul chi vive per recitare senza errori la sua parte. Damiana Lys- La donna che… dovrebbe cedermi il bambino non ha cambiato idea? Roberta Flores- Naturalmente, signora Lys, purché si tratti di ottenere in cambio una buona ricompensa… Vignetta senza immagini. Damiana, senza subodorare l’atteggiamento equivoco di Roberta, compie un breve calcolo mentale, passando in rassegna i beni che le sono stati lasciati in dote personale dai genitori e che ella potrebbe tramutare in denaro. > Roberta Flores risponde a Damiana Lys. Damiana Lys- Quando il bimbo sarà mio darò a sua madre cinquecentomila lire… Roberta Flores- Mezzo milione? Con una cifra simile sono sicurissima di poter convincere quella sciocca a… Vignetta senza immagini. Roberta si arresta, nell’attimo in cui stava per commettere un grave errore. Damiana non deve sapere che Lena D‘Aral non intende sbarazzarsi della sua creatura… Se non avesse taciuto in tempo, ella lo comprende dalle parole successive di Damiana, l’affare sarebbe sfumato di colpo! Roberta Flores risponde a Damiana Lys. Damiana Lys- È certa che la madre vuol liberarsi del bambino? Non vorrei Roberta Flores- Non deve avere nessuna preoccupazione, signora Lys! Damiana Lys distoglie lo sguardo. Roberta continua la sua commedia… Roberta Flores- La donna di cui le parlo è una creatura senza cuore. Ci sono madri snaturate capaci di sopprimere il frutto delle loro viscere e, credo che quella donna arriverebbe a questo, se lei non intervenisse per accogliere l’innocente che nascerà! Creda, signora Lys, lei fa la sua gioia, ma compie anche un’opera di carità: assicura l’avvenire a un figlio di nessuno. Damiana Lys- Se è così… mi dica che cosa devo fare per avere il bimbo Damiana Lys si alza in piedi. Roberta Flores- Penserò io a tutto e lei non dovrà fare altro che seguire i miei suggerimenti. Naturalmente, anche prima dell’avvenimento, ci saranno delle spese… Damiana Lys- Va bene, le darò un anticipo. Damiana Lys resta in piedi. Quella donna è troppo strisciante e interessata per esserle simpatica, ma Damiana deve adattarsi a quella relazione: saprà essere costante, sino alla fine, pensando alla grande posta che è in gioco. Vignetta senza immagini. Intanto, mentre Roberta si affretta a circuire di nuovo Lena D’Aral, Damiana trascorre le giornate pensando al bambino che nascerà da un’altra donna, ma che sarà suo. Ella cerca di immaginare il visino, il colore dei capelli, il suono delicato della sua voce… Damiana Lys resta da sola sul balcone. Damiana Lys- Tra poco bisognerà che io annunci di essere in stato interessante. Dovrò scriverlo anche a Giorgio: sarà la mia prima menzogna. Ma è una menzogna d’amore, Giorgio mio, una prova di dedizione che io offro a te Vignetta senza immagini. Più di una volta ella si accinge a tracciare le prime parole della lettera per Giorgio, sempre rinunciando a terminarla, sempre indecisa. Damiana Lys è sveglia nel suo letto. Una notte, ella si sveglia di colpo, nel silenzio della casa, come se una voce misteriosa l’avesse chiamata. Si sente diversa; d’improvviso ha la percezione esatta, miracolosa, di qualcosa di nuovo che si agita in lei… Damiana Lys- Oh, Madre di Dio, se fosse vero! Se fosse vero! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Damiana Lys è in piedi accanto al suo letto. In preda ad una strana e irrefrenabile agitazione, Damiana si alza dal letto e attende l’alba passeggiando per la stanza… Damiana Lys- Sono una sciocca a illudermi ancora… come se non avessi avuto abbastanza delusioni! Vignetta senza immagini. Ma al mattino seguente ella si reca dal dottor Sivieri, aspettandosi come unico risultato un rimprovero per non aver seguito a puntino le prescrizioni mediche che questi le aveva indicato. Damiana Lys parla con il dottor Sivieri. Al termine della visita, il viso sorridente del dottore quasi la fa svenire di gioia… Dottor Sivieri- Non mi guardi con tanta ansia. Ho quasi paura di dirle Damiana Lys- Mi dica! Mi dica! Damiana Lys sorride al dottor Sivieri. Dottor Sivieri- Le sue preghiere sono state esaudite, signora Lys. Lei sarà mamma! Damiana Lys- Oh, Madre di Dio! Grazie! Grazie! Vignetta senza immagini. Non sarà più necessario ricorrere a sotterfugi e mentire! Potrà scrivere a Giorgio e annunciargli il lieto evento, potrà dirlo a tutti, perché tutti partecipino alla sua gioia. Ora si sente veramente una donna nuova, come se fosse rinata, una donna capace di sorridere e di gioire, senza affanni, senza incertezze. L’avvenire è suo! Damiana Lys risponde a Roberta Flores. Tutti si rallegrano, all’annuncio: tutti, tranne Roberta Flores. Roberta Flores- Immagino che lei non intenderà più interessarsi del bambino di quella donna, ora che aspetta un figlio suo. Damiana Lys- È naturale, ma… sento un po’ d’affetto per quella creatura… Dica alla madre che mi occuperò io del nascituro. Roberta Flores rimane con l'infermiera. Roberta se ne va, tutt’altro che toccata dall’atteggiamento commosso e generoso di Damiana. Roberta Flores- L’affare è sfumato e io sono nei pasticci! Avevo trovato una sorgente d’oro e improvvisamente mi si è inaridita tra le mani! Damiana Lys è seduta allo scrittoio. Per Damiana, quelli saranno i più bei giorni della sua vita. La maternità le ha dato forza e sicurezza e le ha reso meno doloroso il distacco da Giorgio. Damiana Lys- Ora sento, amore mio, che qualcosa ci lega ancor più indissolubilmente l’uno all’altro. Ora, più di prima, la nostra unione ha acquistato un sapore, uno scopo, un significato sublime. Tu vivi in me, in questa creatura che è nostra e che Dio ci ha dato Damiana Lys scrive una lettera. Damiana Lys“La casa e il giardino mi sembrano mutati, come se anche le cose e i fiori avessero capito che sono felice. Nel roseto sono sbocciate le rose rosse e io ne ho raccolto un mazzo che ho messo nella mia stanza, come piaceva a te. Trascorro le giornate preparando il corredino. Non c’è occupazione più dolce. E tu, amore mio, quando ritornerai tra le mie braccia? Vignetta senza immagini. L’annuncio di Damiana attraversa gli spazi, giungendo fino ad una lontana base navale e portando la gioia nel cuore di un uomo già provato dalla battaglia e dal pericolo. Giorgio risponde alla lettera di Damiana. Giorgiotesoro mio, non volli mai dirtelo, per non rendere più penoso il tuo tormento, ma mi sembrava che ci fosse un vuoto tra di noi, che qualcosa mancasse e temevo che l’amarezza potesse dividerci, te lo confesso. Giorgio continua a scrivere. Giorgio“Ero pazzo, vero? Forse lo ero, come ora sono pazzo di gioia. Vorrei poter scrivere come un poeta, per dirti la mia riconoscenza, la mia felicità. Posso solo mormorare una parola: grazie, Damiana. Veglia sulla nostra creatura che nascerà, abbi cura di te, sii gaia e spensierata. È tutto quanto ti chiede il tuo innamorato marito. L'attendente entra in cabina. Poco dopo il suo attendente entra nella cabina… Attendente- Signor Lys, è desiderato in plancia di comando. Giorgio consegna la lettera all'attendente. Attendente- Sta bene: consegna immediatamente questa lettera all’ufficio postale. Giorgio- Signorsì! Giorgio si ferma accanto a un oblò. È giunto l’ordine della nave ammiraglia di salpare. Così, mentre Giorgio affronta il pericolo, il suo ultimo messaggio giunge fino alla sua sposa… Vignetta senza immagini. Poi, per qualche settimana il silenzio più assoluto. Sebbene avvertita dell’eventualità di un simile fatto da Giorgio stesso, Damiana comincia a vivere momenti d’ansia… Damiana Lys è in macchina. Damiana Lys- È più di un mese che Giorgio non scrive e nessuno sa darmi una notizia tranquillizzante. Forse la sua nave è in missione, lontana da ogni base… Dio, fa che non accada niente di male! Gerardo chiede a Damiana un passaggio. Mentre la macchina sosta attendendo il segnale di via libera… Gerardo- Posso chiedere un passaggio alla più bella sposina della città? Damiana Lys- Buongiorno, Gerardo. Salga pure. Gerardo è in macchina con Damiana. Damiana non è certo nello stato d’animo di far convenevoli inutili o di intavolare chiacchiere convenzionali. Anche Gerardo comprende che non è il momento di sfoggiare il suo repertorio di frasi galanti. Damiana Lys- Potessi sapere almeno dove si trova Giorgio e che cosa sta succedendo! Gerardo- Ci sono buone ragioni per mantenere segreti i movimenti delle navi… Certo, conoscendo qualche pezzo grosso del Ministero della Marina, si potrebbe sapere qualcosa. Gerardo è in macchina con Damiana, che guarda fuori. Damiana Lys- Purtroppo io non conosco nessuno. Eccoci arrivati a casa sua, Gerardo. Gerardo- Senta, Damiana, io ho delle alte relazioni alla capitale e potrei, con qualche telefonata, ottenere le informazioni che le interessano. Perché non sale da me a prendere una tazza di tè mentre io mi occupo del suo caso? Vignetta senza immagini. Fiduciosa e piena di speranza, Damiana lascia la macchina in strada e sale senza esitare in casa di Gerardo, non dubitando della sua sincerità e della franchezza del suo atteggiamento. Damiana è in salotto con Gerardo. Gerardo- Marcello, servi il tè e chiama subito al telefono il grand’ufficiale Ristori, a Roma. Marcello- Bene, signore. Ho messo in anticamera i giornali della sera. Roberta Flores vede l'auto di Damiana Lys. Nel frattempo, Roberta Flores, che si è trovata a passare per caso in quella via, riconosce l’auto di Damiana. Roberta Flores- Questa è una vera fortuna. La signora Lys è tanto candida e generosa che non rifiuterà un piccolo aiuto finanziario a una povera disperata come me. Vignetta senza immagini. Mentre Roberta, che ci appare ancor più del solito malandata e piena di rancore verso tutti, attende in strada il ritorno di Damiana, Gerardo Sant’Elia ha effettuato qualche telefonata, spendendo molte parole senza concludere gran che. La sua ospite comincia a pensare di aver nutrito speranze senza fondamento. Gerardo risponde a Damiana. Gerardo ha terminato l’ennesima telefonata… Gerardo- Mi richiameranno da Roma tra un’ora. Lei capisce, Damiana, che per avere queste informazioni delicate ci vuole un po’ di tempo Damiana Lys- La ringrazio, Gerardo. Non appena saprà qualcosa me lo comunichi a casa, per favore. Damiana risponde a Gerardo. Gerardo- Vuole già andarsene? No, la prego,aspetti qui. Un’ora passa presto in compagnia. Damiana Lys- Lei è molto gentile, ma io ho diverse commissioni da sbrigare. Gerardo tenta di trattenere Damiana. Vista dissolversi tutta l’abile montatura, Gerardo Sant’Elia getta la maschera. Gerardo- Via, Damiana, ci tiene proprio a continuare questa parte noiosa di donna perfetta? Lei non mi conosce bene, io… Damiana Lys- Comincio a credere che tutte le sue altolocate conoscenze alla capitale non esistano affatto. Ma se esistono, non debbono servire ad altro che a tenere un uomo senza scrupoli come lei lontano dai pericoli della guerra. Damiana cerca di allontanarsi. Quelle parole, decise come un colpo di frusta, fanno perdere la testa a Gerardo. Gerardo- Non permetto che una donna mi tratti così, nemmeno lei, Damiana, sebbene io l’ami da tanto tempo. Damiana Lys- Lei mi disgusta, mi lasci! Ora capisco perché mi ha fatto salire in casa sua. Damiana va verso la porta. Damiana si avvia verso la porta, ma i suoi occhi si posano sul titolo di un giornale. Damiana Lys- Oh Dio… c’è stata una battaglia navale! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Vignetta senza immagini. Una frase balza subito ai suoi occhi: l’incrociatore “DIAZ” è stato affondato! Il giornale dà notizia di una battaglia navale. Scontro navale nel canale di Sicilia Una nave da battaglia e due incrociatori nemici affondati Da parte nostre si segnala la perdita dell'incrociatore "Diaz" dopo un'aspra ed eroica lotta Damiana si allontana da Gerardo, con il giornale tra le mani. Come in un incubo, sentendo la voce di Gerardo che la chiama, Damiana si avvia verso le scale… Damiana è in piedi affranta. … ma a un tratto le pareti sembrano vacillare attorno a lei… tutto si confonde ai suoi occhi! Vignetta senza immagini. Qui le forze le vengono meno ed ella rotola per tutta la rampa delle scale, senza un grido, senza un lamento! Damiana sviene sulle scale, tra Gerardo e Roberta Flores. Roberta, che attende all’entrata, è pronta ad accorrere. Roberta Flores- Signora Lys! Gerardo- Si è ferita? Roberta chiede aiuto a Gerardo. Roberta Flores- Soffre molto… forse il bambino è in pericolo! Mi aiuti a portarla sull’auto. Gerardo- Sì… ma non è stata colpa mia. Io non c’entroè lei che è fuggita dopo aver letto una notizia sul giornale! SECONDA PUNTATA – LIALA – PICCOLE MANI COLME D’ADDIO Roberta si rivolge a Gerardo. Roberta Flores- Ma sì! Mi dia una mano, piuttosto! Bisogna farla vedere da un medico: potrebbe costarle la vita, questa caduta! Gerardo- Dio, che disgrazia! Vignetta senza immagini. Di quello che accadde in quei drammatici momenti, Damiana, priva di sensi, non saprà mai nulla. A tratti, in qualche momento di lucidità, avrà la percezione di essere trasportata a bordo di un’auto. Vedrà come in una apparizione confusa, il viso di Roberta Flores chino su di lei. Poi accanto alla donna appare un volto nuovo che la scruta. Tutto ciò mentre aumenta in lei un lancinante dolore fisico! Roberta e Gerardo sono accanto al letto di Damiana. Damiana Lys- Dove sono? Giorgio, Giorgio mio! Roberta Flores- Stia calma! Roberta si rivolge al dottore. Poco dopo Damiana giace immobile sotto l’effetto dell’anestetico. Roberta Flores- Che cosa decide, dottore? Dottor Riva- Bisogna compiere un intervento e liberarla del bambino. Ormai, dopo la caduta, non c’è altra soluzione: la sua vita è in pericolo! Vignetta senza immagini. Roberta ha trasportato Damiana in casa sua. Il dottor Riva, chiamato dall’ex ostetrica, non suggerisce certo l’idea dell’onestà professionale. Era prevedibile che Roberta Flores avesse relazioni strette e forse equivoche con un medico di quel genere. Il dottore risponde a Roberta accanto a Damiana che giace a letto incosciente. Dopo qualche ora, al termine dell’intervento… Roberta Flores- Mi domando come mai un ubriacone come lei possa essere tanto abile con i ferri chirurgici. Dottor Riva- Ero un medico in gamba e, a tratti, ho conservato la mia capacità professionale. La donna è in buone condizioni, ma certo non potrà più avere bambini. Roberta si rivolge a Gerardo. Roberta Flores- Ne è ben sicuro, dottore? Badi che si tratta di cosa della massima importanza. Dottor Riva- Non vorrà insegnarmi il mio mestiere, spero. Casi simili ne ho visti a diecine, e non mi sbaglio mai. A proposito, come si chiama la signora? Roberta risponde a Gerardo. Roberta Flores- Preferisce conservare l’incognito. Dottor Riva- Come!? Io opero un intervento di questo genere e non dovrei sapere nemmeno… No, no ho già abbastanza guai! Vignetta senza immagini. Roberta ha frugato nella borsetta di Damiana, impadronendosi della forte somma che la giovane sposa vi aveva messo per provvedere ad alcune importanti compere. Senza il minimo scrupolo, Roberta dispone di quel danaro! Roberta consegna del denaro al dottor Riva. Roberta Flores- Tenga, dottore. Questa bella sommetta le metterà in pace la coscienza. Mi dica: quanto tempo dovrà rimanere qui la signora? Dottor Riva- Almeno un paio di giorni. Vignetta senza immagini. Roberta si incarica subito di avvisare in casa di Damiana che la signora è partita e starà assente qualche giorno. Non occorre precisare che, nel suo cinismo, l’ex assistente del dottor Sivieri si compiace per l’accaduto. Le sue speranze rinascono, ora che Damiana non è più mamma. Il dottor Riva, accanto al letto di Damiana, si rivolge a Roberta. Dottor Riva- Mi piacerebbe sapere che cosa c’è di misterioso in questa faccenda. Forse la signora ha provocato lei stessa l’incidente per liberarsi della maternità? Roberta Flores- No, no, è stata una disgrazia: la signora soffrirà moltissimo quando saprà che il bambino è perduto e che non potrà mai più averne un altro! Damiana si sveglia. Un lamento straziante si leva dal lettino dove giace Damiana. Come in un incubo infernale la poveretta ha udito le parole di Roberta Flores. Damiana Lys- No, no! Bimbo mio! Madonna Santa, aiutami! Il dottor Riva e Roberta cercano di calmare Damiana. Damiana Lys- Non è vero! Non è vero! Ma se è vero, uccidetemi! Non voglio vivere ora che ho perduto tutto! Roberta Flores- Si calmi, non deve agitarsi così! Dottore, che cosa si può fare? Dottor Riva- Ci vuole un po’ di morfina. L’agitazione e i movimenti potrebbero complicare il suo stato. Vignetta senza immagini. Damiana si assopisce di nuovo e i suoi lamenti si spengono a poco a poco sotto l’azione del calmante. Il dottor Riva e Roberta sono in piedi accanto al letto di Damiana. Damiana Lys- Il bimbo… non c’è più… Giorgio… il DIAZ è affondatoè affondato! Roberta Flores- Sta delirando! Il dottor Riva parla con Roberta. Dottor Riva- Non del tutto: oggi appunto è stato comunicato l’affondamento dell’incrociatore “DIAZ”. Forse la signora aveva qualche parente a bordo. Roberta Flores- Ora capisco… Bisogna che mi informi meglio su questo fatto! Vignetta senza immagini. Quando, molte ore dopo, Damiana riapre gli occhi, viene subito riafferrata dalla coscienza della tremenda realtà. Roberta è vicino a lei. Damiana non saprebbe dire quanto tempo sia trascorso, né se lo chiede perché il suo animo, ormai, non aspira che all’annientamento, alla morte! Roberta risponde a Damiana. Damiana Lys- Perché non… mi ha… lasciata morire… piuttosto di… uccidere il mio bimbo? Roberta Flores- Bisognava fare quello che abbiamo fatto, signora Lys! Roberta guarda negli occhi Damiana. Damiana Lys- A quale scopo… dovrei vivere ancora? Roberta Flores- Lei ha uno scopo, signora: suo marito. Non è morto, come lei temeva. Molti dell’equipaggio sono stati raccolti in mare… La Croce Rossa Internazionale ha pubblicato un elenco di nomi: guardi, c’è anche quello di suo marito. Roberta e Damiana leggono una pagina di giornale. Damiana Lys- Tenente di... vascello… Giorgio Lys! Roberta Flores- Ha visto? Ciò significa che suo marito è prigioniero, lontano dai pericoli, e che tornerà sicuramente. Damiana chiude gli occhi. Damiana Lys- Prigioniero! Oh, Giorgio! Penserai al tuo bambino… e invece il bambino non c’è più, e nessun’altra creatura potrà nascere da me. Ora lo so, senza alcun dubbio: è la mia condanna. Giorgio, perdonami! Vignetta senza immagini. Frattanto, l’altra protagonista di questa vicenda, Lena D’Aral, è ormai giunta al punto in cui dovrà decidersi a confessare tutto al fratello. La sua maternità non le permette più di compiere gli esercizi faticosi e difficili che costituivano il suo numero di cavallerizza acrobatica. Lena D'Aral si rivolge al fratello Umbro. Umbro- Manca poco allo spettacolo.Non sei ancora pronta, Lena? Lena D'Aral- Non mi sento di cavalcare. Non sto bene! Direttore del circo- Che storie sono queste? Da tre sere tu salti il numero più interessante. Fa’ il tuo lavoro se vuoi che ti paghi. Umbro difende Lena. Umbro- Mia sorella non è una commediante: se dice di star male, significa che non può lavorare. Direttore- Ah, sì? E io la sospendo dalla paga fino a quando non si deciderà a scendere in pista. Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Umbro parla con Lena. Umbro- Che disgraziato! Gli romperei la faccia, ma bisogna ingoiare: lui è il padrone! Va’ a riposare, Lena. Lena D'Aral- Grazie, Umbro. Umbro dà spiegazioni al direttore. Poco dopo… Umbro- Credo che Lena non potrà lavorare per qualche tempo. D’altra parte avrà bisogno di cure. Se lei mi aumenta la paga io lavorerò per due. Direttore- Ti sei tolto il pane di bocca per tua sorella. Troppo buono sei stato: falle sentire un po’ di frusta e vedrai che il male passerà. Umbro si rivolge al direttore. Umbro- Insomma, che ne dice della mia proposta? Direttore- L’accetterei, se sapessi che cosa potresti fare. Umbro risponde al direttore. Umbro- Il triplo salto mortale al trapezio, senza rete: è un numero che manca a questo circo. Direttore- So che eri famoso in questo esercizio, ma ora sei fuori allenamento. Però, se te la senti, puoi cominciare da questa sera. Il direttore è fermo davanti a un giocoliere. Al termine dello spettacolo, dopo i numeri dei giocolieri e dei clowns, annunciato da squilli di trombe e rullare di tamburi… Il direttore annuncia il numero di Umbro. Direttore- UMBRO D’ARAL: IL DIAVOLO VOLANTE! Umbro, presentato dal proprietario del circo, si accinge a eseguire il suo numero… Umbro sta eseguendo il suo numero. Dopo alcune acrobazie d’assaggio, eseguite con lo stile dei grandi campioni, Umbro assapora l’applauso del pubblico. Umbro sta eseguendo la parte più difficile del suo numero. È Giunto il momento della prova più difficile. Dall’altro lato del circo un compagno di Umbro si tiene pronto a lasciar oscillare l’altro trapezio in tempo giusto. Umbro- Che la fortuna mi assista. Gli spettatori guardano in alto. Nel circo si è fatto silenzio. Mille occhi volti verso l’alto seguono le evoluzioni dell’acrobata. Umbro prende lo slancio. Umbro si è lanciato, dondolando due volte per raccogliere il massimo slancio. Umbro rimane sospeso nel vuoto. Ha compiuto il grande balzo, ma le sue mani, protese alla ricerca della sbarra dell’altro trapezio, annaspano nel vuoto… Vignetta senza immagini. Al suo grido risponde il grido d’orrore degli spettatori! Il pubblico guarda verso la pista. Pubblico- È caduto! Il pubblico invade la pista. La folla e gli artisti invadono la pista… Il pubblico e gli artisti si avvicinano a Umbro, che giace a terra. … attorniando il corpo di Umbro che appare come senza vita. Un circense- È morto? Una circense- No, respira ancora. Un uomo del pubblico- Che disgrazia tremenda! Lena si fa largo tra i presenti. Lena, richiamata dalle grida, si fa largo tra i presenti. Lena D'Aral- Umbro! Il direttore è accorso. Direttore- Chiamate un’ambulanza, presto! Bisogna trasportarlo all’ospedale. Vignetta senza immagini. Più tardi, all’ospedale… Lena è accanto al letto di Umbro in ospedale con i medici. Primo medico- È un miracolo che sia ancora vivo, dopo una caduta da quell’altezza. Lena D'Aral- Potrà salvarsi? Secondo medico- Potrà vivere, ma non camminare né usare le gambe, comunque. Lena parla con i medici. Lena D'Aral- Come è possibile!? Umbro è sempre stato pieno di energia, di vita! Relegato su di una sedia morirebbe, ne sono sicura! Primo medico- È una fortuna che sia così: pensate che avrebbe potuto morire. I medici rispondono a Lena. Lena D'Aral- Non voglio che resti paralizzato! Umbro l’ha fatto per me. Per me ha tentato quel maledetto esercizio. E tutta la vita non ha fatto altro che sacrificarsi perché io crescessi senza sentire la mancanza del babbo e della mamma. Debbo fare qualcosa. Aiutatemi! Secondo medico- Si potrebbe tentare una serie di cure che rappresentano l’ultimo ritrovato della terapia in questo caso. Ma si tratta di interventi lunghi, costosissimi e che, in fondo, non offrono la certezza del risultato positivo. Lena si alza in piedi tra i due medici. Lena D'Aral- C’è una speranza? Una speranza sola che mio fratello possa ancora camminare? Secondo medico- Una speranza c’è, ma, le ripeto, ci vorrà tempo, pazienza e molto, molto denaro. Fosse per me, darei la mia opera disinteressatamente, ma qui si tratta di apparecchiature nuove e di speciali interventi. Lena resta accanto al letto del fratello. Quelle parole del dottore dovrebbero scoraggiarla. Come può pensare di aiutare Umbro lei, che ha bisogno a sua volta di essere aiutata, nella scabrosa situazione in cui si trova? Eppure… Lena D'Aral- Ti salverò, fratello mio! Vedrai che troverò il modo di farti guarire, a costo di qualsiasi sacrificio. Vignetta senza immagini. Col bimbo che deve nascere avrà bisogno di denaro per se stessa e intanto non potrà lavorare. Che cosa può escogitare per guadagnare il denaro necessario alla salvezza del fratello? Lena tornando al carrozzone del circo trova Roberta Flores ad aspettarla. È l’alba, quando tormentandosi con questi pensieri, Lena ritorna al circo dove qualcuno l’ha attesa… Lena D'Aral- È lei? Perché è tornata qui? Roberta Flores- Devo parlarle. Ma sappia anzitutto che mi dispiace per l’incidente accaduto a suo fratello. Roberta Flores si rivolge a Lena. Roberta Flores- Forse avrà bisogno di denaro. Pensi: quella signora è disposta a sborsare mezzo milione per avere il bambino. Ogni guaio si risolve con tanto denaro… Lena D'Aral- Mezzo milione! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Vignetta senza immagini. Ecco, il destino ha pensato a tutto: le ha creato una tragedia e un problema angoscioso offrendole poi il mezzo per risolvere tutto, ma a che prezzo! Lena distoglie lo sguardo da Roberta. Lena D'Aral- Dio Santo! Sarei disposta a qualsiasi altro sacrificio, e mi si chiede di… mettere al mondo una creatura e farne dono a una donna sconosciuta! Lena resta a pensare. Lena D'Aral- Eppure non posso esitare: la mia felicità per la salvezza di mio fratello! Lena risponde a Roberta. Lena D'Aral- Sta bene. Dica a quella signora che accetto: ma avrò bisogno subito di una parte del danaro per iniziare le cure a mio fratello. Roberta Flores- Può contarci. Abbiamo a che fare con una persona ricchissima che non bada a spese. Vignetta senza immagini. Roberta è soddisfatta, perché sa che una parte del danaro di Damiana finirà nelle sue tasche. Ottenuto il consenso di Lena, la donna si preoccupa di mettere in atto il suo piano. Roberta Flores è seduta in salotto con Damiana Lys. Roberta Flores- La madre del bambino partirà tra pochi giorni per una località di montagna dove si farà conoscere come la signora Damiana Lys. Così il bambino che nascerà sarà notificato automaticamente come figlio della signora Lys. Lei dovrà a sua volta allontanarsi per non destare sospetti in coloro che la conoscono. Damiana Lys- Sì. Infatti tutti mi credono ancora in stato interessante. Mi rifugerò nella mia villa, da sola. Roberta Flores si alza, mentre Damiana Lys resta seduta. Roberta Flores- Molto bene! Al momento del parto io l’avviserò e lei verrà a prendersi il bimbo: il SUO bimbo! Damiana Lys- Il mio bimbo, dice? Oh, lei non può capire, ma le confesso che se continuo a vivere dopo quel grande dolore è solo per mio marito. Amerò il bimbo che il destino mi offre come se fosse mio, chi sa che non mi faccia dimenticare! Vignetta senza immagini. Roberta ha continuato a dipingere a fosche tinte la figura di Lena, nascondendo accuratamente la tragica situazione della ragazza agli occhi di Damiana. Roberta Flores si rivolge a Damiana Lys. Roberta Flores- A quella donna non importa niente del suo bambino. Sa che cosa mi ha detto accettando la proposta? Ha detto: “Di’ alla signora che voglio subito un anticipo”. Damiana Lys- Forse devo ringraziare il Cielo che esistano esseri tanto insensibili… Altrimenti, io non avrei mai avuto un bambino. Vignetta senza immagini. Rimasta sola, Damiana estrae dal seno la prima lettera di Giorgio che le è giunta quella stessa mattina dall’Australia, rileggendola per l’ennesima volta. Damiana legge la lettera di Giorgio. Damiana LysQui tutti parlano della loro casa, della moglie, dei figli. Anch’io, sai, provo tanta gioia nel parlare di mio figlio, sebbene non sia ancora nato. Ancora pochi mesi d’attesa e poi riceverò l’annuncio. Come sarò felice! Devi chiamarlo Damiano, perché voglio che ti somigli in tutto. A meno che non si tratti di una bambina, e allora in questo caso lascio a te la scelta! Damiana si porta la lettera di Giorgio al cuore. Damiana Lys- Come hai desiderato questo bambino, povero caro Giorgio! Avrai un figlio, Giorgio, te lo giuro! Vignetta senza immagini. Trascorre il tempo. Mentre Umbro si trova in clinica, sottoposto alle cure più difficili, Lena non ha avuto difficoltà a nascondergli il suo stato, facendogli credere di essere in viaggio con il circo. Invece ella si trova in uno “chalet” di montagna, dove si prepara a mettere alla luce la sua creatura. Roberta Flores è accanto al letto di Lena D'Aral. Dottore- Credo che il bimbo nascerà stasera, signora Lys. Le sue condizioni sono ottime sotto tutti i punti di vista. Roberta Flores- L’assisterò io fino a stasera, dottore Vignetta senza immagini. Qualche ora dopo, convocata per telefono, la vera signora Lys si presenta allo chalet dove è Lena. Era rimasto inteso che le due donne non si sarebbero mai conosciute, e Damiana attende, in una stanza vicina, che il lieto evento si compia. Damiana Lys resta dietro la porta. Improvvisamente, come un richiamo di vita, si leva tremulo e poi via via più deciso, il vagito di una nuova creatura. Damiana Lys- È nato! Roberta Flores porge il bimbo a Damiana Lys. Poco dopo il vagito si quieta: il piccolo dorme. La porta si schiude silenziosamente e appare Roberta che tiene fra le braccia un pupo bello come una bambola. Damiana Lys e Lena D'Aral si guardano per un attimo. Damiana, attraverso la porta socchiusa, scorge Lena nel letto dove ha sofferto per mettere al mondo la sua creatura: anche lena, per un attimo, intravede Damiana. Lena D'Aral è a letto pensierosa. Nella memoria di Lena si scolpisce, dolorosamente, la fisionomia della donna che le ha sottratto il frutto delle sue viscere. Lena D'Aral- Ecco la donna che il mio bimbo chiamerà mamma Lena D'Aral risdponde a Roberta Flores. Poi la porta si richiude alle spalle di Roberta… Roberta Flores- Dev’essere contenta, Lena: si è liberata di una grave preoccupazione, e… Lena D'Aral- Basta! Mi lasci al mio dolore! Non voglio più sentire la sua voce, non voglio più vederla! Vignetta senza immagini. Nel frattempo, stringendo al seno il suo tesoro, Damiana si allontana dallo “chalet”… Damiana si allontana con il bambino tra le braccia. Già il suo cuore palpita per quel piccolo innocente che si agita tra le sue braccia, già Damiana trabocca d’amore, già si sente completamente e divinamente mamma. Quello è il suo bimbo: lo vedrà crescere, lo seguirà in ogni momento della sua esistenza. Esso darà uno scopo alla sua vita e le riporterà, più fragrante e appassionato di prima, l’amore di suo marito. Vignetta senza immagini. E Lena, che farà Lena? Abbandonata Roberta Flores che, intascato il suo gruzzolo, scompare nell’ombra, Lena, appena rimessa, corre all’ospedale per seguire la guarigione di Umbro. Dopo la straziante separazione, ella sente più che mai il bisogno di riscaldare il suo cuore, alla fiamma di un affetto… Lena si rivolge al dottore. Lena D'Aral- Mi raccomando, dottore: se mio fratello facesse delle domande dica che le cure sono gratuite. Non voglio che sappia che sono io che pago tutto. Dottore- Come preferisce! Lena si rivolge al fratello Umbro. Umbro sembra tutt’altro che demoralizzato. Il suo carattere forte e deciso l’aiuta a superare lo scoramento… Lena D'Aral- Come ti senti, caro? Umbro- Le cure sono un po’ dolorose, ma sono tutti tanto premurosi che posso dire di trovarmi bene qua dentro. Pare che tra due settimane potrò camminare. Vignetta senza immagini. Infatti, alla data stabilita, appoggiandosi a un bastone e al braccio della sorella, Umbro compie i primi passi. La guarigione progredisce regolarmente. Lena sostiene Umbro. Umbro- Cammino! Lena… cammino! Lena D'Aral- Umbro caro, che felicità! Lena rimane in piedi alle spalle di Umbro. Ecco, ora ella comprende che il suo sublime sacrificio non è stato vano… Lena D'Aral- Ho perduto mio figlio, ma ho ridato la vita a Umbro… il prezzo è stato tremendo e solo la gioia di quest’attimo potrà attenuare il ricordo di ciò che ho perduto. Lena si rivolge a Umbro. Pensando alla sua creatura, ella non sa trattenere una lacrima… Umbro- Piangi? Ti ho visto spesso triste, Lena. Che cos’hai? Lena D'Aral- Nulla. Ero preoccupata per te, ma ora sono felice perché so che tu guarirai. Lena si appoggia alla spalla di Umbro. Umbro- Se sono guarito è merito della tua fermezza, del tuo affetto. Io stavo per rassegnarmi. Si stringe a lui, come per abbracciare, insieme al fratello, anche una creatura adorata e lontana, perduta per sempre. Lena D'Aral- Umbro, fratello mio, non lasciarmi mai. Vignetta senza immagini. Con questo grido amaro l’immagine di Lena si dissolve nel tempo. Passano gli anni; alla guerra succede la pace. Giorgio lascia l’Australia e s’imbarca per ritornare in patria, annunciando a Damiana il suo ritorno. Damiana tiene per mano il piccolo Damiano alla stazione. Una sera Damiana e il piccolo Damiano, che è ormai un vispo maschietto di quattro anni dai capelli neri e dagli occhi profondi, lo attendono alla stazione… Il piccolo Damiano si rivolge alla mamma Damiana. Damiano- Quando arriva il papà, mammina? Damiana Lys- Eccolo! Senti questo campanello? è il suo treno che arriva! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Giorgio scende dal treno. Per Giorgio il volto più affascinante della patria è quello soave della sposa che l’attende… Giorgio vede Damiana. Giorgio- Damiana! Damiana cara! Giorgio abbraccia Damiana. Un abbraccio cancella cinque anni di separazione e di dolore! Damiano si avvicina ai genitori abbracciati. Giorgio- Damiana, sia benedetto questo giorno. Damiana Lys- Giorgio mio! Sei tornato! Giorgio solleva Damiano. Giorgio solleva tra le braccia il bimbo, il suo Damiano! Giorgio stringe a sé Damiano. Giorgio- Figlio mio! Damiano- Papà! Vignetta senza immagini. Quella è la felicità che Damiana ha sognato nella lunga attesa. È felice! Quel bimbo, per l’affetto di cui è circondato, può ben dirsi suo figlio e figlio di Giorgio. Damiana Lys è al parco con il figlio. I giorni trascorrono sereni, in una felicità che non conosce ombre. Damiana non abbandona un attimo il bambino, facendosi sua compagna anche nelle ore dei giochi. Damiana Lys- Ti prendo… ti prendo… Damiano- No… no! Lena D'Aral è seduta sul bordo di una vasca del parco, poco lontano da Damiana con il figlio. Tornando a casa, Damiana e il piccolo passano davanti a una fontana dove è seduta una donna sola e triste. Damiana Lys- Mi sembra di aver già incontrato quel viso… Damiana volge lo sguardo a Lena. Ha un fremito di paura, quando ricorda dove avvenne l’incontro… Damiana Lys- Fu allo “chalet”… Quella è la madre di Damiano. Lena alza lo sguardo. Intanto anche Lena ha alzato il viso su cui si dipinge la più vivida emozione. Lena D'Aral- Ecco la donna che mi ha portato via il bambino. L’ho ritrovata, grazie a Dio… E quel piccolo è la mia creatura… Lena cerca di raggiungere Damiana e il piccolo Damiano. Come esaltata, Lena si alza rincorrendo Damiana che si allontana velocemente… Lena D'Aral- Signora! Aspetti! Lena rincorre Damiana e il piccolo Damiano. Ma Damiana, istintivamente, comprende che deve fuggire. Ella non sa che cosa ha da temere ma intuisce che quella donna può rappresentare la fine della sua felicità. Damiana Lys- Corri, Damiano, corri! Damiana e il piccolo Damiano salgono in auto. L’auto attende all’uscita del parco. Damiana Lys- A casa subito. Autista- Sì, signora. Lena resta ferma al cancello del parco. Quando Lena giunge oltre il cancello, la macchina si è già messa in moto. Lena D'Aral- Ti ritroverò figlio mio. Giuro che ti ritroverò! Vignetta senza immagini. Dopo aver dedicato tutto il suo affetto al fratello, Lena era stata presa da una nostalgia invincibile del proprio bambino. Ma per riavere il suo bambino doveva mettere da parte una forte somma, la somma cioè da restituire alla donna che le aveva portato via la sua creatura. Ecco perché aveva appreso la difficile arte dell’acrobata: per guadagnare di più. Umbro, ogni sera, seguiva col cuore angosciato le audaci evoluzioni della sorella. Lena sorride al pubblico sul palco del circo. Al termine di ogni esercizio Umbro sospirava di sollievo. Intanto, al centro della pista, Lena s’inchinava davanti al pubblico plaudente. Vignetta senza immagini. Diventata ricca, Lena, nascondendo sempre il suo segreto al fratello, aveva iniziato le sue ricerche. Purtroppo ella di Damiana non sapeva nulla, nemmeno il nome. Roberta Flores, intascata la sua parte, se n’era andata chissà dove… Da dove cominciare le indagini? Lena cammina accanto alle auto parcheggiate. Il caso, dopo anni di pazienti e infruttuose ricerche l’aveva aiutata ma, per ironia della sorte, la meta le era di nuovo sfuggita… Lena D'Aral- Avessi almeno letto il numero della targa! Il custode avvicina Lena. Ma la fortuna l’aiuta ancora perché il custode del posteggio sul viale conosce bene l’auto in questione. Custode- Sì, quella macchina la vedo molto spesso: appartiene a una signora che abita in una delle ville degli Olmi… Lena D'Aral- Grazie mille. A voi per il disturbo. Vignetta senza immagini. Con quelle indicazioni non è difficile a Lena rintracciare l’abitazione di Damiana Lys in via degli Olmi. E accade, dopo pochi giorni, ciò che Damiana aveva temuto dopo l’incontro al parco. In salotto la cameriera si rivolge a Damiana, che siede poco distante dal figlio. Luisa- Una signorina chiede di lei: non ha detto il suo nome, ma ha affermato che la signora la conosce. Damiana Lys- Sta bene, Luisa, va pure. Damiana si alza in piedi, mentre il figlio continua a giocare. Damiana ha intuito di chi si tratta e, sebbene ancora non veda chiaro negli scopi di Lena, sente nell’aria una minaccia. Che può volere quella donna? Damiano forse? Damiana Lys- Potrei rifiutarmi di incontrarla, ma non servirebbe a nulla. E poi, guai se le venisse in mente di rivolgersi direttamente a Giorgio. Damiana vede Lena in salone. Pronta a lottare, Damiana apre la porta del salone. Damiana Lys- Lei desiderava parlarmi, signorina Lena risponde a Damiana. Lena D'Aral- Mi chiamo Lena D’Aral. Il mio nome le sarà nuovo, ma lei sa egualmente chi sono io. Damiana Lys- Mi dispiace deluderla. Io non ho mai avuto il piacere di incontrarla. Damiana distoglie lo sguardo. Damiana evidentemente non è nata per mentire perché, dicendo quelle parole, arrossisce di imbarazzo. Lena D'Aral- Io sono la mamma del bambino che lei tiene in casa come suo. Non finga di non avermi riconosciuta. Damiana risponde a Lena. Damiana Lys- E sta bene, ammetto di conoscerla. Mi dica subito se vuole ancora del danaro e poi mi lasci in pace. Lena D'Aral- Io non sono venuta a chiederle danaro, ma a restituirle la somma che lei un giorno mi diede in cambio di mio figlio. Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Damiana si rivolge a Lena. Così dicendo, Lena mette sul tavolo un assegno per una cifra corrispondente a quella versata a suo tempo da Damiana. Damiana Lys- Non capisco. Lena D'Aral- È semplice: rivoglio mio figlio. Vignetta senza immagini. Quella richiesta, semplice e decisa, colpisce Damiana come una folgore. Non ci aveva pensato, eppure era una ipotesi molto semplice da formularsi: la madre rivuole la sua creatura. Damiana risponde a Lena con uno sguardo disperato. Damiana Lys- Lei è pazza! Il bambino è mio. Abbiamo fatto un patto e lei deve rispettarlo. Lena D'Aral- Non rispetto nessun patto. Sono una mamma e ho diritto alla mia creatura. Tanto più che lei, allora, ha speculato sulle mie sventure. Lena risponde a Damiana. Lena D'Aral- Non è vero. Roberta Flores non mi nascose che lei intendeva sbarazzarsi del suo bambino e che l’avrebbe fatto in qualunque modo. Me lo ha ceduto per danaro e ora questi suoi pentimenti tardivi non mi convincono. Damiana Lys- Roberta Flores ha mentito, signora. Quella donna non ignorava che io mi prestavo a quel tremendo baratto solo perché vi ero costretta. Avevo bisogno di denaro per curare mio fratello gravemente colpito da una disgrazia. Vignetta senza immagini. Damiana non dubita più che Lena dica la verità e che Roberta abbia mentito, ma ormai è troppo tardi per ritirarsi ed ella si prepara a lottare con tutte le sue forze per la sua felicità. Lena e Damiana si parlano senza guardarsi. Damiana Lys- Il bimbo porta il mio nome: per la società e per la legge è mio figlio. Non intendo perderlo e sono disposta a battermi con qualunque mezzo. Lena D'Aral- So che una azione legale potrebbe darmi torto, tanto più che tutt’e due dovremmo rispondere per aver violato la legge. Ma io confidavo nella sua generosità. Damiana si accascia sul divano. Damiana Lys- Non posso essere generosa. Il bimbo è mio, io l’ho allevato, ho vegliato quando era malato, ho raccolto le sue prime lacrimucce e i suoi primi sorrisi. No, non posso separarmi da lui. Non lo farò mai. Mai! Lena D'Aral- Capisco. È inutile che io insista. Me ne vado. Ma sappia che nemmeno io rinuncerò al mio bambino. Damiana si rivolge al figlio che sta entrando in salone. È rimasta sola, dopo quel colloquio che ha messo a dura prova i suoi nervi. Damiano- Mammina, posso entrare? Damiana Lys- Damiano! Angelo mio adorato! Damiana abbraccia il figlio. Lo stringe a sé, come per proteggerlo da chi vorrebbe strapparglielo… Damiana Lys- Bimbo mio, tu sei solo mio, vero? Non mi lascerai mai! Damiano- Starò sempre con te e col papà, mammina, anche quando sarò grande! Vignetta senza immagini. Lena è sconfitta, ma non rassegnata. Nascondendo il suo tormento ella vivrà ore di pianto. Ha intravisto per un attimo il suo bambino e quell’immagine le è sempre presente, notte e giorno. Lena è al circo a provare il suo esercizio. Lena D'Aral- Non posso vivere senza sentirmi vicino a quella creatura adorata, senza poter accarezzare i suoi capelli o baciare il suo visetto. Impazzisco al pensiero che queste tenerezze sono riservate a un’altra donna! Umbro avvicina Lena. È tanto sconvolta che Umbro se ne accorge Umbro- Che cosa ti tormenta, Lena? Perché non hai più fiducia in me? Lena D'Aral- Non è niente; pensieri… tristezze che passano! Umbro stringe Lena. Umbro- Non è vero. Da tempo mi sembra quasi che tu mi nasconda un segreto. Di che cosa si tratta, cara? Forse un amore infelice? Lena D'Aral- Sì… un amore infelice. Lena distoglie lo sguardo. Dovrà confessare, lo sente. Soltanto Umbro, al mondo, può aiutarla. Umbro- Parla, cara. Credi che non possa comprenderti? Lena D'Aral- Tu mi hai sempre messa sopra tutto e sopra tutti, ma forse non lo meritavo. Te ne convincerai ora Umbro chiede spiegazioni. Lena D'Aral- Sì, Umbro, si tratta proprio di un amore infelice, ma non per un uomo, che ho voluto dimenticare e che del resto, è caduto sul campo di battaglia durante la guerra, ma per un bambino. Umbro- Un bambino? Umbro e Lena camminano fianco a fianco. Lena D'Aral- Sì, Umbro. Mentre tu eri all’ospedale, durante la guerra, io ho avuto un bambino… Umbro- Oh, Lena! Perché non hai avuto fiducia in me… Perché non mi hai detto nulla? Vignetta senza immagini. Confessarsi è un sollievo. Oh, se avesse avuto il coraggio di farlo prima invece di soffrire e rodersi in solitudine! Perché Umbro la possa aiutare, bisogna che Lena non gli nasconda nulla e sia sincera fino in fondo… Umbra e Lena sono seduti l'uno accanto all'altra. Lena D'Aral- Tu avevi sacrificato ogni aspirazione, per dedicarti interamente a me… Io avevo il dovere di ricambiare il tuo affetto. Umbro- Hai perduto tuo figlio per salvarmi e io non ne ho mai saputo niente! Vignetta senza immagini. Comprendendo l’immenso sacrificio che la sorella ha compiuto per restituirgli la salute, Umbro, in un impeto di commozione riconoscente, bacia quelle mani benedette, giurando che farà di tutto perché la creatura di Lena torni alla madre vera. Lena si rifugia tra le braccia del fratello. Lena D'Aral- Quella donna non me lo restituirà mai, ne sono sicura. Ormai è affezionata a lui come se fosse suo figlio… ma io non posso rassegnarmi per tutta la vita alla mia rinuncia. Umbro- Non devi disperarti, Lena. Saprò convincerla, vedrai. Vignetta senza immagini. Anche per Damiana la pace e la serenità sono finite! Da un momento all’altro il suo castello di felicità potrebbe crollare… Giorgio si rivolge alla moglie. Di riflesso, Giorgio incomincia a impensierirsi. Giorgio- Sei pallida, cara: non ti senti bene? Damiana Lys- No, caro. Sto benissimo. Giorgio rivolge lo sguardo al figlio. La risposta è precipitosa e lo sguardo di lei evita d’incontrarsi con i suoi occhi. Giorgio non ha mai visto la sua bella sposa tanto turbata. Giorgio- Dove hai messo la tua invidiabile allegria, il tuo bel sorriso? Forse è stato questo demonietto a darti qualche preoccupazione? Damiana Lys- Oh, no. Il mio tesoro è tanto buono e vuole bene alla sua mamma. La cameriera Luisa si rivolge a Damiana in salotto. Luisa- Signora, c’è al telefono un uomo… desidera parlare con lei da parte della signorina D’Aral. Damiana Lys- Dica che non sono in casa. Se telefona ancora, risponda sempre che non sono in casa. Giorgio si rivolge a Damiana. Giorgio- Di che si tratta? Chi è questa signorina D’Aral? Damiana Lys- È… una modista. Una persona poco simpatica con la quale non voglio più avere a che fare. Vignetta senza immagini. Ma allo sguardo attento e innamorato di Giorgio non è sfuggita la sua agitazione né il sussulto improvviso di Damiana all’udire quel nome. “Possibile – egli si chiede – che per delle banali questioni con una modista ci si debba preoccupare tanto?” Giorgio resta seduto in salotto. Giorgio- Damiana è cambiata. Qualcosa la tormenta, ma non vuole confessarlo. Sarebbe la prima volta che non ha fiducia in me. Vignetta senza immagini. Così avviene che il tormento incessante di Damiana si trasmette anche al marito che comincia a perdere la sua serenità. Si tratta soltanto di una piccola ombra, di una nube leggera. Ma un’ombra leggera fa spicco in un cielo che è sempre stato limpido d’azzurro. Damiana si rivolge alla cameriera. La sera dello stesso giorno… Luisa- Signora, c’è la solita persona al telefono. Dice che se lei non si decide a rispondere verrà qui a parlarle di persona. Damiana Lys- Va bene, Luisa. Passa la comunicazione in camera mia. Vignetta senza immagini. Poco dopo, rientrando prima del previsto, Giorgio sale nella sua stanza che è attigua a quella della moglie. Giorgio resta alla porta. Attraverso la porta di comunicazione gli giunge il suono sommesso e concitato a un tempo della voce di Damiana. Damiana Lys- D’accordo. Sarò domani sera alle sei. Giorgio entra nella stanza dov'è Damiana. Aprendo la porta, Giorgio sorprende la moglie che interrompe di colpo la comunicazione. Damiana Lys- Sei tu! Mi hai quasi fatto paura. Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Giorgio si rivolge a Damiana. Giorgio- Sono riuscito a sbrigarmi in poco tempo. Chi era al telefono? Damiana Lys- Al telefono? Oh… uno che aveva sbagliato numero. Vignetta senza immagini. Anche questa volta Damiana tradisce il proprio imbarazzo. Giorgio finge di credere, ma, durante la notte, egli si tormenta senza riuscire a prendere sonno. Giorgio è a letto insonne. Giorgio- Ha un appuntamento domani alle sei. Con chi? Perché non ha voluto che lo sapessi? Forse mi sto tormentando sensa [sic] ragione, creando dei fantasmi da semplici ombre passeggere. Ma perché questi piccoli sotterfugi da parte di Damiana che è sempre stata tanto sincera? Damiana è a letto insonne. Nemmeno Damiana può dormire… Damiana Lys- Com’è doloroso e difficile mentire alla persona che si ama. Vorrei avere il coraggio di dirgli tutto… Non temo per me, ma per lui, per Giorgio. Se sapesse che il bimbo non è nostro figlio! Oh, Dio, non oso pensare al suo dolore in un caso simile… No, bisogna che faccia di tutto per allontanare da lui questo pericolo. Offrirò ancora denaro, una somma enorme, tutto quanto posseggo! Damiana è in macchina. Il giorno seguente, Damiana si reca in una località periferica che le è stata indicata per telefono, arrestando la macchina all’ingresso di una villa isolata. Damiana Lys- È qui dove mi aspetta il fratello di Lena D’Aral. Vignetta senza immagini. Mentre Damiana suona il campanello esterno, una seconda auto si arresta poco distante, in posizione da dove si può scorgere la villa agevolmente. Giorgio in macchina guarda Damiana andare verso un cancello. Seduto al volante, Giorgio scorge la moglie che scompare all’interno della villa. Giorgio- Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei trovato a spiare Damiana. Voglia Iddio che mi sbagli sospettando di lei. Vignetta senza immagini. È addolorato e umiliato per quello che sta facendo, eppure comprende che deve farlo. Ma, pensando con gioia al momento in cui comprenderà che ogni dubbio era ingiusto, pregusta già il piacere di inchinarsi davanti a Damiana per chiederle perdono dei suoi assurdi pensieri. L’attesa si prolunga, ma infine Damiana appare di nuovo all’ingresso della villetta. Non è sola, un uomo è con lei. Damiana parla con Umbro. Si avvicinano al cancello, parlando concitatamente. Ma le loro voci non possono giungere fino all’orecchio di Giorgio. Umbro- Questa è la sua ultima parola, signora Lys? Damiana Lys- Sì. Non cederò mai il bambino, nemmeno di fronte alla legge, ammesso che voi riusciate a promuovere un’azione legale efficace. Giorgio resta in macchina. Giorgio può scorgere ora più agevolmente l’uomo che si accompagna a Damiana. Egli scruta il volto bruno e i suoi occhi profondi che gli danno, stranamente, una sensazione di intimo disagio. Giorgio- Mi sembra di aver già visto quella fisionomia. Ma dove? Dove? Vignetta senza immagini. Damiana si è accomiatata e ora si allontana a bordo della macchina. L’uomo è rimasto sul cancello e Giorgio non sa staccare gli occhi da lui… Intanto, dal profondo della sua coscienza, sale a lui la risposta all’interrogatorio assillante che egli si era posto vedendo la moglie in quel luogo, in compagnia di uno sconosciuto. Giorgio resta in macchina guardando fuori. Improvvisamente in lui si fa luce. Egli comprende e vorrebbe non aver mai compreso. Giorgio- Quell’uomo è il ritratto di mio figlio! Gli assomiglia in tutto! Giorgio resta in macchina pensieroso. La verità lo colpisce di schianto, lasciandolo annicchilito [sic]. Giorgio- Mio figlio, ho detto? No, Damiano non è mio figlio… è figlio di quell’uomo e di Damiana. Giorgio resta in macchina incupito. Non può dubitarne: non c’è confessione o prova che parli più chiaramente di quella straordinaria somiglianza. Giorgio- Damiana mi ha tradito… mentre io rischiavo la vita sul mare e languivo in prigionia non desiderando, non anelando altri che lei, essa si offriva a un altro, aveva un amante! Vignetta senza immagini. Con gesto meccanico e stanco, Giorgio avvia il motore e si allontana. In pochi attimi il suo viso è cambiato e la simpatica luce di energia e di fiducia che brillava nei suoi occhi è spenta. La famiglia rappresentava il suo ideale e per raggiungerlo aveva lottato, sofferto, sperato. Infine, quando credeva di aver realizzato il suo sogno si era svegliato crudelmente deluso. Giorgio resta in macchina con lo sguardo cupo. Giorgio- Quante volte in prigionia ho sentito esprimere dubbi sulla fedeltà delle donne che attendevano i loro mariti. E ridevo, credendo di non aver nulla da temere, illudendomi di aver sposato un angelo! Invece ho riscaldato accanto al mio cuore un essere perfido. Giorgio resta in macchina con lo sguardo perso. Giorgio- Mi ha ingannato nel modo più spietato, spingendomi ad amare una creatura che non è mio figlio! Se non l’avessi seguita oggi, forse non l’avrei mai saputo: che orrore! Umbro è al telefono. Nel frattempo Umbro (che ha usufruito di quella casa momentaneamente messa a disposizione da un amico per quel delicato convegno) si mette in contatto telefonico con la sorella, che si trova al circo in attesa di notizie. Umbro resta al telefono. Umbro- Ho cercato di convincerla in tutti i modi, ma senza esito. Bisognerà studiare qualche altra via per raggiungere lo scopo. Forse un’azione legale. Lena D'Aral è al telefono. Lena D'Aral- Non ho fiducia negli avvocati e neanche nell’efficacia della preghiera o delle minacce… Ma credo di aver trovato il modo di riavere mio figlio. Umbro- Che cosa intendi fare? Lena D'Aral resta al telefono. Lena D'Aral- Non preoccuparti, Umbro. Non commetterò pazzie. Devo avvisarti intanto che questa sera ci sarà la serata d’addio. Il direttore ha deciso che il circo parta stasera, dopo lo spettacolo. Vignetta senza immagini. Giorgio è arrivato a casa. Durante il tragitto in auto ha avuto modo di meditare sulla sventura che l’ha colpito, ma, per quanto egli chiedesse a sé stesso una decisione, non è stato capace di trovare una via d’uscita. Che fare? Vendicarsi su Damiana? Svergognarla? Cacciarla di casa col frutto dell’amore colpevole? Giorgio entra nella stanza dove incontra Damiano. Mentre sta tormentandosi con i più crudeli pensieri, Damiano gli viene incontro, nel vestibolo… Giorgio distoglie lo sguardo da Damiano. Solitamente, entrando, egli alzava il suo bimbo tra le braccia e lo baciava sul visetto. Ora il bimbo aspetta quel bacio, perplesso e attento. Damiano- Paparino, sei arrabbiato con me? Giorgio stringe a sé Damiano. No, non può essere cattivo con quell’innocente… e poi, per quanto sembri che nel suo animo ci sia posto solo per l’odio e il rancore, egli ama quel piccolo sapendo di essere riamato da lui. Giorgio- Non sono arrabbiato, Damiano. Damiano- Non mi hai comperato il motoscafo? Me lo avevi promesso prima di uscire. Giorgio cammina accanto a Damiano. Giorgio- L’ho dimenticato. Te lo comprerò domani. Dov’è la mamma? Damiano- È in sala da pranzo. Anche lei sembra arrabbiata! Andiamo, paparino, vieni di là? Andiamo da lei… Vignetta senza immagini. Come si comporterà con la moglie? Le dirà subito che ha scoperto il suo segreto inconfessabile, oppure aspetterà che lei parli, per vuotare fino in fondo l’amaro calice della delusione? Damiana, Giorgio e Damiano sono a tavola. Durante il pranzo il piccolo Damiano volge spesso i suoi occhioni verso la mamma e il papà che mangiano in silenzio… Damiana Lys- Damiano, tu ora vai di là a giocare. Damiano- Sì, mammina. Damiano si alza da tavola. Il pranzo si svolge in silenzio… Damiano- Perché il papà e la mammina sono così tristi? Giorgio resta a tavola pensieroso. Giorgio- Credevo che questa fosse la mia casa, che qui vivesse la mia famiglia: ora mi sento come un estraneo e tutto mi sembra contaminato. Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Giorgio resta a tavola guardando Damiana. Damiana di fronte a lui, è assorta e pensierosa. “Com’è bella” non può fare a meno di pensare Giorgio, ammirando il viso dolcissimo cui fanno corona i capelli biondi che egli ha accarezzato mille volte… Giorgio- Sono ancora innamorato di lei, nonostante tutto! Ho disgusto di me stesso. Vignetta senza immagini. Non sa se in lui è più forte il rancore o lo stupore. Si domanda, sebbene ne abbia le prove, se Damiana, la sua Damiana tanto dolce e innamorata, si sia veramente macchia [sic] di una colpa tanto vergognosa. Il cameriere versa il vino a Giorgio. Giorgio- La ricordavo buona, leale, pura, ma forse ero cieco. L’amore mi aveva talmente illuso che probabilmente la vera natura di Damiana mi è sempre stata nascosta. Forse non sono mai riuscito a penetrare nel suo animo, che deve essere perfido e freddo, se ha potuto tradirmi così, per anni. Vignetta senza immagini. Durante il pomeriggio, Giorgio cerca invano, buttandosi a capofitto nel lavoro, di trovare un antidoto al suo dolore. Ma tutto è inutile. Dopo aver ammesso che sarebbe follia aspettarsi una confessione da Damiana, dopo tanti anni di menzogne, egli decide di affrontare direttamente e subito il problema della sua vita. Damiano dorme. Il piccolo Damiano, nel frattempo, riposa tranquillo nel suo lettino, e al capezzale c’è il suo giocattolo preferito. Nella stanza di Damiano appare un'ombra. Tutto è silenzio: nella cameretta non si sente che il respiro da passerotto del bimbo addormentato. Ma ecco che la finestra che dà sul giardino, appena accostata, cede sotto la spinta di una pressione esterna. Un’ombra si disegna sulla parete. Damiana è allo specchio nella sua stanza. Damiana, dopo aver messo a dormire il bambino, si è rifugiata nella sua stanza. Damiana Lys- Lena D’Aral e suo fratello faranno di tutto per portarmi via il bambino. Bisogna che io escogiti il mezzo per convincerli a desistere. Forse, se partissi con Damiano, per un lungo viaggio… Damiana, allo specchio nella sua stanza, si volta. Nel mezzo di queste sue meditazioni, il rumore di una finestra sbattuta dal vento attrae la sua attenzione. Damiana Lys- È la finestra della camera del bimbo. Sarà meglio chiuderla perché comincia a far freddo. Damiana entra nella stanza del figlio. Entrando nella stanzetta di Damiano, i suoi occhi vanno spontaneamente al letto del bimbo. Un gemito sfugge dal suo petto: il letto è vuoto. Damiana Lys- Damiano, dove sei? DAMIANO! Damiana, nella stanza del figlio, trova una lettera. Ancora non si è resa conto della realtà, ma una busta che ella trova sul guanciale del lettino le fa intuire quanto è accaduto. Damiana Lys- Un assegno! E un biglietto! Damiana legge la lettera. Una sigla, “L”, è la firma. Damiana non ha più dubbi: Lena D’Aral le ha portato via il bambino! Damiana si accascia sul letto. Come pazza Damiana invoca il nome del suo piccolo. Damiana Lys- Bimbo mio! Damiano! Ritorna a me! La finestra è rimasta aperta. Risponde alla sua voce straziante, unicamente il sussurrare del vento tra i rami e le foglie del giardino. Vignetta senza immagini. Ben sapendo che era inutile sperare di riavere il bambino con il consenso di Damiana, Lena si è decisa a compiere un gesto disperato: l’ha rapito. Damiana è ancora nella stanza del figlio. - Se Lena D’Aral crede che io mi rassegnerò si sbaglia. Ma perché rimango qui a riflettere, mentre ella forse sta per lasciare la città? Bisogna che corra al circo, subito! Damiana incrocia il marito. Fa per uscire, ma sull’uscio la ferma il marito. Giorgio- Sei sola? Dov’è Damiano? Damiana Lys- È… fuori… si trova in casa di uno dei suoi piccoli amici. C’è… una recita… una recita di bambini… Vado appunto a riprenderlo. Damiana risponde al marito. GiorgioPuoi mandare la cameriera. Preferirei che tu rimanessi: devo parlarti. Damiana Lys- Non ora, caro, ti prego. Damiano mi aspetta. Damiana distoglie lo sguardo dal marito. È agitata come se avesse la febbre. Le stanno portando via il suo bambino e ogni minuto che passa le sembra fatale. Giorgio- Che cos’hai? Perché sei tanto ansiosa di andartene? Damiana Lys- Ho paura di far tardi… Mi aspetta, capisci? Vignetta senza immagini. Forse Damiana è attesa davvero, ma Giorgio potrebbe giurare che non si tratta del bambino. È chiaro, ai suoi occhi accecati dal sospetto e dal rancore, che la moglie sta mentendo. Giorgio distoglie lo sguardo dalla moglie. Giorgio- Se sei attesa, non ti trattengo. Damiana Lys- Parleremo al mio ritorno. Arrivederci, caro. Giorgio si rivolge alla moglie. Giorgio- Aspetta: rispondi soltanto a questa mia domanda: mi hai sempre voluto bene? Non hai amato altri che me? Damiana Lys- Giorgio, caro, che strani pensieri ti prendono tutto a un tratto. È la prima volta che mi sembri geloso. Vignetta senza immagini. Ella non sospetta nemmeno lontanamente il dramma del marito e il terribile equivoco… Giorgio le chiede se lo ama? Potesse confidarsi a lui completamente! Egli si accorgerebbe allora quanto tormentoso, infinito, purissimo è stato il suo amore per lui. Damiana abbraccia il marito. Damiana Lys- Dubita di tutto amore: dubita che il sole faccia luce e che le stelle brillino nel cielo, ma non dubitare di essere il mio solo e unico amore. Giorgio resta solo. Damiana l’ha baciato, prima di andarsene. Giorgio reagisce con forza alla tenerezza che lo pervade. Giorgio- Basta! Non posso più sopportare tutto questo! Devo sapere… Giorgio stringe i pugni nervosamente. Giorgio- A quest’ora deve aver già fatto uscire la sua auto dal garage… La seguirò! Vignetta senza immagini. Nel frattempo, all’interno del carrozzone di Lena D’Aral… Lena si rivolge a Damiano. Il piccolo Damiano, povera piccola anima innocente, ha l’impressione di vivere una fiaba paurosa in cui la strega cattiva assume un aspetto dolce e gentile per poter rapire un bimbo alla sua mamma. Lena D'Aral- Non devi aver paura di me… Io ti voglio bene. Damiano si rivolge a Lena. Damiano- Perché mi hai portato qui? Io voglio ritornare dalla mia mamma. Lena D'Aral- Ascoltami, tesoro: tu sei piccino e non puoi capire, ma devi credermi. Io sono la tua mamma! Lena cerca di rassicurare Damiano. Nei grandi occhi scuri del bimbo ella vede tanta paura, tanta diffidenza verso di lei. Quegli sguardi sono come pugnalate, tanto le fanno male. Damiano- Non è vero… Tu non sei la mia mamma. Lena D'Aral- Lo sono. Lo sono! Vedrai, amore mio, che saremo felici insieme. Viaggeremo per tutti i paesi del mondo con questo circo. Come sarà bello! Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Vignetta senza immagini. La fantasia di Damiano, si esalta alle parole di Lena. Damiano fa domande a Lena. Damiano- Ci sono anche le bestie feroci, in questo circo? Lena D'Aral- Sicuro, bimbo mio. Ci sono i leoni, le tigri, gli orsi bruni. Domani ti mostrerò tutte le meraviglie e vedrai cose che non hai nemmeno sognato. Damiano ascolta Lena con stupore. Damiano spalanca gli occhi, già vivendo avventure e vicende fantastiche. Damiano- Io voglio diventare domatore di leoni e di tigri. Lena D'Aral- Un giorno sarai il più grande e coraggioso di tutti i domatori. Le belve si inchineranno davanti a te. Sei contento, amore mio? Damiano si rivolge a Lena. Damiano ora non sorride più, segno che un altro pensiero si è insinuato nella sua testolina. Damiano- Ci sarà anche la mia mamma, domani? Lena porge del cibo a Damiano. Lena D'Aral- Non pensarci più, caro. Mangia, adesso. Guarda: ti ho preparato delle ciambelle e dei dolci. Vignetta senza immagini. Ma nulla riesce a scacciare il ricordo della mamma e della casa dalla mente del bimbo. Damiano tristemente appoggia la testa al muro. Lena D'Aral- Mi si spezza il cuore a vederlo soffrire così, eppure devo essere inesorabile. Bisogna che dimentichi quella donna, anche se, in principio, ciò gli costerà dolore. Dopo lo spettacolo partiremo e, lontano da qui, tutto sarà più facile. Lena si avvicina a Damiano. Per il bimbo è già tardi. A quell’ora, a casa sua, Damiana veniva a rimboccargli per l’ultima volta le coperte. Damiano- Voglio la mia mamma! Lena D'Aral- È ora di andare a letto. Non ti reggi dal sonno. Lena guarda Damiano addormentato. Poco dopo Damiano si assopisce, vinto dalla stanchezza. Ma le sue ultime parole sono ancora una invocazione. Damiano- Mammamammina mia! Lena D'Aral- Vergine Santa riuscirò mai a fargli dimenticare quella donna? Che giorno di felicità sarà quando il mio bimbo mi chiameràmamma” per la prima volta! Vignetta senza immagini. Dal giorno in cui la creatura le è stata strappata non ha vissuto che preparandosi a ritrovarla. Ma ora ha paura perché dubita che si possano mutare i sentimenti profondi che hanno preso radici nel cuore innocente di un bimbo. Lena è china sul letto. Lena D'Aral- Non dimenticherà mai il volto della donna che l’ha allevato fino dalla più tenera età. Io sarò sempre un’estranea per lui, e forse finirà per odiarmi. Lena guarda in alto. Preferirebbe morire, piuttosto di leggere uno sguardo d’odio negli occhi del suo bimbo Lena D'Aral- No, iddio non può sottopormi a una prova così tremenda! Lena viene richiamata ai suoi compiti. Circense- Non sei ancora pronta, Lena? Tra pochi minuti toccherà a te! Lena D'Aral- Vengo subito. Vignetta senza immagini. In un attimo ella indossa il suo costume d’acrobata. E vestendosi, è sfiorata da un pensiero amaro. “Che madre potrò essere per lui, se dalla mattina alla sera devo occuparmi del mio lavoro? – si domanda – Che cure potrò avere per questo piccolo?” Lena dà un bacio al piccolo Damiano. Prima di lasciare il carrozzone, Lena depone un bacio sulla fronte del piccolo addormentato. Lena accarezza Damiano che dorme. Lena D'Aral- Dormi in pace, tesoro mio. Damiano si sveglia solo. Il rumore del chiavistello della porta, rinchiusa dietro Lena, sveglia per un attimo il bambino. Damiano- MamminaDove sei? Damiana si avvicina ai carrozzoni del circo. La donna che tu chiami mamma, piccolo innocente, non è lontana. In quel momento, lasciata l’auto sulla strada, Damiana si è avviata tra i meandri del pittoresco accampamento di carrozzoni. Vignetta senza immagini. Giunta davanti all’ingresso degli artisti, Damiana chiede a un inserviente dove si trovi Lena D’Aral. L'inserviente risponde a Damiana. Inserviente- Non sentite questi applausi? Lena è salita in questo momento sul trapezio. Sta per avere inizio il numero più famoso del Circo Makros. Damiana guarda verso l'alto. ARIETÀ Inserviente- Ecco lassù Lena D’Aral. Damiana, con il resto del pubblico, guarda verso l'alto. L’applauso è ancora vivo e fragoroso quando Damiana entra nel circo. Tutti guardano in alto, verso il trapezio. Vignetta senza immagini. Lena è magnifica, nell’attillato costume che mette il risalto il suo corpo agile e snello. Lena sorride al pubblico. Ella sorride al pubblico, come tutte le sere, nascondendo, questa volta, il peso che grava sul suo cuore… Vignetta senza immagini. Sono iniziati i primi esercizi, i più semplici… Lena ha una grazia speciale nei volteggi e nelle acrobazie, come se fosse nata per fare l’acrobata e nient’altro; si muove con una leggerezza e una facilità che entusiasmano il pubblico portandolo all’applauso. Umbro vede Damiana. Anche Damiana segue le evoluzioni dell’acrobata, traendo un sospiro di sollievo: se Lena è , Damiano non può essere lontano. Umbro- Lei qui, signora Lys? Umbro si rivolge a Damiana. È Umbro il fratello di Lena. Umbro- Non mi sarei mai aspettato di incontrarla ancora. Credevo che lei preferisse evitarci piuttosto che ritrovarsi con noi. Damiana Lys- Sa bene perché sono qui. Lena scorge Damiana. Lena si prepara per l’ultimo più difficile esercizio. Ella getta uno sguardo sul pubblico attento e ammirato, sotto di sé… Ed ecco che ella si fa pallida e ansiosa… Lena D'Aral- Damiana Lys è qui Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Vignetta senza immagini. Damiana frattanto mostra a Umbro l’assegno e il biglietto lasciati da Lena: quelle poche parole spiegano molto chiaramente ciò che è avvenuto. Il giovane, sorpreso e sconcertato, accompagna Damiana nel carrozzone… Giorgio arriva al circo. Giorgio è giunto in tempo per vederli entrare insieme… Giorgio- Ha avuto il coraggio di affermare che doveva correre dal bambino… invece era attesa da quell’uomo! Damiana ritrova il figlio. Nel carrozzone… Umbro- Ecco che cosa intendeva dicendo di avere un mezzo per riprendersi il bimbo. Lena non poteva vivere senza la sua creatura! Damiana Lys- Damiano! Damiana risponde a Umbro. Umbro- Lena ha rinunciato a suo figlio per amor mio, perché aveva bisogno del suo danaro per curarmi e salvarmi dalla paralisi. Questo lei lo ignorava, vero? Damiana Lys- Sì, lo giuro: Roberta Flores me lo nascosePensi anche alla mia situazione: io ho allevato quella creatura assieme a mio marito, ne abbiamo fatto lo scopo della nostra vita, lo amiamo, è nostro figlio, ormai… Umbro distoglie lo sguardo. Umbro- Siete entrambe sventurate. Una di voi due dovrà rassegnarsi alla solitudine. Non saprei chi di voi è più degna di essere chiamata mamma da quel bimbo, se lei che l’ha allevato o Lena che l’ha messo al mondo. Ma Lena è mia sorella e io devo aiutarla a essere felice. Damiana Lys- Non posso tornare a casa senza il bambino! Lei non sa… non sa in che terribile situazione mi trovo. Damiana si rivolge a Umbro. Damiana Lys- Mio marito ignora la verità. Ho voluto vederlo felice facendogli credere che il bambino fosse nostro… Umbro- Suo marito saprà perdonarla. Egli deve amarla molto, perché lei è buona e generosa. Umbro è seduto, Damiana lo ascolta in piedi. Umbro- Signora, rifletta un momento su quello che è la vita di Lena: lavoro, solo lavoro. Non siamo stati fortunati: io ho avuto un incidente tanto grave che devo ringraziare Lena se posso ancora camminare. Ma ormai ogni possibilità di ritornare a essere un famoso acrobata è svanita, purtroppo. Damiana si siede accanto a Umbro. Umbro- Mi accontento di lavorare come posso, per vivere e non pesare su mia sorella. Quanto a lei, non ha avuto una gioia nella vita; prima un amore sfortunato e poi un bimbo che il destino le ha strappato. Le sembra davvero ingiusto che Lena cerchi ora di aggrapparsi all’unica possibilità che le rimane per essere felice? Damiana Lys- Crede che non la comprenda? Damiana ascolta Umbro. Umbro- Lei ha l’amore di suo marito, signora. Lena invece non ha niente che sia suo, soltanto suo, tranne quel bambino. Sia buona: rinunci a quella creatura. Damiana Lys- Lei mi chiede un sacrificio spaventoso! Dio mio, perché ci deve essere sempre tanto dolore nella vita? È mai possibile che non si possa essere felici se non creando l’infelicità degli altri? Vignetta senza immagini. Dentro di sé, maturata dalle parole toccanti del fratello di Lena, si è fatta strada la rinuncia. Anche Damiana è stata mamma, per poco tempo, e sa che cosa dolce e ineffabile sia portare in grembo una nuova vita. Perciò, nell’intimo del suo cuore sincero, ella comprende che Lena ha ragione. Umbro in piedi si avvicina a Damiana. Umbro- Iddio la ricompenserà e la benedirà per questo suo sacrificio. Io comprendo quanto le costi abbandonare il bimbo e le giuro che le sarò riconoscente per tutta la vita. Vignetta senza immagini. Lena non lo sa ancora, ma il quel momento suo figlio è tornato suo, soltanto suo. Potrebbe finalmente esultare di gioia e invece è percorsa da una strana, invincibile angoscia. Lena è triste sul palco. Le risuonano all’orecchio le parole toccanti del piccolo Damiano… “Voglio la mia mamma”, mentre grosse lagrime bagnavano il suo visetto. Lena D'Aral- Non mi chiamerà mai mamma… lo sento. È il mio destino e la mia condanna! Vignetta senza immagini. Si sente stanca, inerte, rassegnata… e intanto, distrattamente, si accinge all’esercizio finale… Il pubblico guarda verso l'alto. La musica si è spenta sotto di lei, si è fatto un gran silenzio che sembra accentuare ancor più la profondità del baratro ai suoi piedi. Damiana abbraccia il piccolo Damiano appena sveglio. Il piccolo si sveglia: ha sentito quella cara, dolce voce! Damiano- Mammina! Damiana Lys- Tesoro! Umbro si rivolge a Damiana. Quell’abbraccio le provoca una gioia ineffabile e dolorosa. Sarà l’ultimo abbraccio, e poi il bimbo uscirà dalla sua vita. Damiano- Portami via, mammina! Umbro- Non dimentichi la sua decisione, signora. Giorgio guarda da fuori. Giorgio, che si preparava ad intervenire, osserva stupito la scena. Giorgio- Sembra un addio! Perché il bimbo si trova in questo carrozzone? Forse Damiana pensa di separarsi da lui? Vignetta senza immagini. Ad un tratto un grido sinistro giunge dal circo! È un coro inorridito, una voce terribile che scaturisce da cento petti. Umbro distoglie lo sguardo da Damiana e il piccolo Damiano. Damiana non comprende, ma per Umbro quel grido ha una origine chiara e tremenda. È un grido che gli è rimasto scolpito nel cuore da quando, quattro anni prima, egli lo aveva udito levarsi sotto di sé, nel momento in cui la sua mano falliva la sbarra del trapezio. Damiana Lys- Che cosa succede? Umbro- Lena! Il pubblico attonito guarda Lena caduta a terra. Lena giace sulla pista, immobile. Tutt’intorno si è diffuso un silenzio di morte. Umbro si avvicina a Lena. Umbro si fa strada tra la folla e si inginocchia accanto a lei stravolto dal dolore. Umbro- Lena, Lena rispondimi! Umbro solleva Lena. È viva… respira ancora! Umbro- Chiamate un dottore, presto, in nome di Dio! Vignetta senza immagini. Il triste corteo, dal quale si levano preghiere, pianti e anche imprecazioni contro il destino, passa davanti a Giorgio che è rimasto immobile dietro l’angolo del carrozzone. Una folla variopinta e muta di clowns, di ballerine e di giocolieri si raccoglie attorno alla scaletta del carrozzone di Lena… Giorgio guarda attraverso alla finestrina… Damiana ha in braccio il figlio, mentre Umbro è accanto a Lena sdraiata sul letto. Damiana stringe ancora tra le braccia il bambino. Umbro è chino sulla sorella che giace immobile… Il medico scuote il capo tristemente! Vignetta senza immagini. La commozione di quei poveri artisti girovaghi è sincera e sentita perché Lena, buona e leale, è amata da tutti. Su molti visi dipinti con la maschera di un amaro sorriso, si notano lagrime di dolore. Umbro si rivolge al medico. Intanto, il medico ha terminato la sua visita. Umbro- Ebbene, dottore? Si salverà? Il medico risponde a Umbro. Dottore- Ha la colonna vertebrale spezzata… vivrà soltanto pochi minuti… Umbro- No! Non è possibile! Umbro si volta disperato. Dottore- Purtroppo non c’è niente da fare: cercate di rendere meno disperati i suoi ultimi momenti! Umbro- Lena! Povera sorella mia! Umbro si avvicina alla sorella morente. Umbro- Il dottore ha detto… che guarirai Lena D'Aral- Non mentire… Umbro! Lo so… che devo morire!... Liala – Piccole mani colme d’addio Protagonisti: Marco Res nella parte di Giorgio – Magda Gonnella nella parte di Lena – Olga Morando nella parte di Damiana – Mario Padovan nella parte di Umbro – Fotografia di Piero Petricciuole – Regia di Luciano Pedrocchi – È una Produzione Bolero film. Damiana e il piccolo Damiano si avvicinano a Lena morente. Damiana Lys- No, Lena, lei deve vivere. Il bambino è suo. Io devo rinunciare! È giusto che questa creatura rimanga con la donna che l’ha messo al mondo. La vita tornerà a sorriderle, con il suo bambino. Lena D'Aral- Troppo tardi. Giorgio è solo fuori dal carrozzone. Udito il responso del medico, gli artisti del circo si sono allontanati col cuore stretto dalla pena. Giorgio è rimasto solo… Giorgio- Il bimbo non è figlio di Damiana, dunque! Dio mio! Che irreparabile errore stavo commettendo! Lena risponde a Damiana. Damiana Lys- Non dovevo portarle via il bimbo… Mi sento colpevole! Lena D'Aral- No… lei non ha altra… colpa… che quella… di aver voluto… una creatura… da amare… Damiana tiene la mano di Lena. Lena D'Aral- Mi dia… la sua mano… Noi siamo sorelle, vero? Damiana Lys- Sì, Lena… che Iddio la benedica! Umbro- Pietà, Signore, pietà! Damiana lascia che Damiano si avvicini. Lena D'Aral- Dov’è il mio bambino? Dov’è? Voglio… vederlo ancora… Damiana Lys- È qui… vicino a lei… Tutti si fanno attorno a Lena. Una luce sovraumana d’amore e di sacrificio brilla negli occhi della poveretta. Lena D'Aral- Quello che… ti ho detto prima… non è vero… Io non sono la tua mamma… la tua mamma è… tu le vorrai sempre bene… vero? DamianoSì... Damiana Lys- Lei è una santa, Lena! Vignetta senza immagini. Al pensiero che il suo bimbo vivrà con Damiana che l’adora, la serenità ritorna nel bel viso di Lena. Il futuro della sua creatura le appare lieto e gioioso. La rinuncia suprema e la fine imminente non le sembrano più tanto paurose e atroci. Damiano si avvicina a Lena. Lena D'Aral- Ti chiedo un… piacere, piccolo… Abbracciami… chiamami “mamma”… una volta sola… così… per gioco… Damiano- Mamma! Damiana abbraccia il figlio, mentre Umbro si avvicina alla sorella esanime. Col suono melodioso e dolcissimo di quella parola nelle orecchie Lena trae l’ultimo respiro… Umbro- Lena! Lena mia! Che tragico destino è stato il nostro! Giorgio è rimasto fuori dal carrozzone. Giorgio- Quanto dolore, quante lacrime! E io non sapevo… non sapevo e quasi l’ira stava per accecarmi! Giorgio si allontana dal circo. In silenzio, senza rivelare ad alcuno la sua presenza, Giorgio si allontana dal circo… Ora egli comprende quanto puro e immacolato sia stato l’amore di Damiana verso di Lui. Giorgio- Dovrei chiederle perdono dei miei sospetti. Ma forse è meglio che ella non sappia mai che ho conosciuto il suo segreto. Vignetta senza immagini. All’interno del carrozzone Damiana e Umbro vegliano accanto a Lena. Il bimbo, stanco, si è addormentato tra le braccia di quella che, per sempre, sarà la sua mamma. Umbro resta con Damiana. Damiana Lys- Povero innocente! Non ha capito quale tragedia ha sfiorato la sua vita. Umbro- Non mi rimane più nessuno da amare! Perché invece non sono morto io, quattro anni fa? Tutto questo non sarebbe successo! Umbro siede accanto a Damiana. Damiana Lys- Non pensi di essere rimasto solo. Ha perduto Lena e nessuno può restituirle l’affetto di sua sorella: ma ha trovato degli amici. Noi saremo amici, vero Umbro? Quando avrà bisogno di affetto, di conforto, d’aiuto si ricordi che siamo qui noi, il bimbo e io… se lo ricordi anche quando vorrà parlare di Lena… Umbro- Grazie… grazie… Vignetta senza immagini. È già notte inoltrata quando Giorgio, dal suo studio, sente aprirsi la porta di casa… Damiana torna a casa, dove trova Giorgio. Egli ha atteso con ansia quel momento: Damiana è tornata a casa, stringendo al seno il bimbo addormentato… Damiana va verso le scale con il figlio in braccio. … e sale le scale verso la cameretta piena di balocchi. Lassù Damiano riposerà, fino al nuovo levare del sole, e crederà di aver fatto uno strano, angoscioso sogno. Damiana mette a letto il figlio. La mamma depone il bimbo nel lettino, rimboccandogli le coperte. Il piccolo ha un istintivo sospiro di sollievo. Damiana Lys- Sei tornato a casa, bambino mio! Giorgio si ferma sulla soglia. Osservando quel quadro, che sembra un’esaltazione della maternità, Giorgio sente una lacrima bagnargli il ciglio. Giorgio- Questa è la mia famiglia. Giorgio entra nella stanza. Il suo affetto per il bimbo non è mutato anzi, forse, si è ingigantito. Anche se non è nato da Damiana non è quella creatura il frutto del loro amore? Hanno desiderato un bimbo più di qualsiasi altra gioia e la Provvidenza li ha esauditi nel solo modo possibile. Giorgio- Damiana… Giorgio entra nella stanza. La donna leva i suoi occhi pieni di luce. Damiana Lys- Amore, sei ancora alzato? Giorgio- Ti aspettavo. Giorgio accarezza il volto della moglie. Damiana Lys- Ho fatto tardi. Giorgio- Sei stanca. Vieni, tesoro, andiamo a riposare. Giorgio prende la mano della moglie. Damiana Lys- Ora ricordo che dovevi parlarmi. Che cosa c’è, Giorgio? Giorgio- Volevo proporti di fare un viaggio, tu, il bimbo e io. Andremo in giro, in vacanza. Vuoi? Giorgio abbraccia la moglie. Damiana Lys- Sì, caro. Ma non sarai più triste, vero? Non mi chiederai più se ho amato solo te… Giorgio- Sono stato uno sciocco, perdonami Ma quando si ama non ci si stanca mai di sentirsi ripetere parole d’amore. Damiana guarda negli occhi Giorgio. Damiana Lys- Ti amo così, come sei. E non dimenticarti di esser geloso, di tanto in tanto. A una donna fa piacere un po’ di gelosia. Giorgio- Non potrò mai essere geloso davvero… So che mi ami… so che sei un angelo! Vignetta senza immagini. Stringendo la sua donna tra le braccia, egli sente che la sua decisione è presa. Tacerà, accetterà l’inganno, amerà il bimbo come se fosse nato da Damiana e da lui, come se quel segreto sublime non gli fosse stato mai rivelato. Giorgio stringe a sé Damiana. Giorgio- Sarai sempre vicina a me… amore mio Damiano dorme nel suo letto. Il bimbo riposa e sogna, ignaro. Non conoscerà mai la sua storia, ma crescerà tra l’amore più caldo e sincero… Vignetta senza immagini. Giorgio promette, nel segreto del suo cuore, alla creatura che dorme e alla povera Lena che giace immobile nel lettino di un carrozzone del circo Makros, di continuare la pietosa menzogna: solo così sarà la pace dei morti e la gioia dei vivi! FINE