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                <title>La filosofia neo-tomista e il movimento moderno della filosofia cristiana</title>
                <author>Luigi Sturzo</author>
                <respStmt>
                    <resp>Responsabile codifica</resp>
                    <name>Stefania Sotgiu</name>
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                <respStmt>
                    <resp>Progetto di ricerca promotore dell'edizione</resp>
                    <orgName> PRIN 2022 ARDIPS - Archivio Digitale dell'Italiano Parlato-scritto (1860-1953)</orgName>
                </respStmt>
            </titleStmt>
            <publicationStmt>
                <publisher>Progetto ARDIPS</publisher>
                <pubPlace>Messina - Catania - Milano</pubPlace>
                <date>2025</date>
                <availability status="restricted">
                    <p>Edizione elettronica pubblicata con licenza CC BY-SA 4.0</p>
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            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <p>Scritti inediti, vol. 1°: 1890-1924, a cura di Francesco Piva, Roma, edizioni cinque lune, 1974, pp. 104-107.</p>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
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  <div>
    <p>
Scritti inediti
    </p>
    <p>
    vol. 1°: 1890-1924
    </p>
    <p>
    a cura di FRANCESCO PIVA
    </p>
    <p>
    prefazione di GABRIELE DE ROSA
    </p>
    <p>
    EDIZIONI CINQUE LUNE
    </p>
    <p>
    ISTITUTO LUIGI STURZO
    </p>
  </div>
</front>

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<div n='la filosofia neo-tomista e il movimento moderno della filosofia cristiana' type='sezione'>
 
<pb n='104'/>

<p>
LA FILOSOFIA NEO-TOMISTA E IL MOVIMENTO
</p>
<p>
MODERNO DELLA FILOSOFIA CRISTIANA
</p>
<p>
(f. 127, c. 9)
</p>
<p>
1. Nell'ultimo trentennio del secolo scorso la filosofia in 
Italia si stava quasi intieramente dalla scuola metafisica rappresentata 
da Gioberti-Rosmini-Ventura-Mamiani-Conti. Essa segue 
lo svolgersi rapido della filosofia positiva, critica, naturalistica 
delle altre nazioni, ripudiando le tradizioni italiane. E come l'enciclopedia 
moderna tende alla specializzazione delle scienze, così 
in gran parte non abbiamo degli autori di filosofia universale, ma 
degli scienziati peculiari, che tutti, o quasi, mutuano a base delle 
loro speculazioni scientifiche il positivismo naturalistico, il criticismo, 
l'evoluzionismo, il monismo, il determinismo, facendo 
capo alle scuole di Spencer, di Hartmann, di Darwin, di Haeckel, 
di Kant ecc. Così abbiamo sostenitori dell'evoluzionismo il Grassi, 
dell'antropologia criminale il Lombroso, il Morselli, il Ferri, il 
Garofalo, del determinismo psicologico il Wundt, del materialismo 
naturalistico il Moleschott, della sociologia positiva il 
Colaianni, del positivismo critico l'Ardigò, ecc.
</p>
<p>
In questo delirio scientifico grandi acquisti va facendo la 
scienza per il metodo eminentemente moderno dell'osservazione 
induttiva, per la specializzazione scientifica, per la critica storico-psicologica, 
per la sintesi delle cause concorrenti, per lo sviluppo 
delle scienze ausiliarie e delle naturali, per lo studio delle analogie 
sintetiche.
</p>
<p>
  
<pb n='105'/>
  
Però il disprezzo assoluto della metafisica o iperfisica, la 
confusione metodologica, l'esagerazione del valore empirico delle 
osservazioni, fanno sì che gli sforzi di ridurre ad unità le scienze 
cadano nell'<hi rend="italic">apriorismo</hi> scientifico e in una creazione subiettiva 
della scienza, che si riduce [sic] così tutti i suoi grandi progressi al
<hi rend="italic">nihilismo.</hi>
</p>
<p>
2. Intanto la filosofia metafisica di Galluppi, Rosmini, Gioberti, 
Mamiani, Ventura, non ostante il lato profondo della verità, 
o mancava dell'elemento psico-razionale a posteriori, o confondeva 
i mezzi di conoscenza o dava un valore non intiero alla vita 
mentale dell'uomo.
</p>
<p>
Sorse allora la scuola dei neo-tomisti, specialmente con 
Sanseverino, Liberatore e Taparelli, i tre più grandi e geniali 
rappresentanti, i quali vollero riallacciare le spente tradizioni 
della scolastica pura dei secoli XIII e XIV, cercando di seguire i 
passi della filosofia moderna. Essi si fermarono sino a Cartesio, 
Kant, a Gioberti, a Rosmini, a P. Ventura, che principalmente 
presero di mira.
</p>
<p>
Da una parte posero in salvo, diciamo così, le verità fondamentali 
della filosofia cristiana, pigliando il metodo, le vedute 
e le guise degli scolastici; dall'altra attaccarono i moderni nelle 
loro basi metafisiche.
</p>
<p>
La filosofia dei Neo-scolastici così ha il puro aspetto metafisico; 
è la forma delle verità prime, e delle loro conseguenze 
necessarie e immediate. È un ritorno all'assoluto mentale; senza 
che di tre secoli di filosofia essi avessero tolto nulla, tranne che 
le idee schematiche essenziali, metafisiche dei filosofi, per confutarle 
nella loro guisa assoluta, nel loro valore di schema logico.
</p>
<p>
Pure il Liberatore e il Taparelli compresero il valore della 
modernità della filosofia, e fecero dei tentativi non per un'assimilazione 
di metodo, ma per una larga conoscenza del loro valore. 
Cornoldi, Salis-Seewis, Schiffini e pochi altri continuarono i loro 
tentativi; e dei moderni ultimi a rappresentanti di questa scuola 
con delle [sic] sensibili passi in avanti sono Rossignoli, Ballerini, 
e qualche altro.
</p>
<p>
Un'altra scuola più puritana sorse, specialmente dopo l'enciclica
<hi rend="italic">Aeterni Patris</hi> di Leone XIII che cercò di assurgere al più
</p>

<pb n='106'/>
  
<p>  
pretto scolasticismo rappresentato dal De Maria, De Mandato, 
Ferretti e dalla scuola Domenicana.
</p>
<p>
Il ritorno alle fonti della Scolastica, a cui Leone XIII chiamò 
i cattolici, giovò assai perché i cattolici nel seguire e nel dominare 
il mondo scientifico moderno avessero la chiarezza matematica 
della verità, la unità metafisica della scienza, la pietra di paragone 
delle ipotesi scientifiche, la sicurezza di un metodo quasi 
infallibile.
</p>
<p>
L'esagerazione però di restringere le cognizioni, il metodo, il 
valore delle verità all'enciclopedia scolastica, nocque ai cattolici 
che si credettero dispensati d'altro studio; e rese profondo lo 
stacco di due filosofie, di due categorie d'uomini; tra i quali 
neppure si può arrivare ad intendersi nella terminologia e nel 
metodo. Di qui ne nacque il disprezzo vicendevole delle due 
scuole; la mancanza assoluta di criteri moderni anche nello studio 
della metafisica; la totale assenza della filosofia cristiana nella 
vita scientifica moderna.
</p>
<p>
3. A questa immediata decadenza della filosofia neo-tomista 
pura è seguita la reazione; una terza scuola è sorta, la quale accettando 
i postulati della filosofia neo-tomista, varia nel metodo, 
nella estensione, nella unità scientifica, nella critica storica, nella 
sintesi causale. Questa scuola è appena bambina in Italia e non 
ha ancora autorevoli rappresentanti tranne in parte I. Petrone 
nella metafisica, Toniolo nella sociologia, Molteni Giuseppe e 
qualche altro; in Francia ha principale De Mercier [sic], in America 
Zham, in Belgio Pottier, in Germania Görres e in parte 
Cathrein, Pesch, Biederlack.
</p>
<p>
Questa scuola è in via di formazione, e preluderà la scuola 
della filosofia cristiana del secolo XX. Quest'indirizzo è stato 
ultimamente accettato in parte dalla Società Scientifica Catt[olica] 
Italiana Essa ha un largo campo di studio e di lavoro; la
</p>

<pb n='107'/>
  
<p>  
assimilazione di tutto quel che di vero hanno le scuole filosofiche 
moderne è il suo primo compito; un'assimilazione razionale, 
guidata dalle eterne norme del vero. È la necessità impellente 
di elevare la cultura e di portare nei labirinti della scienza moderna 
la luce delle verità fondamentali della vita naturale degli 
esseri, e della unità metafisica che dal cosmo arriva a Dio.
</p>
<p>
Quindi è necessario tutto quel corredo di conoscenze storiche, 
scientifico-naturali, psicologiche, fisiologiche e biologiche 
che servono alla induzione moderna; e una larga concezione sintetica 
della relatività, dell'armonia, della simultaneità, che trasformano 
il metodo scientifico.
</p>
<p>
A questa scuola bisogna che converga lo studio di quanti 
amano la filosofia come la scienza fondamentale della vita, propedeutica 
al domma nella sua espressione scientifica, mezzo precipuo 
della riforma sociale dei nostri giorni.
</p>
<p>
4. Lo studio della filosofia nei Seminari. Vedi <hi rend='italic'>L'Era Novella</hi>.
</p>
</div>
</body>
</text>
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