Giacomo Puccini

Epistolario


Volume I 3 ALBINA MAGI – LUCCA Milano, 28-30 novembre 1880 Carissima Mamma Per ora non ho ancora saputo niente della mia ammissione al Conservatorio perché sabato si adunò il consiglio per deliberare circa agli esaminati, cioè per vedere quali possono ammettere perché i posti son molto pochi. Io ho moltissime speranze di essere ammesso perché ho riportato più punti e spero che sull'età ci passeranno sopra. Dica al Carignani che l'esame mio fu una sciocchezza perché mi fecero accompagnare un basso scritto di una riga, senza numeri e facilissimo, e poi mi fecero svolgere una melodia in re maggiore che quella mi riuscì poco felice; basta è andato anche troppo bene la melodia era questa Partitura Mi ero dimenticato di dirle che le scuole che si dovevano aprire il 16, si aprono invece più qua perché il consiglio non ha ancora prese determinazioni intorno alla ammissione degli alunni. Vado spesso da Catalani che è gentilissimo. La sera quando ho quattrini vado al caffè ma passano moltissime sere che non ci vado perché un ponce costa 40 centesimi che è il minimo prezzo che si faccia! Però vado a letto sempre presto perché mi secco sempre a girare su e giù per la galleria. Adelchi lo vedo tutti i giorni all'ufficio. Ma la sera non so dove vada perché quando lo trovo, lo vedo al Caffè Biffi verso le undici ed io non ho quasi mai voglia di aspettare e me ne vado a letto. Ho una camerina bellina, tutta ripulita. Mi ci hanno messo un bel banco di noce a lustro che è una magnificenza insomma ci sto volentieri bene inteso rinchiuso in camera perché se esco vedo delle grigne molto antipatiche. Dica a Michele che la fame non la pato no, mangio maletto, ma mi empio di minestroni, brodo lungo e seguitate ma la pancia è soddisfatta assai speriamo che mi cambierò per il mangiare beneinteso! Roba per Michele non ne ho e spero poco d'averne perché Adelchi mi pare che sia molto in tralice. Porta sempre quel tait di quando venne a Lucca. Il vestiario me lo ha fatto il sarto ma nel tait vi sono dei difetti cheppero mi ce li leverà perché glie lo già rimandato. Domenica avrò il Paltò. Domenica ritornai a pranzo da Teresina anzi avanti si andò a fare una bella passeggiata io e Teresina si partì alle 12 e ritornammo alle 5 per la pappatoria. Saluti Testicchiaro buo bute e da parte mia gli dica: Morte ai Poeti! Sentisse che baccalà sono a Milano ci è la mamma di Teresina che è Garibaldina spaccata e ridono quando è nato un bimbo e lo portano a battezzare! Si sta bene... assieme Saluti Ramelde Otilia Carola Massimo MENNO Cerù Tomina Michele Nitteti: dica al Carignani che mi scriva subito se no lo tronco. Anche a Pieri che mi scriva, aspetto notizie a sensation da quei carissimi capi ameni. Oggi è una giornata pessima tempo nojosissimo. Freddo per ora non se ne sente quasi nulla. Sono stato a sentire la Stella del Nord colla Donadio ed il Fradiavolo di Auber col celebre tenore Naudin Però ho speso poco: alla Stella ho speso un franco in galleria ed al Fradiavolo niente perché mi ha dato un biglietto il Francesconi quello che era impresario a Lucca Saluti tutti un bacio a Carlino Del Carlo addio mamma Giacomo suo 4 ALBINA MAGI – LUCCA Milano, 1-4 dicembre 1880 Avrei bisogno d'una cosa, ma ho paura a dirgliela, perché capisco anch'io Lei non può spendere. Ma stia a sentire, è roba da poco. Siccome ho una gran voglia di fagioli (anzi, un giorno me li fecero ma non li potei mangiare a cagione dell'olio che qui è di sezamo o di lino!), dunque, dicevo... avrei bisogno di un po' d'olio, ma di quello nuovo. La pregherei di mandarmene un popoino. Basta poco, l'ho promesso di farlo assaggiare anche a quelli di casa. Dunque se le mie geremiadi frutteranno, mi farà la gentilezza (come l'ungo, già si parla d'olio!) di mandarmene una cassettina, che costa quattro lire da Eugenio Ottolini, il quale l'ha mandata anche al tenore Papeschi. Qui fanno opere a tutto andare, ma io nulla... Mi mangio le mani dalla bile!... 5 RAMELDE PUCCINI – LUCCA Milano, 8 dicembre 1880 Alla Gentilissima Signorina Ramelde Puccini Piazza S. Lorenzo in poggio (numero 690 2° piano) Lucca (Toscana) Caro S. Tomaso — Ho ricevuto la tua lettera che ne ho fatto caso tanto giacché (toni) era già un pezzetto che non sapevo nuove di voialtri. Carlo è direttore della compagnia di assicurazioni contro l'incendio L'aquila, e se la passa molto bene. Per me fa anche troppo, mi dà 50 o 60 cen:[tesimi] il giorno di suo e mi ha detto che se gli vanno bene gli affari farà di più. L'abbuono alla scala è 130 lire per il carnevale e quaresima, che roba!! l'altra volta sbagliai a scrivervi 160 per 9 mesi: per volere una sedia chiusa ci vuole 200 lire oltre l'ingresso che fanno: 330 che razza di roba!! maladetta la miseria. Anche voialtri non canzonate poveracci. Dalla Lucca non ci è da sperare nulla in quanto al teatro perché ci ha le grinfie Ricordi e Lei è in tizza con lui. Che freddo cane. Quassù per donna usano certe cappe lunghe attillate alla vita, scure color avana col cappuccio foderato di raso più chiaro. Bocconi ce le ha e le vende 35. 40. e 50 Lire. Cappelli di pelo con grandi granfie di bestia colle unghie dorate che stanno benissimo. Poi vestiti semplici di lana a Rigoni sottana a pieghe e per guarnizione vendono certi fazzoletti grandi col bordo rigato di raso di lana che si mettono sotto i fianchi a capriccio, e costano 3 o 4 lire l'uno. Carlo ha ricevuto i denari e mi ha detto che risponderà. Jeri sono stato a sentire la Carmen bellissima opera. Che piena!! - Stasera vado a mangiare i fagiuoli dal Marchi insieme col Santori che è qua soldato. Ho cambiato il vitto e sto molto meglio, per esempio stasera che sono invitato a pranzo risparmio 1,50. Quest'è una bella cosa che dove ero prima non c'era. Ha detto Carlo che forse per l'esposizione farà venire Nitteti, ma non vi ci raffidate, perché è molto spaccone. Che bombe mi racconta tu sentissi. Vi raccomando le spiegazioni di Tomina. L'olio l'ho regalato un po' a Carlo che ne ha fatto caso anzi uno di questi giorni si mangeranno i fagiuoli a casa sua. Mi raccomando le scarpe. Domani andrò di nuovo dalla Sig Lucca perché è giovedì e riceve. Saluta Carignani e lui mi saluti Pieri Giusti ecc e tutti gli amici addio dai un bacio alla mamma e Tomina Merolle Michele Otilia Iginia Assunta Carola. Saluta il sor [*] Addio addio [**] Ho scritto una cartolina perché costa meno, rispondimi presto e fammi ridere perché mi secco. Addio addio G.P. 7 DOMENICO AGOSTNO CERÙ — LUCCA Milano, 27 dicembre 1880 Carissimo Sig Domenico da circa due mesi che sono quà a Milano più volte aveva proposto di scriverle ma ora per lo studio che mi tiene assai occupato ora per le continue distrazioni nelle ore di libertà prodotte dal trovarmi in una grande città come questa ove con tante cose belle che tutte in una volta si vorrebbero vedere, il tempo vola e pare di averne mai assai, mi sono ridotto sin oggi - Ma ora avvicinandosi la fine dell'anno non posso più oltre ritardare spronato ancora dal desiderio vivissimo di farle i miei più sinceri e più affettuosi auguri di buona fine e buon principio d'anno accompagnati dai più fervidi voti affinché ella possa guarire al più presto e perfettamente che ne sarebbe ora, essendo già lungo tempo che è tormentato dal male. Dalle mie sorelle ho sempre avuto sue nuove che le assicuro m'interessano moltissimo, e se i miei più fervidi voti saranno ascoltati, come lo spero, ne riceverò presto di consolanti. Si faccia adunque coraggio, e si armi di pazienza si ricordi qualche volta di me, e faccia di guarire presto. La prego partecipare al Dottore tanti e tanti auguri e i sentimenti della mia gratitudine la più sincera per quello che ha fatto per me dicendole che quanto prima scriverò anche a Lui. Salute, felicità, e auguri pel nuovo anno ed una stretta di mano del suo affmo Giacomo Puccini 9 RAMELDE PUCCINI — LUCCA Milano, 3 febbraio 1881 Cara Ramelde Son qui nello studio di Carlo per aspettare che venga perché stamattina sono in gravi faccende Figurati che sgombero se vado a stare in Via Zecca Vecchia n. 10. La dove sono stato fino ad ora non faceva al caso mio perché ci stavo male: stanza fredda e pagavo 25 lire che erano troppo per quella camera che era: non mi facevano nulla non mi pulivano ne gli abiti ne le scarpe figurati per me sono tanto sciattone. Volevo sapere se la a casa ci ho il Gilè del Frak se c'è mandatemelo. Prendo anche lezione d'organo. Qui grandi preparativi per l'esposizione tornei passeggiate storiche corse grandi spettacoli teatrali. Ora alla Scala abbiamo l'Ernani con il grandiosissimo ballo Excelsior. Fra poco va in scena la Mignon al Manzoni e il Der Freisciuz di Veber alla Scala poi il Simon Boccanegra di Verdi rifatto. Addio sorellaccia mia saluta tutti e scrivi presto e a lungo. Da un bacione alla mamma e a tutti di casa Addio credimi tuo affemo fratello Giacomo Puccini siamo al tocco di oggi e non si sono ancora veduti quei denari: fate presto perché con questo trasloco ne ho urgentissimo bisogno. Addio scrivimi presto assai 10 ALBINA MAGI — LUCCA Milano, 9-11 marzo 1881 Cara Mamma ho ricevuto gli sghei le brae e le ciocie. Le ciocie mi stanno bene, così le brae. Oggi fa un caldo da cani ed io mi sono alleggerito. Presto mi levo anche il paltò ed è quando avrò una catana possibile. Venerdì 11 marzo, ore 2 e un quarto. Son qui a lezione di drammatica che mi secco di molto... Oggi fa caldo. Stasera ci ho da studiare per domani che ho la lezione di Bazzini e devo fare un quartetto a archi. Presto manderò i camicini per allargarli. Saluti tutti specialmente Carignani. Mi farà il piacere di far sapere al Giusti che io ho pensato a quell'affare e la roba è consegnata. Stasera va in scena la Mignon e domani andrà il Simon Boccanegra di Verdi (rifatto). Le sedie chiuse costan 50 lire e son date via tutte!.. Ho penuria di bigei (pensate a me se potete). Addio, un bacio a tutti. Quando potrò manderò quelle poesie per Borrini. Potessi venir per Pasqua. Guardate se si può rimediare! Addio, cara Mamma, saluti Assunta, Michele, Dide, Merolle, Ramelde, Massimo, Carlino, la signora Linda, Marianna, Franceschini ecc. ecc. 11 RAMELDE PUCCINI – LUCCA Milano, 24 marzo 1881 Carissima Ramelde Ho ricevuto la tua cara letterina ieri poco dopo che avevo spedito la cassetta. Premurosamente ti rispondo perché mi fa moltissimo piacere intrattenermi teco, carissima sorellina colla tigna; Ieri ho veduto Fabio Sinibaldi che era qua di passaggio col Barone RuggeroIn quanto al cappello se potrò te lo manderò, ho tirato la botta anche a Carlo e ha detto che ci penserà, ma ci credo poco perché è troppo indafarito e se lo dimentica certamente. Ho veduto dei fondini in qualche vetrina, che sono magnifici, tutti di paglia Gialla e Rossa, ma costano £ 10 e 20 [******] Appena son fatti i Ii camicini vi prego a inviarmeli subito perché ne ho bisogno. Bisogna far allargare il collo della camicia e rifare i polzini perché sono stretti molto. I polzini li vorrei molto bassi e pari senza tondo e larghi. Non so di che ritratto tu parli forse sarà stato qualche scarabocchio che avrò fatto mentre pensavo che cosa scrivere. Non mi sono mai sognato di portare la barba, dove vuoi che l'abbia trovata che se ti ricordi, a Lucca non ne avevo nulla? – e la chioma è sempre la solita insomma sono il solito viso di cane ----- Avevo già fatto la Bocca di venire a Pasqua ma.... Basta ci vuol pazienza. Aspetterò. Mi dici che discorso è quello di Piritino[,] stupida Non so chi sia Gian Domenico di Betta del Quilici e anche che lo sapessi è proprio una notizia che mi commuove! Proprio! Non ti dimenticare le notizie del Povero Ghigo tu sapessi quanto mi dispiace! povero ragazzo! Mi Rallegro con la siga Jole che [ha] avuto un gran bel Gusto. Bellino Gesù Cristo!!! Io ti vedrei volentieri, trojona, ma c'è sempre tempo a agosto. Per ora non ti posso dire come si usano i cappelli di paglia, perché non se ne vede essendo [che] è ritornato freddo. Restituisci i miei saluti a Giustina. SalutaBettorre. Quanto prima manderò le poesie per il Borrini per ora non [****] Allo sfacciato di Belatti che non si scordi che è poco che ha smesso di puppare, anche alle pulci gli vien la tosse! La gran novità della settimana è il Simon Boccanegra di Verdi e la Mignon e Le nozze in prigione di Usiglio (nuova). Per l'esposizione avremo un gran circo equestre tedesco con 300 cavalli! e poi il pallone frenato, (Ballon Captif) come all'esposizione di Parigi. Ecco gli spettacoli di queste sere: Scala. Simon Boccanegra e (Sieba) Ballo. Manzoni. Nozze in prigione - Dal Verme. Compagnia equestre di Giullaime. Fossati. Operette Scalvini. Carlo Porta. Anna Pedretti prosa) S. Radegonda Spiritisti e poi altri piccoli spettacoli. Non c'è male veh! addio scrivimi presto saluta tutti di casa e ringrazia Merolle della letterina. Un bacio a tutti specialmente alla Mamma addio addio Giacomo 21 ALBINA MAGI — LUCCA Milano, 2 luglio 1883 Alla Siga Albina Puccini Via di Poggio Lucca ore 8 anti: [meridiane] C.[ara] Mamma, Lunedì Quando ieri ho ricevuto la sua cartolina ne avevo già impostata una dove davo l'esito del mio esame. Ora rispondo subito alla sua. L'esito degli esami l'ho, saputo giovedì e non ho scritto per mancanza di fondi. Mi pare di averle scritto che in quanto a Ricordi avrò un suo amico influente in Musica che mi presenterà Ora è in campagna sui laghi bisognerà che aspetti e dovrò trattenermi almeno tutto il mese a Milano. Bisogna che per le buone o per le cattive salti fuori qualcosa. In quanto a scrivere ai miei professori è inutile perché hanno altro per la testa e mi dispiacerebbe a me perché conosco gl'individui specie Bazzini. A Ponchielli sarebbe uomo cortesissimo [?] ma ha altro per il capo ora Lui e poi va via da Milano. Tanti saluti al dottore scriverò poi anche a lui quando avrò qualche speranza 34 PIETRO MASCAGNI — MILANO Lucca, 23 novembre 1883 Al Sig: Mascagni Pietro mio amico R°: Conservatorio di Musica Milano 23 b. di C.lo 16 a Milano 9bre 1883 Caro Mascagni - Ti prego di rispondermi subbito subbito. Dimmi se il M° Ponchielli è a Milano e domandagli (se c'è) se mi ci ha pensato a dire al Sig. Direttore Bazzini ciò che gli scrissi circa il ritiro temporaneo della partitura del mio Capriccio sinfonico.Addio saluta gli amiciSappimi dire se il 31 dicembre è l'ultimo termine del concorso, o se è stato prorogato. AddioSaluta Pozza e Ezio se li vedi Tuo Poncino 47 MICHELE PUCCINI – LUCCA Milano, 19 aprile 1884 Mi'ele! Perché non rispondi? Pigna domanda perché non rispondi. Se tu sei contento, scrivi subito perché è affare da decidersi al momento. Io sarei del parere che tu accettassi. Le parti spero che arriveranno in tempo, se no son bell'e rovinato. Io sono al verde in un modo strano. Bisogna provvedere in qualche maniera perché è un affare serio. Saluta tutti e specialmente la Mamma. 48 OTILIA PUCCINI — LUCCA Milano, 7 maggio 1884 Cara Otilia, ho ricevuto la roba. Non capisco di Agnese. Saluta tutti di casa nostra e tua. La mamma spero che si rimetterà: dàlle nostre notizie che sono buone. Michele scriverà da sé, intanto ti saluta. Quando mandate il pacco per Michele, mettici dentro anche le lenti da teatro mie e il ritratto di Ramelde e della Mamma, miei. Addio, ti saluta il tuo aff.mo fratello Giacomo. 64 ALBINA MAGI — LUCCA Milano, 8 luglio 1884 Carissima Mamma Ha ricevuto i giornali? e il programma? Lei come starà? Spero che stia meglio e una speranza che desidero continuamente. Si faccia animo e coraggio, perché sono malattie lunghe, mi ha detto anche il sig Giulio Ricordi che aveva lui una zia la quale aveva gli stessi suoi sintomi e ora è guarita perfettamente, e quella signora lì era un ciottoro, si figuri lei che è stata sempre bene e sempre Robusta! Ricordi l'ho trovato gentilissimo con me, mi ha portato a far colazione insieme al Caffè Cova. Domani ci ritorno. Faccio ha telegrafato a Ricordi il mio successo e il Sig Giulio è molto rimasto contento. Ho veduto figurini delle Willis e son molto Eleganti son fatti da Edel. Domani l'altro andrò a Caprino da Fontana e mi ci tratterrò qualche giorno almeno che dio faccia che lei si senta un po' meglio, così, creda sarei più in quiete e potrei far questa gita con animo migliore. Ramelde come sta? le raccomandi che si curi. Saluti il Cerò. Quei danari poi gliel'ha dati? mi faccia rispondere in proposito se ha bisogno di sgheroi me lo faccia sapere. Carlo è in miseria estrema. Michele sta bene e la saluta. Dal Pigna ce lo lever[e]i perché è diventato insopportabile, causa il mio contratto con Ricordi e Michele si trova poco bene. Qui fa un caldo soffocante La Lucca è in Svizzera. Ho cominciato a scrivere per la romanza della donna. Milano è deserta assolutamente, ma la salute è buonissima. Dappertutto gran puzzo di acido fenico e cloruro. Eugenio Vellutini fece un telegramma dopo la esecuzione e lo fece anche a Juon. La Regina è venuta a tutti i concerti ma al mio non v'era causa il cattivo tempo. Mi è dispiaciuto moltissimo e anche Ricordi avrebbe avuto piacere che ci fosse. 100000 baci per lei e saluti a tutti di casa e fuori. Spero di poter venire presto a Lucca mi pare un'anno che non la vedo cara mamma. Coraggio e vedrà che si sormonterà tutto Ha ricevuto l'immagine di Don Bosco?! Saluti e si prenda tanti baci dal suo aff Giacomo 105 RAFFAELLO FRANCESCHINI – LUCCA Milano, 9 marzo 1887 Caro Raffaello, in fretta due righe. Vani timori i tuoi. Cosa devo farci? Io verrò a Pisa e se le cose non andranno come si deve, facendo sempre astrazione che siamo in provincia, protesterò come di dovere e mi farò sentire, poiché ho carta bianca dall'Editore. Ricevuta anche tua lettera prima dell'ultima. Per ora assolutamente non posso e credo ci vorrà poco a capirmi. Posso rubare e allora troverei i soldi. Dì a Ramelde che non mi sono dimenticato di lei, tutt'altro. Saluta tutti e tutte le sorelle e Cerù a cui scusami se non ho più scritto. Lavoro come un cane dieci ore tra giorno e notte in parola d'onore. Son dietro a ultimare il quart'atto e sistemare il resto. Saluta Bizet. Saluta i tuoi, mille baci per me a Ramelde anche da parte di Mi'ele che sta bene. Saluti a Tomina, Otilia, Nitteti e rispettivi cognati, compreso quello della mea che sei tu! Addio, Chianti mio. Ricordatevi di me e scusa se non ho sghei ma li avrò perdio e spero presto. Ciao, tutto tuo G. Puccini Ti accludo la polizza del fucile di Giuliano. Io me la potrei dimenticare alla scadenza. Tienla tu e spero presto poterla riscuotere. Anche questa ci voleva Coraggio e avanti. Ciao e a presto. 160 TOMAIDE PUCCINI – LUCCA Vacallo, 12 ottobre 1890 Sig Tomaide Gherardi Via Guinigi Casa Trebiliani Lucca Cara Dide Ricevuta lettera = grazie Monte = darò Gigi – Appena vedo Ricordi occuperommi di tutto – Porci Lucchesi! con Ricordi per tua regola son meglio di prima!! - Lavoro molto = sto bene: starò ancora molto in campagna perché ci lavoro meglio = È qui con me oggi Napoleone Pieri di Lucca e si scuccumeggia un po'– Verrò a Lucca al ritorno di Madrid = Saluta Enrico e digli che [*] per rappresentanza addio tuo GPuccini 161 MICHELE PUCCINI – JUJUY Vacallo, 8 novembre 1890 Caro Miele >Stamattina alle 8 ho ricevuto la tua lettera con fotografie tue, con quella della donna di costì come mi dici = rispondo subito = come vedi sono sempre in campagna, andrò a Milano verso il 20 cor Sono sempre in via Solferino 27 volevo cambiare ma ho cambiato idea = verso la ½ di dicembre andrò a Madrid per mare toccando Barcellona per mettere in scena l'Edgar al Reale — lavoro sempre intorno a Manon = che devo finire per l'anno venturo — Carignani è a Genova a dirigere al Paganini — Mascagni è salito alla gloria la più sgonfiata si è fatta la Cavalleria Rusticana prima a Roma poi Livorno Firenze Bologna Torino adesso si farà alla Scala dove quest'anno impera Sonzogno si darà il Cid la Cavalleria, la Lionella di Samara e un'opera nuova di Gomes = del quale l'altro giorno al Dal Verme sentii la Fosca orribile opera senza l'ombra di modernità e senza quella vena melodica italiana all'antica, niente — — preferisco la Jone figurati! almeno nel suo trivialismo è più sincera. Ritornando a Mascagni, il Corriere e la Lombardia che sentirono l'opera a Bologna e a Torino ne dissero ira di dio = il Corriere dice che è una fila di canzonette alla Tosti etc e la Lombardia l'analizza nota per nota distruggendo tutto = Intanto il Secolo strombazza ai 4 Venti il nuovo Genio etc la Musica Italiana risorta lo chiama il Bizet d'Italia = Ame piace poco la musica niente originalità e ha rubato tutto, effetti vecchi — l'unico pregio è il dramma bellissimo di Verga ridotto a melodramma benissimo e la gran rapidità e facilità di melodie — scorrevoli orecchiabili, con violinate, insomma tutti i pistolotti finora in uso — Ramelde si lamenta che non hai più scritto. Scrivigli. Così io pensavo già male di te credevo che tu avessi messo in opera il vecchio proverbio «lontano dagli occhi etc» = Appena andrò definitivamente a Milano farò spedizione di Edgar e Villi = In quanto alla Gazzetta Musicale scrissi due mesi fa a Tomina incaricandola di spedirti, dopo averla letta, la Gazzetta = si vede che non l'ha fatto = ti abbonerò allora ma i premi? farò in modo di abbuonarti senza premi = e tidirò l'importo che tu spedirai alla casa direttamente — Va bene? Dei Fontana non so più nulla - Vivo alla selvaggia affatto non ho giornali, anzi non ne voglio, per star tranquillo e lavorare = Vado a Caccia ho ammazzato la beccaccia jeri l'altro - Ieri andai a Caslino (vicino a Saronno) con Davidino fratello di Stefanino Ferrario con Giovannella quello monco, e il Roberto, trovammo altri cacciatori — e 18 battini (Uomini) contadini incaricati di scacciare e battere i bosci per far fuggire la selvaggina i cacciatori si mettono agli sbocchi e all'estremità dei boschi aspettando... il più delle volte niente si ammazzò pero 3 lepri una volpe una pernice. Io tirai e ferii la volpe e ammazzai 4 merli — arrivai jeri sera morto stracco — avevo fatto circa 60 chilometri! — Il Tonio non vuol più la cioccolata vuole un cavallo! - è qui presente rosso nel canto del fuoco che incomincia a chiudere gl'occhi dal sonno — Beo dorme — Elvira fa la calza — ho il piano in cucina perché in camera fa freddo — Il ciocco brucia nel camino patriarcale — però È bel tempo - Ramelde ha partorito un'altra pisciona Andrò a Lucca al Ritorno dalla Spagna. Quando sarò a Milano farò il ritratto al Tonio e te lo manderòDel Tabarracci hai notizie? morì Zizzania = in settembre andai a Quinto a Mare (Genova) — a trovare Mancinelli per combinare per Madrid a Genova trovai Carlo il solito tipo, arrabbiato con te perché eri partito senza avvisarlo! = dice che gli avevi detto che saresti partito con lui e invece non gli dicesti nulla: aveva fatto tutti i preparativi — dice lui = - Mi dici baroccio come ne sorti, o professore del cazzo, a produrti come pianista? si vede che sei fra i selvaggi ai quali una scureggia pare una sinfonia di Beethoven!! Dice Elvira che i francobolli li hai fatti attaccare perché la carta non era bruciata — (vedi scorbuto O la rivoluzione!? non mi dici nulla? anche qui nel canton Ticino c'è stato presso a poco come a Buenos Ayres — hanno rovesciato il governo — ma senza colpo ferire - Metti da parte pensa alla nostra casa di Lucca: io smiserio alla solita = languo — Speriamo in Manon!! — Ti accludo una penna di beccaccia = ah! potessi esser io, colei, e passare il bozzo! — Scappare da questo paese di miseria!! — Ho qui due copie del Sigfrid di Wagner = se mi conviene lo spedisco (domanderò alla posta il prezzo) se no lo spedirò da Milano insieme al resto — Maria Domenica di Assunta cascò dal famoso ceragio e si troncò il collo — Buzzi Peccia ha preso moglie = Bermani lo stesso = Ci stai volentieri dove sei? cerca di restar libero non pigliar moglie = tromba, impestati, piglialo anche nel medesimo ma resta libero = Elvira ti saluta è sempre un po' cerotto, ma è tanto buona; con un orso nervoso come me adesso ci vuol una pazienza da santi a starci insieme = Beo cresce — e Tonio pare figliuol di Pezzetti - Addio caro Mugellini lavora per accumulare e andare nel Culo al mondo — barbe! tanti baci dal tuo aff fratello GPuccini Ti accludo il ritratto del Beo 254 LUIGI ILLICA – MILANO Milano, prima decade di aprile 1892 Carissimo, mi urge un accomodo nel trio finale 3°- deGrieux (assieme) Questi tesor (2) Ora abbandona Io vò salvar (2) la tua persona Come portar Solo il tuo cor! Bellissimi, ma siccome ho un tema ritmico che non posso cambiare perché efficace, gli sdruccioli (2) non mi vanno affatto - bisognerebbe presso a poco far così: = Questi tesòr tu dèi lasciar mio immenso amor Ti vò salvar con me portar solo il tuo cor! non legano adesso (\) accenti sulla 2a da conservare Non allungare né diminuire Debbono esser 6 versi Tronchi - Quest'imperativo eh! Scusami son le 2 di notte e nel mezzo del lavoro e lo sdrucciolo mi ha rotto i coglioni una serata cercando di rifilarlo non ci son riuscito e mi ci urgono proprio così come ti ho detto - che sien efficaci come i primi con sdruccioli perché è forse sola scoperta affascinante appassionata - Grazie dei sottolettanti guanti: però sotto il letto sarebbero stati più in carattere [**] di fabbrica Parigina addio Saluti alla Siga e a te da GPuccini 334 ALFREDO CASELLI – LUCCA Torre del Lago, 15 luglio 1893 Sig A. Caselli Via Fillungo Lucca Caro Caselli Parlai con De Marchi ma son dolori: lui crede di far un piacere a cantare per sole 1500 lire per sera!!!!! La grazia! Telegrafai a Bolcioni perché (caso mai) sospendere scrittura tenore, , ma giunsi tardi: era già scritturato il Giannini-Grifoni Io son quà tranquillo bene per il miccio, ora ci vuole l'attacchino per 3 persone magari un sedilino per il Tonio dietro, ma se non c'è fa nulla. vieni a trovarmi? parleremo – tutti stiamo bene – saluta gli amici – La donna sarà la Mendioroz CioniGiannini Grifoni Daddi (Tenorino) Pomè Alessandro) La compagnia è buonissima – speriamo bene – Io sto qui sino ai primi di Agosto – fatti vedereIl Tonio è qui – piove – dio gobbo! – Saluta Landi e Paladini – Lippi e Carluccio - Rebecchino – Sandro Pucci Luvisini, Cenami, Pericle etc etc - Stammi bene tuo aff GPuccini 342 LUIGI ILLICA - MILANO Torre del Lago, 4 agosto 1893 Caro Immediate, stazionario abitante di quella cloaca di afa Giacosa vagante speriamo ritorni a noi – Io sono alle prese con i – nostri tipi – lavoro – e mi svago – Uccido pennuti su vasta scala – in attesa di recarmi a Brescia dove la Zilli farà stupire per Verve, e novella Judic solleverà gli animi, uccidendoci Manon prima del tempo! – E Carignani? salutalo e che il Figurinajo lo alletti – e leggalo con occhi di padre Pomè mi ha scritto che tu forse verrai a Lucca – In casa Mia, qui, esistono letti soffici, polli, Oche, Anitre, agnelli, pulci, tavoli, sedie, fucili, Quadri, statue, scarpe velocipedi, cembali, Macchine da Cucire, Orologi, una pianta di Parigi, olio buono, pesci, vino di tre qualità acqua non se ne beve, sigari, amache, Zanzare, Moglie, figli, cani, gatti – Rhum, caffè, Minestra di varie forme, una scatola di sardine andate a male, Pesche, fichi, due latrine, un Eucaliptus, pozzo in casa, una scocca – tutto a vostra disposizione (eccetto la Moglie) Beppina sarà la regina e tu il rege – vieni – e poi ne parleremo a Milano dove verrò presto per andare dalla Zilli – e allora ti farò decidere facendoti un'efficace descrizione del mio ostello Mi raccomando rapidità e facilitazione scenica – Alleggerimento abbinamenti e turnamenti scene Salutoti tanto e Elvira si unisce a me così la siga Beppina si abbia una buona dose di affettuosi palpiti dei nostri cuor! - addio tuo GPuccini 396 LUIGI ILLICA - MILANO Milano, 29 gennaio 1894 Son arrivato stamani ma troppo stanco per uscire e venire a Casa Ricordi come ti scrissi Vi sarò domani – Martedì - Ti vedrei volentieri tanti saluti tuo GPuccini 397 RAMELDE PUCCINI – LUCCA Milano, 1 febbraio 1894 Cara Ramaiolo ho scritto per i mandarini. Sto bene e son bene arrivato. In settimana entrante, se non succedono complicazioni, vado in scena alla Scala. Saluta Vino, anzi digli che ha fatto una gran minchioneria a spedirmi l'omonimo a gran velocità. Mi costa più il porto che la merce. Ciao, tuo aff. Giacomo. 398 LUIGI ILLICA Milano, 1 febbraio 1894 Giovedì Caro Illica - T'ho spedito libretto ManonCi ho ripensato e sempre più persisto nell'idea di incastrarci l'atto 2° nuovo – dovrebbe esser un quadro tutto amore, primavera, gioventù — La scena in un orto-giardino, tutto pieno di piccoli alberi in fiore (frutti) sino quasi alla ribalta — col suolo di pelouse verde (erba) con vialini e qualche sedile Scena lunga perché gli alberi fioriti dovrebbero perdersi all'infinito = una visione dunque di freschezza, di fioritura eccessiva — Manon e Degrieux — felici amanti — prodigantisi continue carezze = giocando come due ragazzi innamorati — Lescaut è il loro deus ex machina, etc. etc — Ma il finale è il difficile! bisogna assolutamente evitare Massenet — ti voglio! - ci occorre la trovata Illichiana — non rapimento perché c'è quasi al I° atto...... non so proprio cosa si potrebbe trovare... So che ci vuole una Trovata — una fine d'atto efficace, convincente e sopratutto originalmente scenica perché sarebbe inutile aggiungere un atto se quest'atto non è di grande vantaggio e di efficacia - Per il 4° è facile il taglio: accetterei anche qualche cambiamento verso la fine... un po' più di diagnosi delle anime.... - Per il 2° vecchio, lo sfrondamento non è difficile specie al principio: nel duo Manon e Lescaut — dunque caro Illica pensaci e trova ma presto prima che io possa mettermi al lavoro grande di opera nuova - Io verrei da te ma ora non mi è possibile perché devo essere sempre alla Scala se tu facessi una scappata qui si parlerebbe di questa cosa e chi sa che non si trovi ciò che cerco?! Ti saluto aff tuo GPuccini 430 ALFREDO CASELLI — LUCCA Londra, 18 maggio 1894 Signor Alfredo Caselli Via Fillungo (Italia) Lucca Toscana Caro biondino - Sarò Lucca (ovvero Tordellago) Venerdì Mattina (non oggi) Spero che verrai a ricevermi alla stazione di Viareggio alla mattina alle 2.30 circaCon bande fuochi artificiosi femmine calde, occhi brucianti un po' di pelo nero farebbe bene ne pato di voglia. Non posso partire prima come vorrei perché sua Eccellenza il Conte Tornielli Ambasciatore d'Italia un solenne pranzo per la mia bella persona il giorno fausto di domenica prossima alle 8 di sera (a quell'ora pensa a me e compiangimi) Io partirò lunedì Mattina alle 8 per Parigi dove Raffaelli mi attende per venire avec moi à Lucques (je me suis trompé) a Tour du Lac. Ho visto cose da pazzi e straordinarie – a voice les particulieres – Jes – con Pàtate. Questo è il prèmier pais du monde, ce lo dico io Egreggio signor Caseli – sono cretino – inter nos - Ho due palline raccattate ma frementi di tornare all'ovile natio – Ho ricevuto molti onori e ho speso molti dineros – A Torre farò l'esposizione dei regali e degli Acquisti Londinesi – col ricavo netto farò venire il mare alla porta di casa – Ho una camera e salotto che ha influito molto al disseccamento delle mie sterline – 30 scellini al jour! ma però Rotschil (mio socio) mi ha detto che colle ferrovie di Pensilvania potrò rifarmi in parte. (Sempre più cretino) (inter nos) – Vado a Cavallo splendidamente e ho imparato l'inglese a menadito - Anzi credo che publicherò un volume sulla nebbia dedicato al Prince of Wales mio compagno di sbornie con Whisky and SodaCaco 3 volte il giorno fumando un sigaro da 5 scellini – Insomma sono sempre più abitante di quell'isoletta greca vestita da soldato colla quale si fanno le pentore e i salvadenari – All Right con amistà saluta Landi Pericle etc tuo Sir GPuccini 456 GIULIO RICORDI – MILANO Torre del Lago, 13 luglio 1894 Carissimo Signor Giulio, Ho tardato a scriverle perché volevo riflettere seriamente alle cose che sto per dirle. Dopo ritornato dalla Sicilia e dopo le conferenze con Verga, invece di essere animato per La Lupa le confesso che mille dubbi mi hanno assalito e mi fanno decidere a temporeggiare la decisione di musicarlo sino all'andata in scena del dramma. Le ragioni sono «la dialogicità» del libretto spinta al massimo grado, i caratteri antipatici, senza una sola figura luminosa, simpatica, che campeggi. Speravo che Verga mi mettesse più in luce e considerazione il personaggio di Mara, ma è stato impossibile dato l'impianto del dramma. Anche le sue osservazioni nelle ultime lettere mi hanno dato luce per questa decisione. E con questo credo di non dispiacere a Lei! Solo è il tempo perduto che mi accuora, ma lo riprenderò buttandomi a Bohème a corpo morto. Anzi da due giorni attendo a lavorarci e con molta buona volontà. Solo le raccomando di parlare adesso seriamente all'Illica per il Quartiere Latino per il quale in gran parte siamo perfettamente d'accordo. Il 2° atto – Barriera – però mi piace poco o nulla. Tutte quelle cianfrusaglie ed episodi che non hanno niente a che fare col dramma, mi dànno noia. Bisognerebbe trovare un quadro diverso e più efficace, sia drammatico o comico. Leggendo le opere di Murger, l'Illica può trovare materiale prezioso. Io lavoro dunque e seriamente e bisogna che Illica o chi per esso mi conduca a fine e bene questo libretto. Per La Lupa è meglio attendere il giudizio che il pubblico darà sul dramma. In Sicilia non raccolsi niente di musicale, solo fotografai tipi, cascinali, tutte cose che le mostrerò a suo tempo. Intanto ho bisogno di una sua lettera che mi tranquillizzi e non condanni la mia incostanza che chiamerei veduta tarda. Ma meglio tardi che mai, accorgersene. Intanto in attesa la saluto caramente e con Lei tutta la sua famiglia... 459 CARLO CLAUSETTI – NAPOLI Torre del Lago, 18 luglio 1894 Avv: Carlo Clausetti Negozio Ricordi Galleria Umberto Napoli Carissimo Carlino Ad onta della sparata enorme e impossibile la tua mi recò grande piacere - Dunque non è più una cosa irrealizzabile aver qualcosa da d'Annunzio? - Mi spiego sull'enorme e impossibile: come si può garantire dopo 6 mesi dalla consegna manoscritto, un utile qualsiasi? e quell'utile di 40.000 lire? Sono proposte che non posso neppure riferire a Ricordi – perché troppo diverse dal solito – So da me che d'Annunzio merita delle considerazioni specialissime, ma bisogna rimaner nei limiti del reale! bisogna che tu lavori la cosa e cercare di cogliere il d'Annunzio in un momento diverso Dio voglia che tu ci riesca! È l'idea mia da anni ed anni possedere qualcosa di soavemente originale dal primo ingegno d'Italia. Tu spiegagli il mio genere. Poesia, poesia, affettuosità spasimanti, carne, dramma rovente sorprendente quasi razzo finale. T'ho rotto le bale? non la pigliare... a male vale tuo GPuccini 460 LUIGI ILLICA – MILANO Torre del Lago, 18 luglio 1894 Al Sig Luigi Illica Via Ippolito Rosellini 16 Milano Caro Illica - sto e stiamo benissimo – e lavoro – buona parte del I° atto è fatta – come va il resto? Giacosa lesse la morte? dammi notizie tue e del lavoro - Saluta la Peppina anche da parte d'Elvira e Fosca – Vieni, anzi venite a trovarci ci starete benissimo e farete un piacerone a GPuccini 461 GIULIO RICORDI – MILANO Torre del Lago, 21 luglio 1894 Gentilissimo sig Giulio Martedì Mattina alle 10 sarò nel suo studio - L'irritazione di Illica mi sorprende e la trovo strana – Quando venne qua si restò perfettamente d'accordo – e sapeva della Lupa – e deplorava non facessi la Bohème e che sarebbe sempre stato pronto a secondarmi in tutto – ora che ritorno a Lui si diverte a darsi delle arie – e se poi dice che l'ho messo da parte la colpa di chi è? bastava che il lavoro fosse quale deve essere e cioè logico, stringato, interessante e equilibrato – Ma niente per ora di tutto questo Io devo ad occhi chiusi accettare il vangelo d'Illica? Clisteri non mi se ne piantano, sono abbastanza provato per ricaderciOra Bohème la vedo ma col quartiere latino come dissi l'ultima volta che conferii con Illica = colla scena di Musette che trovai io: e la morte la voglio come l'ho ideata io e son sicuro allora di fare un lavoro originale e vitale – In quanto alla barriera son sempre del mio parere che mi piace poco – Trovo un atto dove di musicale c'è poco: solo la commedia corre ma non è assai. Avrei desiderato qualche elemento melodrammatico non bisogna dimenticare di più che della commedia ne abbiamo tanta negli altri atti – In quello lì, desideravo un canovaccio che mi facesse spaziare un po' più liricamente.... – Basta il sig Illica si calmi e si lavorerà: Ma voglio anch'io dir la mia all'occorrenza e non farmi salir sulle spalle da nessuno. Intanto la saluto carissimamente e a rivederci a Martedì tutto suo aff GPuccini 470 LUIGI ILLICA - MILANO Torre del Lago, 17 agosto 1894 Luigi Illica Bramante 39 Milano Carissimo Illica bene! son tanto contento delle notizie tue! bravo - come hai fatto presto! Dunque verrai a Lucca allora ci vedremo - Io lavoro e ho quasi finito il I° e ne sono contento assai. Non vedo l'ora di vedere e leggere il Q. L - anche per tutte le controscene unite e indipendenti dall'azione al Momus - E della Peppina? Daccene nuove. Tanti saluti da Elvira e da tutti ciao tuo sempre aff GPuccini 477 GIULIO RICORDI Torre del Lago, 7 settembre 1894 Gentilissimo Sig Giulio Avrà visto l'Illica = Adesso attendo le accorciature e la revisione di Giacosa (che ci vuole assolutamente anche per l'unità del lavoro e poi sotto forma più pensata il libretto acquista etc etc) Ora il lavoro originale c'è! e come! L'ultimo atto è bellissimo – Il quartiere anche ma difficilissimoho fatto togliere quel saltimbanco – bisognerà sfrondare dell'altro - Sarebbe bene che anche lei gli desse una letta – per purgarlo di certe bizzarrie di cui non ce n'è proprio bisogno - Per es.: Il cavallo è il re degli animali = i fiumi son vini fatti d'acqua e molte altre alle quali Illica tiene come ai propri figli (se ne avesse) – Quello che bisogna ridurre e molto... è il 2° atto barriera - tutta quella roba a principio è inutile e siamo d'accordo di ristringerla e così anche il resto e il quartetto finale Questo però è l'atto debole – questo è il mio parere – sbaglierò! meglio per me – Ma quello che mi par riuscitissimo e l'ultimo – la morte e tutto ciò che la precede commuovono veramente. Fummo felici della notizia della signora Ginetta preghiamo lei di salutarla tanto da parte di tutti noi– Così pure saluterà la signora Giuditta e siga Cricri Tito Manolo Gigino etcNon mi rispose a quanto gli scrissi circa il Caselli, si vede che ha creduto di più alle calunniose e schifose informazioni d'altri, che alle mie. Pazienza – Avanti sempre chi meno se lo merita. Mille saluti cordiali e in attesa del quartiere latino riveduto accorciato e corretto con intervento del Budda giacosiano, mi dico tutto suo affezionatissimo GPuccini 478 PRETORE DI SAN GIULIANO – SAN GIULIANO TERME Torre del Lago, 15 settembre 1894 – Pr. P. – Pretore S. Giuliano Bagni Pregola aver la gentilezza dirmi se lunedì troverassi ufficio urgendomi parlarle Ossequi Puccini 479 GIULIO RICORDI – PARIGI Torre del Lago, 25 settembre 1894 Carissimo sig Giulio Ho ricevuto il nuovo copione – ma come debbo fare a musicare certi versi e certe tiritere che andrebbero ristrette e magari rifatte perché l'idea è buona ma la forma è un pò molto tirata via? Lo disse l'Illica stesso che ci bisognava la revisione di Giacosa - Son poesie che ciò possa farsi dopo: Io ho bisogno della parola adatta ai tipi e alla situazione – facendo poi come mi si indica mi sembra che sarebbe doppia fatica fare dopo le correzioni sul metro musicato e stabilito – dunque mi raccomando che possa indurre il Giacosa a far 4 o 5 versi il giorno e spedirmeli non mi occorre tutto il lavoro subito mi bastano 2 o 3 pagine del Quartiere Latino. Da Illica non ho avuto più notizie Ritornando poi ai versi ci sono sempre dei versi francesi – devo musicarli così?! dunque lo vede, che bisogna un riveditore e subito perché ho bisogno di materiale - I tagli poi è cosa che nel lavorare saltano fuori da loro Io sto bene – così tutti noi – mi scriva spesso, le sue lettere mi fanno tanto bene. Elvira la saluta così pure Fosc e Togn. Tante cose dal suo aff G Puccini 484 LUIGI ILLICA – MILANO Torre del Lago, 25 o 26 ottobre 1894 Caro Illica Grazie della fotogr[afia] di Mürger – che ho gradito moltissimo. Desiderei un piacere da te: risonando il duetto finale atto I° l'ho trovato troppo ma troppo lungo – vorrei ridurlo ma mi bisogna l'opera tua = Pag. 11.12 bozze stampa. Si potesse eliminare il vieto chi son etc sino a vivo accorciare le altre strofe così le battute del Mi chiamano Mimì diminuirle di qualche verso. Il lungo però per me: incomincia dal Sei sola al mondo e l'altra di Rod:[olfo] È un attimo divino Son tutti tempi appassionati più o meno e musicalmente sono: lenti e mi generano stanchezze e colore uniforme è anche difetto della musica ma il fatto sta che bisogna tagliare – Pregoti dunque di ridurlo sulla bozza di stampa e spedirmelo che lo correggo subito: scusa e armati di pazienzati seccherò altre volte. Ti divertisti a Parigi? – Il Sig Giulio è tornato? Scrivimi un rigo tuo aff GPuccini Elvira e Fosca ti salutano 485 RAMELDE PUCCINI Torre del Lago, 27 ottobre 1894 Vecchia carcassa, eccoti l'effigie dell'avanzo di gioventù passata, pur troppo, come il manzo d'estate lasciato senza cuocere mezza giornata addio dolce sirocchia si questa è la capocchia di Giacomo Puccini che uno lo tienghi e l'altro lo strini. Salutami i Gellesi 486 LUIGI ILLICA – MILANO Torre del Lago, 29 ottobre 1894 Carissimo Gigi - Ci ritorno sopra e abbi pazienza. Se virgolo e se cioè tralascio di musicare i brani virgolati il senso sfugge (come tu dici): allora come faccio a musicare delle parole senza senso? e esserne contento? e come farlo? Abbreviare così sapevo anch'io - Per non darti tante noje ti propongo di accorciarmi per benino dal «o creatura gentil» di lì fare la tiratina meno enfatica possibile e corta per venire poi alla conclusione del duo. Così può esser possibile, la riuscita del passo in caso contrario diventa il duo del Tristano Saluta e rallegrati per me con Franchetti dell'esito del nuovo Colombo - a te la tua parte che non è poca. Saluti da Elvira e Fosca verso il 15. nov sarò Milano tuo aff GPuccini 487 LUIGI ILLICA — MILANO Torre del Lago, 30 ottobre 1894 Al Sig Illica Luigi Via Bramante Milano Caro Illica — comunica al segretario Finzi la mia adesione alla lega.... ma che lega è? Landi — Franchetti: qual'abisso! Sarà la società degli estremi che si toccano — T'ho scritto per il duo — ancora. Rispondimi tuo aff GPuccini Torre del Lago martedì 606 GIULIO RICORDI Pescia, 15 settembre 1895 Carissimo Sig. Giulio, Come le scrissi, Illica mi mandò una traccia del solo di Schaunard, brano povero povero, che mi sembrò una zeppa. Io per non insistere pel solo (che mi sembrava opportuno) di Schaunard e per non tirar per le lunghe ho rinunziato e faccio come è stampato, pur tenendo conto dei tagli nell'a due. Ho scritto all'Illica in proposito. Ho raccomandato inoltre il brindisi del quale non ho avuto che un rovesciamento, ma niente di nuovo m'è stato proposto. C'è d'aggravante che nelle manipolazioni sinora mandatemi da Illica è soppresso Schaunard, colui che deve essere il perno, il capo, l'elemento tonante, principale del brindisi. Non le pare? Poi desidero che mi si riveda il momento della morte di Mimì. le mani al caldo e dormire... Prima di queste parole ci vuole qualche piccolo inciso affettuoso, qualche cosa che la mia povera testa non riesce a trovare e neppure a proporre, ma che l'ingegno bollente del Piacentino troverà tanto più se è pungolato dal volere della cooperazione valida del sire di Barasso. [...] con Elvira ma ormai il dado era tratto - tengo a dirle questo perché non si creda che sia cagion mia l'avvenuto - Clausetti mi ha scritto che ha promesso al Mattino un'articolo su Boheme e vuole altri particolari qualche altra notizia e magari qualche verso del libro mi dica che cosa devo fare Clausetti è l'ottimo elemento fin de siecle necessario in questo momento dove Barnum è imperante — Credo che dandogli i versi di Musetta quando men vo soletta per la via non sia gran male, son così graziosi! Mi scriva subito cosa devo fare - Pensi ai cantanti Torino (leggo sarà la prima città) non ne sono troppo contento, prima perché il teatro è sordo 2° non bis in idem 3° il direttore è un'omaccio 4° troppo vicino ai botoli milanesi che mi fotteranno sicuramente. Napoli, Roma devono esser le prime — Mugnone mi scrive che lo trattano per Palermo - cerchi di farlo scritturare dove si darà Boheme è il direttore più artista di tutti, sarà canaglia ma ha anima, cosa che manca a tutti gli altri compresi i Vanzi dei miei costanzi - Non son niente contento che per la Ia volta si dia a Torino proprio nulla! - Basta tantissime cose da tutti noi e mi creda suo aff GPuccini Carignani dice che nel 2° atto bisogna incidere il tamburo su una riga sola oppure mettere il ♭ ogni battuta. Opp: mettere in chiave 2 bemolli cosa da niente!! decida lei 610 RAFFAELLO FRANCESCHINI – PESCIA Pescia, 22 settembre 1895 Caro Raffaello, scrissi al dottor Scarlini figlio e all'amministratore offrendo, ma per ora non ebbi risposta. Non sapendo l'indirizzo dello Scarlini figlio, mandai la lettera a Siena, dove spero sarà conosciuto. Vieni quando vuoi. Se hai mezzo di vedere il Sainati, ringrazialo del libro che mi mandò. A giorni verran da me Ricordi e Illica. Attendo l'invito da Ginori che si fa aspettare.Mi ha scritto che la caccia non l' ha ancora aperta. Ho cominciato il quarto atto. Lavoro come un cane. Saluta tutti gli amici ciclisti e non ciclisti e in specie il sig. Sainati e il sig. Palamidessi. Ciao G.P. 611 GIULIO RICORDI Pescia, 22 settembre 1895 Carissimo Sig Giulio È giorno di festa per me quando ricevo le sue carissime lettere. L'ultima poi (colla notizia della sua prossima venuta) è stata accolta con gioja generale Quando verrà troverà pronta partitura riduzione piano canto e piano solo – L'Illica può essere utile per tagliare ancora il (mi pare) ancora troppo lungo 4° atto – e poi a dirla schietta mi sento stanco e l'atto più rapido è meglio è per me e credo anche per il pubblico. Bene dunque venga anche Illica – Ella avvisi per tempo la sua venuta perché qui la posta ritarda e poi potrei essere via di qui perché sono sempre in attesa dell'invito venatorio del marchese Ginori, il quale (l'invito) si fa troppo aspettare. Sono stufo, stufissimo di questa villeggiatura, di questa villa, di questo paese impossibile – Penso al mio Torre del Lago continuamente! ma quest'altro anno mi rifaccio per dio! dunque aspettando la visita sua carissima e ripulendo il 3° atto e pensando al 4° si passa il tempo che ci manca alla sua venuta Fosca ringrazia anticipatamente per il pezzettino - Elvira, Togn, bene e inviano tanti saluti - Io assaporando la bramosia di presto vederla mi dico suo aff GPuccini 628 GIULIO RICORDI 9 ottobre 1895 Carissimo sig Giulio No, non è corto il quart'atto! tutt'altro — anzi è un gran pregio la brevità, lo dice anche Colline. In quanto al legame per il taglio brindisi, mi sembra che come mi propone lei non sia del tutto giusto — Perché Sch.[aunard] dice: Porgimi il nappo e Marcello glielo dà - Dunque la ripetizione di Sch[aunard] (come mette lei) (ridendo) Dammi il gotto mi sembra oziosa e fuor di luogo avendolo gli amici atterrato per la concione che si era accinto a farenon le pare? Io vorrei che Illica mi facesse due o 3 versi piccoli o grandi a piacer suo per chiudere l'incidente del mancato brindisi di Sch[aunard] poi Rodolfo attaccare: Meglio un ballo che far della retorica — Sgomberiam le sale etc - Godiamo che i prodotti Valdinievolesi sieno piaciuti e ringrazio per gli Evviva al Doge.! Al Tocco e mezzo oggi io e Elvira partiamo per Firenze dove stasera c'è Tosca - La famosa caccia è stata rimandata al 26 corrente. Meglio così! ora che ho inviato bene il lavoro lo proseguo. In quanto ai pp e ffi della partitura se ho ecceduto è perché, come dice Verdi quando si vuol piano si mette pppp. Però bisogna mettere i ritenendi e Rall[entandi] alla riduzione — mettere capisco i necessarissimi ma metterli perché ci mancano Ripetole: la meglio cosa è che mi faccia spedire le Partiture e una bozza che farò da me così sono sicuro che tutto andrà benesubito ne le farei la rispedizione. Qua piove alla più bella e la noja è completa Raccomandole che le legature siano fatte a dovereSarebbe però bene che ci fossi anch'io ma come si fa? ho da lavorare e non ho tempo da perdere. Pero prima di inciderle potrei avere qui una parte di violino e vederle? - Tanti saluti da Elvira Fosca Togn e dal suo aff GPuccini Volume II 111 LUIGI NAPOLEONE PIERI Vienna, terza decade di settembre 1897 Cane d'un mondo! o un mi s'è malato il Tenore!?! Dio labbri d'oro mi capitano tutte, devo andare in scena con un sostituto di cui temo per lo scagherino in gran dose che si rimpasta nel culo... Ho scritto a Carignani una lettera lunga, di cui avrai particolari del disastroso giro... di Vienna. Ma chi se ne frega? d'altronde se non sanno eseguire la musica peggio per loro. Io non cerco altro che portare via le palle e irmene a Torre dove resterò per 1-2-3- 4-5-6-7-8. 9 mesi e dopo spero dare alla luce quella troja vacca di cantante chi si chiama Floria... 112 FOSCA GEMIGNANI E IDA BONTURI - TORRE DEL LAGO Vienna, fra 29 settembre e 3 ottobre 1897 Cara Fosca ed Ida Dunque la prémiere è rimessa Niente dimenamelo che a Martedì Figuratevi la nostra gioja! non potremo partire che giovedì o più Tardi secondo il giropesca - perché se fosse un successo resterei ancor qui due o 3 giorni e se fosse un esito scagherino piglio le mie carabattole e filo - Siamo molto infesciati per i doni da portare - finiremo a portare a te o Fosca una scatola dell'eterna carta a Ida un pajo di guanti, a Tonio e Cioncio un gingillo da 49 - Qui costa tutto il triplo che in Italia - e siamo un po' verdeggianti in saccoccia - con questo albergo si resta asciutti asciutti - Comprerò una pipa di radica da un franco a Beppe e ciao - davvero smettendo la burletta non sappiamo cosa prendere - Il giacchetto a Ida lo prenderò se lo trovo non tanto caro e bellino e che le stia bene e le torni - ma dubito perché qui le donne è vero son grassotte ma hanno fior di tette e che tette! e in vece le sorelle vagabonde difettano di questo nobile e tanto simpatico ornamento, hanno è vero tanti altri requisiti come gli occhi dove brilla del fuoco italico e del chianti vivace e non delle fredde aure viennesi e della pilsenen Bier. Per la bionda ragazza impastata di latte e neve con un pizzico leggero di zafferano, non sappiamo dove battere la testa - cosa si prende a Fosca? è questa la continua nostra dimanda quando si sbighellona per le strade di Vienna! Oro: no! camiciette, e vene son delle belle, no, perché non abbiamo le misure - Guanti? ohibò ne abbiamo di meglio in Italia - cosa dunque? ditecelo voi altre se siete brave - Io sono per la carta - È una gran bella invenzione la carta da lettere! - a proposito di carta n'ho rubata molta alle latrine - così in compenso ti pulirai con questa - Per Ida comprerò del velluto felpato perché aborre la carta - deve esser molto delicata in quella parte! - Insomma qualcosa rimedieremo caso mai a Milanotroveremo qualcosa che andrà bene - - A Ida poi sono riconoscente della risposta gentile di accontentarci, di restare con noi sino alla fine (e anche dopo) della villeggiatura – questo pensiero di aver in casa mia una così bella creatura e gentile donnina mi allieta i momenti piuttosto tristi dell'aspettativa scenica viennese – A Fosca poi ripeto che la Trabia sarà bella ma non arriverà mai al fascino che trasuda dalla gentile personcina Toscana - Evviva i due bei campioni Lucchesi – Evviva noi e nelle chiappe a questi bevitori di birra e mangiatori di Wüster - Saluti a tutti ai Mazzini a Bettolacci a cui direte che sono entusiasta della lettera che mi ha scritto – A Gianni che mi lasci qualche animaletto per me in PaduleSaluti all'Elvira alle gentili ma triviali figlie – al sor Eugenio e alla Tedesca donna - a Venanzio a Cecco che spero sarà guarito a Ferruccio A tutti insomma un bacio di cuore dal vostro aff GPuccini Baci a Tonio e che studi il violino quando vengo sentirò i progressi baci a Cioncio 217 ALFREDO CASELLI — LUCCA Parigi, 6 maggio 1898 Mr Alfredo Caselli Fillungo Italie Lucca Toscane Caro Caselli Prima del 30 corrente non si va — dunque vieni verso il 26 o 28 o 27 non prima se no tu non resti e Leone t'opprime — Siccome dovrò fermarmi ancora dopo la Premiere 5 o 6 giorni Così resteremo a Paris una settimanetta e dopo ce ne andremo a Londra – altra settimanettaSaranno dunque una 20na di giorni - Se lo credi si cercherà di far più presto – e tornare en Italie plus tot possible - tutte cose combinabili quiViene anche Pieri Napoleone – Paris 6 maggio 98 di Aquilata non ho più saputo nulla – Vedi Pericle parlaci segretamente però - Prove bene – sono preso continuamente – Boldini il celebre Pittore mi fa il portrait Addio caterobasso - Tanti saluti da tutti noi e scrivi tanto Porta dei liquori buoni – si beve - Me l'hai trovata la villa? e la casa è affittata? - che amministratore del cazzo sei? ciao tuo aff GPuccini 218 ALFREDO CASELLI – LUCCA Parigi, 10 maggio 1898 Italie Mr Alfredo Caselli Via Fillungo Lucca Toscana Caro Caselli – Non ricevo diurnamente tue lettere e ciò è maleMi abbandoni in questo mare magnum? Ne sono stufo di Paris Anelo il bosco olezzante con relativi profumi, anelo il libero ondeggiare del ventre mio in largo calzone con assenza di gilet - anelo al vento che libero e olezzante mi giunge dal mare ne assaporo con le nari dilatate il salso jodico spirare, a larghi polmoni! odio i selciati! odio le chiese! odio i palazzi! odio gli stili! odio i capitelli! amo lo bello stile del pioppo e dell'abete la volta dei viali ombreggianti e novello druido farei mio tempio, mia casa, mio studio lo stendersi verde del fresco sotterfugio di bosco annoso o giovine – Amo il merlo, il capinero, il picchio! odio il cavallo, il gatto, il passero dei tetti il cane di lusso – odio il vapore, il cappello a cilindro il frak - Libero in libera aria cacare – e con guardo umido d'emozione contare i fagioli riguardantimi dall'occhio tenue e così furbetto! Ah Mansi, Mansi perché non mi scrivi d'AquilataQui questa serqua di barbari mi canterà bohème alla fin del mese, sarai dei nostri? ci spero – tuo aff GPuccini 305 RAMELDE PUCCINI Monsagrati, 21 settembre 1898 Cara Ramelde Parto per Torre domani Giovedì – Non ne potevo più di questo posto - Starò a Torre tutto il novembre – In quanto alla casa fa te - Ma siccome Raffaello potrebbe venire da me una settimana ora, nel passare da Lucca e al ritorno dare un'occhiata alla casa – e al Muratore etc – I lavori non sono molti – e in quanto al trave di cucina credo che resisterà ancora dei secoli - l'ho veduto – La casa ha bisogno di ripulita e il pavimento della cucina e del passaggino hanno urgenza di riparazioni - Il guaio sono le scale e la loggia - Bisogna che Raff cerchi di mettersi d'accordo coi vicini e far scrostare l'intonaco scaligero per poterlo poi rimbiancare; e bisogna anche far levare tutti quegli attrezzi (di chi sono e chi ce li mette? forse il bottaro?) che sono in loggia — è un indecenza e se non volessero levarceli, farceli levare dall'autorità competente - Ci sono le finestre (alcune) da ristuccare i vetri — Insomma io sarei di parere di far più presto che si può o incaricando qualcuno che sopraintenda o Raffaello con qualche gita per venire a Torre dove poi può riedere all'altra luna che sarà la più propizia e proficua per caccia Anzi — ho ideato (se viene fra qualche giorno per esempio Martedì prossimo) di domandare un permesso a Ginori per 2 e così fare una cacciata di folaghe discreta diglielo e ti logrerà tanto da esser costretta a liberartene - L'ho trovato cambiato e cioè ritornato dell'umore prisco con la grande sua solita e laudativa fiducia in se stesso e sollevato dalle piaghe quasi rimarginate Oh lui non ha i nervi come noi — temperamento tranquillo senza fiele né miele — Solo un gran colpo lo abbatte — e chi no? Ma noi passionali e passionisti ci si logora (anche per poca cosa) presto e s'invecchia! Io sento (a giorni) la 40na! e sono proprio stanco della vita che faccio e cioè sono un temperamento incontentabile (perché non dovrei lamentarmi) — Ora il lavoro mi pesa e non sono contento proprio nulla del mio lavoro d'oggi - accidenti a quella puttana di Romana e a chi l'ha ideata versificata e un po' malamente musicata! Accidenti a Guido monaco col suo: Ut Resonare... nel culo a a Lui e al suo predecessore magnano vile Tubalcain! Sono sfiaccato dalla sedentaria vita che ho fatto dal 20 luglio ad ora A Torre muoverò le flaccide gambe un poco per la macchia e se il tuo ometto di stecche di balena e cordovano vuol esser compagno all'altro imbastito di linfa calze sfatte e stecche d'arbogatto, farà cosa grata al tuo nevrotico, isterico linfatico, degenerato Malfattoide, erotico musico—poetico cardiaco fratello GPuccini 358 RAFFAELLO FRANCESCHINI Milano, 8 gennaio 1899 Caro Raffaello, sono le due di notte. Lavoro ma n'ho poga voglia. Penso a Punta Grande, e mi consolo. Ramelde è ciottoro? Passerà, te lo di'o io. Son nervi, dice 'arola. Domani è domen'ia. Al tocco vien Carignani a prendermi. Si va un pogo in giro, ma questa Milano mi fa vomitare, non la posso soffrire, ma ci sto pogo perché a marzo porto via le palle. Lunedì alle 12,30 parto per cinque o sei giorni e vado a Parigi (nespole, dici te). È proprio per mi' sfogo perché non c'è bisogno che parta. Ho voglia d'un po' d'aria. Tu andresti sulle mura e io vado a Parigi. Ritornerò per Lyon, Marseille, Montecarlo, dove voglio tentare il fante (porto poghi bigèi, poghi bene) perché me mi trombano pogo). C'è la réprise di Bohème l'11 all'Opéra-Comique e io ci vado per mio gusto. Faccio bene o faccio male? Parigi mi piace, miga Milano! >Non di'o miga che Milano non sia miga e che non abbia miga (vedi Ussero, Cerù, Pisa) ma non son cose per te, non le 'apisci. Le 'apirà colei che ha le gomita ripiene di grasso e dice che son gonfie... Saranno, poveraccia! Sia per non detto. Ho ricevuto ora una letterona della Cavallo da Marsiglia, entusiasmata di Bohème che ha avuto uno dei soliti schifosi trionfi al Grand Théâtre. Ora con quel... culotto, quasi quasi... 'mbè vedremo. Tutti dormono e io sono lìllare e gaio. C'è un caldino qui. Sono in maniche di camicia. Domani incigno un vestito. Martedì alle 6 di mattina sono a Parigi. Tornerò dopo 3 giorni di permanenza. Occupati della casa (affitto) e smetti la burletta. Perdio, di tanti che la volevano, sono spariti tutti? Fa' fare un cartello come la topa di Capannori. Salutami la malata che a quest'ora sarà guarita e se no, gliel'auguro che avvenga subito. Forse prendo una bandita qui nelle vicinanze di Milano (300 lirette all'anno) almeno potrò nell'inverno farmi un po' di moto. Scrivimi Paris, 12 Rue de Lisbonne, chez Ricordi. Saluti a tutti, tuo aff. G. Puccini. Informati P.S. Dimmi: Caselli è vivo o morto? Informati e riferiscimi. 359 1899.01.08.b RAMELDE PUCCINI Milano, 8 gennaio 1899 Caro Ramarro, ho scritto a Dide, ma non ho l'adresse. Dalle il ritratto che t'accludo. Io sto bene. Vado a letto, è l'ora di finirla, sono le tre. Vero Biagini stasera e casco dal sonno, ma che vuoi, qui, con questo silenzio si sta benone e poi c'è un caldino di paradiso... Sono in maniche di camicia e in puntali. Di' a bascibusuch che prepari i feri del mestiere per il marzo che s'avvicina a grandi passi. Digli che permessi non ce ne sono più. Son finiti, si 'ontenti di punta grande. La finisci? Vieni a letto, mi dice un animo. Or traslascio (bella parola) e me ne vado. Però prima voglio scaraventarmi un bicchierino di cognac 3 stelle. Me lo grogiolo con una sigaretta grattandomi il palladio, sdraiato sul divanino. Tu a quest'ora sarai quale Cleopatra, a gambe aperte, sdraiata e a bocca splancata, dormente e magari russante. L'abissino col camiciolone che gli arriva alla zia, dormirà tranquillo col lume acceso. Io mi sono rotto i coglioni a scrivere e vado davvero. Ora piglio il fottuto e ti saluto, tuo Giacomo. 366 ALBERTO CRECCHI - LIVORNO Milano, 21 gennaio 1899 Caro Crecchi, tanti e tanti ringraziamenti per il pensiero d'avermi scritto. Io sono tornato ier l'altro e mi sono rimesso al lavoro interrotto. L'Iris è andata come saprai e la solita porca stampa è stata di una crudeltà strana, in specie il Corriere. Per me quest'opera che ha in sè tante cose belle e uno strumentale dei più smaglianti e coloriti, ha il difetto d'origine: l'azione che non interessa e si diluisce e langue per tre atti. Per conseguenza se anche Domineddio avesse musicato tale libretto, non avrebbe fatto di più di quello che ha fatto Pietro. Tu che gli sei amico vero, digli che ritorni alla passione, al sentimento vivo, umano, col quale iniziò tanto brillantemente la sua carriera. Ciò che t'ho detto circa il libretto etc. è inter nos, mi capisci? A marzo verrò a Torre per un mesetto, per poi ritornare a Milano aprile e maggio. Se Angiolino sarà sempre a Livorno (ci sarà) venite a trovarmi che mi farete un vero piacerone. Lessi di Lodovico e me ne rallegro. Salutami tanto Beppe, il solitario cantore di Banditella, Angiolino novello Colombo senza viaggi – gli amici tutti e a rivederci a presto nella tanto cara ed amata Toscana Saluti da Elvira e Fosca che stanno benone – e tanti dal tuo aff GPuccini 371 TOMAIDE PUCCINI Milano, 25 gennaio 1899 Cara Dide Pare impossibile che fa più impressione una croce che qualunque altra cosa! E dire che a me non fa né freddo né caldo — Val più una beccaccia ben lavorata dal cane e poi frullata e ammazzata che 100 croci una sopra all'altra! per questa legione d'onore ho avuto una legione di biglietti, lettere, telegrammi tu credi che io sia contento di questa vita? Neanche per idea: sono un infelice vero di ferola vita che faccio la considero come quando uno va a scuola desidera le vacanze — Io sono nato per stare da orso in campagna vestito uso Gello a quei tempi, senza lavarmi che poco, il viso un buon fucile in spalla e via per i boschi e paludi a trafficare a insidiare a gattonare – Invece Parigi, Faure, inviti etc etc Verranno per dio le mie vacanze e allora mi riattoOra ci ho per le mani il giro di Chiatri quando sarà finito con Torre sotto mano (2 villette l'ideale) – allora incomincieranno le mie vacanze – A Milano ci vò stare 15 giorni all'anno – e basta – A Marzo intanto ci starò un mese lavorando (pogo) e cacciando – Io sto benone peso 95 Kili – lavoro – tutte le sere sto in casa perché Milano mi fa schifo – In teatro non mi piace andare mai o quasi – Oggi ho sentito Perosi nella Resurrezione di Cristo mi è piaciuto ben poco – è una gran gonfiatura di preti – te lo dico io non voglio dire che non abbia valore – tutt'altro – è un giovane di grande talento, ma lo gonfiano tanto che lo rovineranno come è successo a qualcun altro. addio ti ringrazio della lettera al meno la + ha servito a qualche cosa! Saluta Giulia Enrico etc.. tuo aff Fraletto GPuccini Vado a Letto 646 FOSCA GEMIGNANI – TORRE DEL LAGO Venerdì ore 1 dopo colazione Caro Beisio sono al caffe della pè – con un caldo affricano non si resiste più – ho visto il termometro fuori all'ombra e sono 38 e una linea! 38! all'ombra – si cuoce – un cavallo è morto sul colpo in piazza dell'Opera adesso. Leggo il Figaro e vedo che a Londra jeri 200 morti d'insolazione – se seguita così si brucia – Mentre scrivo sarete in treno e ne sentirete del caldo - Ma a Torre spero non sarà così atroce – se il caldo è forte costì, preparate le carabattole per l'Abetone perche io ne ho avuto assai del caldo – Dreyfus e figli sono partiti jeri per Londra per sentire la Tosca – ho bevuto 2 caraffe di birra un caffè gelato e 2 Grand Marniers – crepo! Il gilet non mi tiene più – devo andare a far delle visite e mi tocca tornare al Bade (dove si crepa) per cambiarmi la camicia – Le camiciole l' ho abolite ma è peggio – però devo restare qui per parlare con Carré e Zola – non partirò che Martedì, prima mi è impossibile – credi che allungare sino a martedì la partenza è cosa dura! ma meglio dura che molle così dice il proverbio – io ora domando un ventaglio qui al caffè, poi te lo porterò a te come ricordo di Paris – che chiceh? Il violoncello dio sa come suda col suo cordone – poveraccio! – a Londra il caldo è più atroce (pronunciarlo uso Verity) che qui Io sono imbecillito non so che scrivere Spero che a Torre non si crepi così - I retini ci sono alle finestre? raccomando di combinare per il periodico invio del Ghiaccio qualunque somma costi – Informarsi con Bettolacci. Addio Beisio bacia Mammisia Idisia Tonisio Cioncisio tuo Pappisio 679 GIULIO RICORDI – MILANO Torre del Lago, 20 novembre 1900 Carissimo Sig. Giulio, Fra le mille proposte che mi sono piovute non ho trovato nulla di buono per me. Targioni mi offre i Tessitori, altri i Miserabili, altri il solito Cirano... e via dicendo fino alla Lea di Cavallotti. Ho letto l'Adolphe e l'ho trovato povero povero... niente fatti salienti, solo la scena ideata da Illica della danza polacca con relativo pianto e scena d'amore, tutto il resto è una vera e sincera descrizione della lotta interna di un uomo amante ma stanco di amare una donna più vecchia di lui e che non stima... La fine è impossibile modificarla cioè farla finire in un modo diverso. O a letto come Mimì, o in poltrona come Violetta. Capisco che Illica può trovare mezzo di muovere e riempire, ma il soggetto è troppo fratello di Traviata, senza la gioventù che aleggia attorno alla testa di Violetta. La protagonista è già madre di due ragazzi verso gli 8 o 10 anni. Insomma non sono ancora nel mio... Io dispero e mi torturo l'anima... almeno arrivasse la risposta da New York! Quanto più penso alla Butterfly, sempre più mi ci appassiono. Ah! l'avessi qui con me per lavorarmela! Penso che invece di un atto se ne potrebbero fare due e belli lunghi. Il primo nel Nord America - e il secondo al Giappone. Illica dal romanzo poi troverebbe certamente quanto occorre. Non capisco come il sig. Maxwell non abbia ancora risposto! Si figuri che ho scritto ieri a D'Annunzio per sapere di questo Cecco d'Ascoli (L'Alchimista) di cui tanto mi parlò, e mi promise di mandarmene una traccia!... Io verrò a Milano presto, verso la fine del mese o al più ai primi di dicembre. Stasera a Bologna c'è la seconda. - Alla prima la Giachetti appena aprì bocca, la voce le fece cecca. Io non volevo andare in scena ma i sozzi impresarii non mi dettero ascolto. La prova di scena necessaria che feci il giorno della recita dalle 11 alle 3! sarà stata la causa dell'abbassamento repentino - ma era troppo di prima necessità detta prova - poiché tanto lei che Caruso di scena ne facevano una burletta. Caruso fu divino! Sempre meglio Giraldoni. Messa in scena vile, insieme scucito, forse per mancanza di prove. Mi scriva e mi dia, pregola, sue notizie... 691 FERRUCCIO PAGNI - TORRE DEL LAGO Milano, 6 dicembre 1900 Caro Ferruccio, Qui si va li li ma ne ho piene le coglione. Domenica devo andare a Bologna e lunedì mi tocca ritornare a Milano, però ti giuro sul sangue di S. Gennaro che nella settimana verso venerdì sono a Torre. Ben inteso se le notizie meteorolo-dio-cane-giche saranno asciutte. Ti raccomando il vaporino. Dagli un'occhiata, che non sciabatti ecc. Dimmi se ci sono beccacce. Io son ritornato oggi da Cori. Delirio. 7! I vetusti romani non arrivavano a tanto. Ma i 42 sono quasi colmi. Mi viene al labbro il moccolo in... fallibile da lanciare nello spazio fino all'indirizzo eccelso! Salutami la sig.a Telegone e il Giachetto. Vidi Plinio che con groppo era alla stazione. Non visto ancora Vimercati perché fatto il papà di una novella nascita. Scrivi a Cori farai piacere. Mi noio quì e odio questa città così piccola per me e così terra terra... Le Menfis... le sublimità marine, le cateratte del Nilo chiuso e aperte come narici aspiranti i sali marini! Viva la fica, unico conforto dell'umanità languente! Arte, natura, fica. Terzetto divino nel quale ogni uomo dovrebbe bere mangiare dormire. Dormire sul monte di Venere! Per guanciale una tetta! Viva la potta della ciabatta! Gridi tu-io, inneggio ad altre vulve! Ma i 42 son vicinissimi. Ti saluto. Giacomo Puccini 824 GIUSEPPE RAZZI – FIRENZE Torre del Lago, 10 settembre 1901 Martedì Caro Beppe - Nagliati mi ha mandato il pezzo che chiesi ma di una misura più piccola - eppure gli dissi (e lo deve sapere) che era per la carrozza di 5 cavalli! bastal'ho ordinato io direttamente a Milano – Mandami subito un barattolo di grasso per automobili - sono a Torre - e mercoldì viene anche E.[lvira] e Fosca - ti accludo cartolina di Tedeschi - provvediciao Saluti a te e Ida e Cioncio dall'aff GPuccini ore 5 vado a caccia) Mandami 4 pile per Triciclo 825 GIUSEPPE GIACOSA Torre del Lago, 13 settembre 1901 Caro Giacosa Il Sig Giulio non vuole che io incominci il lavoro dell'atto se il libretto del medmo non è completo ed ha ragione - dunque spero che avrai proseguito nel lavoro e non vorrai lasciarmi ancora inoperoso - Ti prego dunque di finire al più presto questo prim'attoNon posso più oltre rimanermene colle mani alla cintolapensa al danno grande che me ne viene - Confido dunque in te — Ti saluto cordialmente aff tuo GPuccini Volume III 25 ELVIRA BONTURI - MILANO Capalbio, 14 febbraio 1902 Venerdì sera Cara Elvira Arrivato ma non potuto dormire - piovigginava andai a Capalbio e dopo una buona colazione solo bucai nel letto e dormii dalle 11.30 sino alle 5! dopo mi sono sbarbato e lavato, bagolando con "è permesso" e alle 7.30 pranzo chic - e d'appetito. Stasera il tempo è sereno Speriamo si mantenga tale sino a domani e dopo - Andremo al cignale - e poi après demain tela nel laghetto fra i monti - Sto benone - vidi Nomellini - si stette insieme fino al treno - presi il vagon lit ma secondo il solito non mi riuscii dormire Mai - che noja! Mandami le lettere e qualche giornale - non ho altro a dirti solo augurando a te e a Fosca che stiate allegre e tranquille - domani sera scriverò al Sor Giulio - Tanti baci a te a Beo e saluti a tutti gli amici Tuo Topisio 26 ELVIRA BONTURI - MILANO Capalbio, 16 febbraio 1902 Siga Elvira Puccini Via Verdi 4 Milano domenica Piove e non siamo neppure usciti a caccia! che noja e che uggia! Spero ti sarai calmata e che non sarai più così scoraggiata come nella tua di jeri - Non è vero che io non ti voglia bene - sei cattiva a credermi tanto cattivo - no, cara Elviretta mia, ti voglio bene e faccio e farò di tutto per provartelo - non essere così esclusivista e esigente L'affare Torinese è molto ma molto indebolito da parte mia - credilo - e spero presto di riacquistare la mia tranquillità e serenità d'animo - Ho scritto al Sor Giulio per Giacosa io spero di venirmene via di qui fra 3 o 4 giorni - Speriamo che il tempo si rimetta un po' al buono - tira un vento e piove a rovesci! l'ho proprio indovinato! Mazzini ti saluta - jersera è arrivato Antinori - addio cara Elvira bacia i ragazzi e occhio al Tipo. Saluti e baci da Giacomo 28 ELVIRA BONTURI - Milano Capalbio, 18 febbraio 1902 Siga Elvira Puccini 4. Via Verdi Milano martedì Cara Elvira Finalmente oggi ho avuto tue lettere - dopo la famosa, è la Ia che ricevo - e anche i giornali - domando perdono a Fosca delle parolacce che le scrissi - Fin ora caccia nulla - ho sbudellato oggi un cignale. Il tempo sino a jeri brutto - ora va meglio - domani folaghe - e in quanto al ritorno sarà fra 2 o 3 giorni - Si sta così bene qui! c'è Piero Antinori, il conte della Somaglia, il capitano di marina Cecconi e altri - si sta allegri - e si dorme, si mangia e si va a cavallo a giornate - Jeri si presero due ore d'acqua e grandine continua - cavalcando al passo - figurati in che stato si tornò - alle 6 eravamo a casa entrai al letto sino alle 7 mezzo per il pranzo - oggi benché non abbiamo fatto altro che padule ci siamo divertiti molto per il tempo bello e le località splendide - domani caccia al laghetto fra i monti - Si fa sempre colazione sull'erba e che appetito! - ho l'ultima camicia bianca addosso! - ho fatto un sette ai calzoni di velluto - addio Topisia mia baciami Fosca e a te tanti dal tuo Giacomo Mazzini ti saluta 31 ANGELO EISNER - VIENNA Capalbio, 22 febbraio 1902 Barone Angelo Eisner Eisenhof III 16 Stohgasse Vienna (Austria) Sabato Caro Eisner Mi pare strano che Mahler dica che vuoi udir Bohème e Manon prima di darle all'Opera! La Manon vada - ma Bohème l'ha sentita a Venezia e all'ander Wien d'infelice memoria Poi è serio che un maestro come Lui dica di queste cose? via, via, sarebbe stato più sincero che avesse detto: non voglio sapere di opere di Puccini all'Imperiale - - In quanto all'ander Wien in confidenza ti dico che tanto la protagonista per Manon quanto il direttore non sono accettabili... E piuttosto che a presentare queste opere in condizioni così poco soddisfacenti è meglio attendere che l'umore dell'illustre direttore divenga più trattabile, o per meglio dire, contrattabile - parto per Milano domani Tanti rispetti alla tua gentil Signora e con tanti saluti cordiali Credimi tuo aff GPuccini 32 ELVIRA BONTURI Milano, terza decade di febbraio 1902 Cara Elvira - Prima di tutto tengo a mettere le cose in chiaro e in nero: dunque Carignani non entrò lui al Fontana fui io - e lui attese fuori - 2° Ella venne senza mio consenso e senza mia chiamata - mi avvisò che era per arrivare per parlarmi avendo urgente [*] di vedermi. Non dovevo andarci? La lettera che leggesti nel portafogli ti avrà detto come agivo io - E Mazzini a Capalbio può completare le notizie - dunque ho voluto dirti tutto questo per mettere le cose nel suo vero senso - e l'essere pedinato a questo modo mi ha avvilito e mi ha persuaso in che Terribile Trama poliziesca io mi viva - non faccio altre aggiunte: finisco - non ho voluto altro che dirti come stavano le cose - nel loro vero senso me l'avete rotti tutti quanti siete ma tutti, tutti - e non ne posso più - 42 ELIGIO BOREA — PAVIA Milano, 4 marzo 1902 Illmo Signor Prof: Eligio Borea Via Mazzini 3 Pavia Gentilissimo Professore Le chiedo perdono se mi dimenticai di rispondete alla sua prima lettera - Tante e Tante cose mi fecero deviare. Dunque, le dico subito con franchezza che io non posso recarmi costì ad assistere ad una recita - non posso lasciar Milano in questi giorni dovendo continuamente lavorare con IIlica e Giacosa per il libretto - perché dovrò domenica partire e prima voglio che i miei poeti mi diano il materiale per l'assenza mia - La ringrazio per avermi dato ragguaglio dell'esito di Tosca e me ne rallegro - Voglia ringraziare a nome mio la Società Rolla dell'invito fattomi e nello stesso tempo con Essa scusarmi - Tanti e cordiali saluti dal suo aff GPuccini 57 ELIGIO BOREA - PAVIA Milano, tra 6 e 12 marzo 1902 Carissimo sig dottore Accludole il mio ritratto - e ringraziola delle gentili parole per me e per l'opera mia - Tosca è sorta in epoca triste! non ci sono più artisti! - gli attuali non rendono che il 30 per 100 di ciò che l'autore si è immaginato! è troppo poco - non ci sono più temperamenti drammatici come c'erano un tempo! Il mio torto dunque e stato di scrivere un'opera che non avrà mai l'interpretazione che le è dovuta! Le Mariani le Durand le Pantaleoni sono meteore passate! Con tutto ciò spero che Tosca si affermi e ad onta del riguardoso contegno del superpulbico milanese, possa vivere ancora per qualche - tempo - Il Tempo del resto è il più giusto giudice. Mille saluti aff suo GPuccini 63 LUIGI ILLICA - CASSANO D'ADDA Roma, 17 marzo 1902 A Luigi Illica Cassano d'Adda Lombardia Lunedì Caro Illica - Arrivato jersera - non è niente vera la seconda versione di Franchetti - non son mia così stupido da non aver capito?! Si parlò proprio di Tosca e questo per calmare le ire solite di Franchetti. Io me ne sto in campagna e vado nel orifizio a chi mi pare - e hai pur ragione di farti schifo della città! In quanto poi a Germania, il mio debole parere te lo dirò poi - Intanto voglio dirti che le situazioni più impressionanti ed efficaci sono state lasciate nell'ombra dal musicista - a voce mi spiegherò di più - Il Sig Giulio è sempre qui lo vedrò oggi - addio - fra 3 o 4 giorni me ne ritornerò a Torre - dove spero capiterai con la signora tua facendo un grandissimo piacere a tutti noi ciao aff tuo GPuccini 66 FOSCA GEMIGNANI - FIRENZE Roma, 22 marzo 1902 sabato mattina ore 9 Cara Fosca La mamma seguita a far la dura - e io scrivo a te - cosicché io partirò o domani sera o domenica mattina - perché le sedute finiranno sabato sera e per sbrigarci forse ci potrebbe essere una seduta serale che non è sicura per ora - per questo dico che partirò o sabato sera o domenica mattina. Telegraferò a Guido perché mi venga a prendere o a Viareggio o a Pisa - Voi altre cercate di essere domenica a Torre alla mattinache diavolo! se per caso vi toccasse a restare qualche ora sole a Torre non cascherà il mondo! ciao bacia mamma la terribile, (ma me la pagherà) torno a Torre con muso e che muso! So che ha scritto e riscritto a Vandini e non può lasciar tranquilli gli estranei e non seccarli? perché da quanto mi pare non si divertono - ciao Saluti a tutti e tanti baci a te da Giacomo 81 GIULIO RICORDI - MILANO Torre del Lago, 23 aprile 1902 Carissimo Sig. Giulio, Dunque Osanna! e a gola aperta dobbiamo gridarlo! (se è vero). Attendo l'arrivo del laborioso parto, parte d'una laboriosa costruzione la cui fine è ancora lontana. Io per mio conto metto pietra su pietra e mi studio di far cantare il sig. F B. Pinkerton più americanamente possibile. Io mi sono rimesso discretamente. Ho ancora un po' di mal di gola, è una specie di debolezza lasciatami dalla febbre: ma sento che d'ora in ora vado meglio. Illica mi scrive d'intervistare la giapponese Sada Jacco. Se crede, quando verrà a Milano, potrei fare una scappata. Ma occorre un interprete, che certamente parlerà qualche lingua europea... Pregola di firmarmi per due azioni alla Scala. Tanti saluti. Aff. suo... 96 ELVIRA BONTURI - MILANO Torre del Lago, 16 maggio 1902 Alla Siga Elvira Puccini 4. Via G. Verdi Milano Cara Elvira Bene per la casa di Fosca - son contento che siano contenti - ho ricevuto gambali ne ho scelti due: un pajo da 20 lire e uno da 15 - rispedisco a [*] gli altri due - Vandini parte oggi ma ritornerà domani - È venuto ora Carlino d'Otilia - Sto benone e lavoro - Il Sor Eugenio perde delle palanche con Vandini e smoccola - È arrivato il pistone auto - baciami Tonio e Fosca e saluti a Totòcuoco. Quando venite? Tanti baci alla Topisia da Giacomo Dì a Leonardi che passi dall'agenz: giornalistica a dire che mi spediscano il Theatro a Torre 116 RAMELDE PUCCINI - CELLE Torre del Lago, 31 luglio 1902 Caro Ramaiolo, il 4 sarà impossibile perché credo che sarò a Milano e, se non ci fossi, non ho mezzi di venire lassù perché l'auto vecchio è guasto e quello nuovo è a Milano e vedrai che proprio il 4 partirò perché mi hanno telegrafato che è pronto il giorno 5. Duolmi ma ci vedremo dopo senza tanta baraonda festiva. Saluta tutti. 141 GIUSEPPE RAZZI — FIRENZE Torre del Lago, 25 agosto 1902 Al Sig Giuseppe Razzi 14. porS. Maria Firenze Caro Beppe jeri se non pioveva venivo a prender l'auto. Uno di questi giorni mi vedrai comparire avvisa Nagliati perché sia prontoverrà anche Elvira e Nomellini nell'automobile nuovo che è una vera meraviglia ciao tuo GP 175 GIUSEPPE GIACOSA - MILANO Torre del Lago, 6 novembre 1902 Carissimo Giacosa Ora non posso - Sono in mezzo ai parenti e al lavoro - Se ti ricordi (e ti lasciai gli appunti per le correzioni) mandami i versi da sostituire Ma certamente non li trovi e allora ci vedremo a Milano in dicembre - Tante grazie dell'invito a Parella - ciao aff saluti dal tuo GPuccini 226 LUIGI ILLICA - CASSANO D'ADDA Milano, 1 febbraio 1903 Luigi Illica Cassano D'Adda Caro Illica non ti vidi più! - T'attesi la mattina dopo - _ ripenso sempre alle cose mie - dunque l'interesse vero e grande ha una breve sosta dopo la berceuse - come sempre s'è detto le entrate tanto di Pink come della moglie sono un po' appiccicate e io ricordo benone l'impressione provata a Londra - rifletti e vedrai che se noi non si trova modo di far la scena delle donne (quella di Pink mi pare vada bene) cortissima siamo in errore (e dire che Giacosa voleva far due altri quadri!) Il publico dopo che ha saputo che Pinch è arrivato è sazio e non prende più quell'intenso interesse che ha prima dell'alba degli uccelli - dunque andar via rapidi e sopratutto con serrata logica - pensare a far una scenetta molto corta e trovare nelle poche parole che Kate dice a Butt: tutto il succo necessario come pure nel laconismo e nei silenzi di Butt (silenzi ci vogliono per Butt) ..... Insomma bisogna ritornarci ma con pochi tocchi - pochissimi venire al sugo con grande tatto e cautela all'affare bimbo - e che arrivi presto il grido il sole non può più brillare - ! Se noi indugiamo per arrivare a quello è dannoso - questo è il mio parere - Pensaci - Vado a Letto son le 2 - ciao aff tuo GPuccini sabato 237 FERRUCCIO PAGNI - TORRE DEL LAGO Milano, 12 febbraio 1903 Sig Pittore Pagni a Torre del Lago (Pisa) Toscana Caro Ferro dunque è merdaccia! anche per me! hai visto che po' po' di Zizzole colla ricchezza mobile? A Torre che fanno? E Mondina va sempre alle stanze con un certo Eresia detto mi strafotto? e Orlando è vero che si fabbrica una Torre pendente segno evidente dell'età che avanza? Che n'è di Pateta - di Nomellini ho notizie che ha finito il suo lavoro - e te fai nulla secondo il solito? Sei un porco perché ho visto da Vimercati due tuoi quadri che sono belli veramente e molti artisti li hanno ammirati - quel viale al sole fra i pini e un altro poi i miei che resistono e piacciono - sei sempre in tempo - lavora e cerca di far bene - peccato! peccato! ripeto. Ti accludo 5 poche lire, son poche ma con 5 lire si comprano tanti colori da far arrossire Baccello - La cornacchia sta bene? io lavoro e mi nojo a Milano, ma sino all'aprile non posso venire perché a giorni parto per Parigi e poi Montecarlo - addio spaventa passere - bestemmia meno, bevi meno ponci, lavora un po' di più - e salutami Pellegro Zenzena gli amici tutti compreso il dottore che sò, avete ricevuto con grandi manifestazioni a base di Tedeum - quant'è che non ti comunichi? Abbi Timor di dio e ti troverai bene di salute... ciao tuo GPuccini 375 GIUSEPPE GIACOSA Torre del Lago, 5 luglio 1903 Carissimo Giacosa Ti prego di annotare tutte le espressioni giuste i silenzi secondo la tua idea e la tua recitazione – le didascalie sceniche nel loro giusto colore e carattere - A me serve molto questa ricostruzione dell'andamento scenico È cosa da poco – fammela presto per non dirti subito puoi scrivere sul foglio bianco a lato dei versi. Vedrai qualche piccolo appunto .... correggi Io vado benino ma ancora 2 mesi di noje! Grazie e CiaoRimandami prestissimo tuo aff GPuccini 485 LUIGI ILLICA Torre del Lago, 24 novembre 1903 Caro Illica, Scrivimi presto. Sono qui così solo e triste! tu sapessi le sofferenze mie! avrei tanto bisogno d'un amico e non ne ho o se c'è qualcuno che mi vuol bene non mi capisce – Sono un temperamento molto diverso da tanti! solo io mi comprendo e mi addoloro – ma è continuo dolore il mio – non mi dà pace – anche il lavoro non mi solleva e lavoro perché devo – la mia vita è un mare di tristezza e mi ci fisso! mi sembra di non essere amato da nessuno capisci da nessuno – e dire che tanti mi dicono un uomo invidiabile! come sono stato generato male! ma anche tu non entri nell'animo mio come vorrei – e forse neppure mi compatisci! vorrei parlarti e sfogarmi con te! ma sei così lontano e poi certo sentire i lai non è divertente. Ah se tu facessi una scappata qui – siamo soli – vieni colla Sig Rachele – stacci qualche giornocome mi farebbe bene la vostra compagnia e la nostra amicizia si cementerebbe di più! mi dici di leggere? non posso – faccio 4 note perché devo – e trascorro il mio tempo in un'atmosfera delle più nere - ciao scrivimi e vogli bene al tuo GPuccini 554 GIUSEPPE GIACOSA — MILANO Milano, 1 febbraio 1904 Comm Giuseppe Giacosa 16. Piazza Castello Milano Caro Giacosa Kate dice: e non mi lascerete far nulla pel Bambino Io lo Terrei con cura affettuosa - non ti pare troppo cruda la proposta, o meglio troppo crudamente detta? quel lo Terrei se si potesse sostituire — ! capirai, così a bruciapelo ad una mamma! ... e Butterfly non ha uno scatto, una mossa di ribellione!... — Io direi: avrei per lui, io l'amerei... ma quel Terrei cosi duro e crudo mi urticchia — Io girerei sull'argomento con tattica — tanto più che il publico sa già dalle scene precedenti che si domanda si cerca d'avere, si vuole il bimbo — ciao pensaci tuo GPuccini